Casa Editrice: primamedia – Cantagalli
Anno: 2014
N.Pagine: 192
Prezzo : 14,00 €
Questa è la storia di Lina, Melita, Corrada, Sofia e Marianna, “donne del popolo” vissute negli anni Quaranta in un borgo toscano. Erano case? Era vita, quella? “Non chiamatele case” – vengono a raccontarci – “sono quelle dei Casalini, sopra le balze, appiccicate le une accanto alle altre, le une rette dalle altre. E ditelo voi se è stata vita, la nostra”. Sono state queste donne a fare la storia del borgo, con le loro sofferenze, le loro illusioni, le loro speranze, attese e troppo spesso negate. L’autore le ha fatte risorgere, ma sono loro stesse a dire alle donne di oggi: “Anche noi siamo parte integrante della vostra storia. Siamo le donne dalle lacrime asciutte: quelle che piangevano dentro”.
Gianni Manghetti
vive a Roma e fa il pendolare verso Volterra, dove presiede la locale Cassa di Risparmio. Ha controllato anche le assicurazioni, un mestiere del quale ricorda solo che le giornate sfrecciavano più veloci dei treni ad alta velocità. Ha anche insegnato economia aziendale a studenti universitari e diplomati in ragioneria. A settant’anni, dopo aver scritto tanto su banche e assicurazioni, ha pubblicato il suo primo libro sull’umanità delle persone incontrate per caso, “Vite pendolari. Ad alta velocità?”. Ha proseguito a scrivere romanzi, a raccontare le sofferenze e le risposte degli uomini tese a rendere più lieve il peso sui loro capi e sulle loro anime.
Toscanalibri.it

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