• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Dove va il Venezuela?

di Roberto Vacchini | 18 Gennaio 2015

Oggi un paese disastrato economicamente, una nazione nota per la violenza e insicurezza. La strumentalizzazione del recente assassinio di un esponente parlamentare del regime.

 

Il Venezuela non è più la mecca dell’ emigrazione italiana. Il Venezuela “saudita” che sapeva “seminare” il petrolio, è oggi non solo un paese economicamente disastrato, ma anche una nazione nota per l’insicurezza, la violenza e la violazione dei diritti umani.

I recenti e tragici avvenimenti del Venezuela, con il cruento assassinio di un esponente parlamentale del regime, che il Governo venezuelano ha cercato di attribuire ad un complotto colombiano per essere poi smentito dai fatti, ha riportato all’attenzione internazionale una vicenda che si trascina, senza soluzioni, e con una scia di morti, da quasi un decennio. Una vicenda degna delle più violente tragedie sudamericane, con un copione di lotta intestina nel regime e di conquista, a qualsiasi costo, non solo del potere, ma anche dei beni degli operatori.

Ovviamente, l’obiettivo primario sono stati e sono i media, e la lotta decennale, parallela, intrecciata con la scia di sangue che l’accompagna.

è stato il canale venezuelano privato di sole notizie ed attualità, Globovision, uno dei più atipici e fortunati esempi a -livello continentale- di televisione libera, a denunciare le atrocità.

In questo momento gli organismi internazionali, non solo l’Oea, l’Organizzazione degli Stati Americani, ma anche l’Onu, stanno affrontando pubblicamente il tema dei diritti umani in Venezuela, drammaticamente balzato alla ribalta internazionale con sei mesi di lotta degli studenti e la violenta repressione del regime.

Asdrúbal Aguiar, ex magistrato della Corte Interamericana dei Diritti Umani, ha assunto la difesa dell’ editore Nelson Mezerhane, oggi ospitato negli Stati Uniti, a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato.

Perseguitato, arrestato, espropriato, Mezerhane non si è piegato ed ha denunciato il Governo del Venezuela davanti alla Commissione Interamericana, vittima di una persecuzione governativa implacabile: che risale al momento in cui Hugo Chávez decise di mettere le mani sulle sue fortune e mettere il bavaglio alla sua stazione televisiva, Globovision. Asdrubal Aguiar, con una solida formazione di giurista, studi e formazione anche in Italia, un passato di Ministro della Venezuela democratica e parlamentare, e profondo conoscitore dei meccanismi e degli equilibri che regolano la politica locale, ha sfidato il connubio, tra i diversi poteri dello stato, esortando Darío Vivas, vicepresidente dell’ Assemblea Nazionale (sistema monocamerale, totalmente appiattito sulla politica e sulla volontà del Governo) a rendere sincera testimonianza della situazione venezuelana, e non solo del caso emblematico Mezerhane, davanti ai predetti organismi internazionali.

Aguiar ha dichiarato inoltre che per la testimonianza sta chiedendo la collaborazione del massimo magistrato del Venezuela (che non brilla né per autonomia di pensiero né indipendenza decisionale), il Procuratore Generale (Fiscal General de la República), Luisa Ortega Díaz, una sorta di passionaria del regime chiamata a tenere sotto controllo governativo parte del sistema giudiziario venezuelano.

Il Deputado Vivas, che normalmente agisce come portavoce, provocatore, del Governo, ha accusato genericamente la “destra” venezuelana ed internazionale di essere la mandante dell’ assassinio, commesso dieci anni or sono, del procuratore Danilo Anderson e pertanto, a maggior ragione per la carica che ricopre, deve essere chiamato a motivare le proprie affermazioni.

Rivolgendosi ai media internazionali, visto il silenzio di quelli nazionali, Asdrúbal Aguiar ha ricordato come lo stesso procuratore generale dell’ epoca, Isaías Rodríguez, premiato dal Governo con ricchi incarichi all’ estero, ed oggi Ambasciatore in Italia, sia rimasto coinvolto. Un’azione tanto smisurata quanto maldestra diretta verso una caccia alle streghe utile al potere, che alla fine non ha avuto altra soluzione dell’archiviazione del caso, su richiesta dello stesso procuratore.

Aguiar ha ricordato che allo stesso Isaia Rodriguez, non rimase altra opzione che riconoscere pubblicamente che non aveva alcuna prova, e nemmeno indizi, per accusare Mezerhane, allora comproprietario della rete televisiva Globovision, di essere l’ispiratore dei fatti.

Aguiar ha di conseguenza evidenziato la strana catena di fatti violenti ed impunità, che riguarda la serie di omicidi, a partire dall’attentato al procuratore Anderson, ma anche di avvocati e personaggi che sono entrati in politica ed hanno sfiorato i fatti. Come gli avvocati Juan Carlos Sánchez, (ucciso dalla polizia segreta), Sebin, (dopo un oscuro fermo in una città dell’interno), ed Antonio López Castillo, figlio di una famosa parlamentare dell’opposizione democristiana, vittima di una esecuzione in strada per mano di funzionari di polizia.

Episodi oscuri, ma ancora di più quando si considera che il proprio Presidente Chavez, poco tempo prima dei fatti aveva fatto presente che Anderson sarebbe stato bersaglio di un attentato e la scorta gli viene ritirata poche ore prima dell’uccisione. Casi eclatanti che erano inevitabilmente scivolati nell’oblio e che stranamente riaffiorano, con la conseguenza di una denuncia presso la Corte Interamericana. Quanto il regime, oggi sotto la guida del delfino di Chavez, Maduro, si trova impantanato in una nuova e similare serie di crimini che avvengono nei palazzi del potere, senza essere indagati a fondo, visto che coinvolgono personalità di spicco dello Stato e del Governo.

I casi sono numerosi; l’ultimo da citare è quello del deputato Robert Serra, perpetrato in forma cruenta, ma quasi rituale, preceduta dall’assassinio del capitano Eliecer Otaiza, uomo di spicco degli albori della rivoluzione, legatissimo a Hugo Chávez, che era stato a capo di una delle forze di polizia ed al quale, come ad Anderson, tolgono la scorta alla vigilia del fatto.

Quale esempio di questa cruenta lotta interna, Aguiar ha ricordato anche l’assassinio, per l’ennesima volta, da parte di un nucleo “scelto” della polizia giudiziaria, di Juan Montoya, personaggio chiave dei gruppi paramilitari creati da fazioni del regime, (i cosiddetti “colectivos”) una sorta di centri sociali pesantemente armati.

Nella stessa linea, e verso personaggi di spicco, di volta in volta nel mirino del Governo Venezuelano, si ricordano una serie di omicidi, come quello orrendo dell’ambasciatrice venezuelana in Kenya, Olga Fonseca, presumibilmente compiuto per mano del narcotraffico legato a fazioni politiche governative. Stessa dinamica per l’omicidio avvenuto nel 2012 del militare rivoluzionario Jesús Aguilarte, ex governatore dello Sato Apure, e (nel 2005) per l’esecuzione del ex responsabile nazionale delle dogane, Gamal Richani, che stava indagando su un trafficante di origine sirio-libanese (molto legato al partito di governo), tale Walid Makled, in seguito identificato come la punta visibile dell’ iceberg del narcotraffico venezuelano, che indicherà (nelle confessione dei suoi crimini) i militari di alto rango delle forze di Polizia.

Numeri insignificativi, per un paese che con più di 15000 omicidi all’anno (dichiarati) ha uno dei più alti indici mondiali al riguardo, oltre a casi eclatanti che fanno riflettere sulla sicurezza, anche giuridica, del Paese.

La provocazione di Aguiar parte dalla richiesta di spiegazioni a Vivas, che disponendo, lui ed il partito, del controllo assoluto degli organismi di sicurezza, delle indagini, del potere giudiziario, non ha potuto, o non ha voluto, indicare i motivi di questa scia di sangue nei cortili del potere, limitandosi invece ad utilizzare i fatti per proselitismo di regime, additando inesistenti complotti ed ingerenze della destra internazionale e degli Usa, di fatto una sola cosa nell’immaginifico di regime. Nella denuncia presentata all’Oel si richiama la responsabilità dello stato, ma si citano come responsabili materiali degli illeciti, fra i quali risultano diversi personaggi, come il già citato Ambasciatore a Roma, Isaia Rodriguez.

Pubblicato in : Primo piano

Info Roberto Vacchini

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti