Le profezie di sciagura sono ricadute tutte su chi le aveva lanciate, adesso ci aspettiamo che il processo si completi perchè la democrazia prevede la partecipazione di tutti.

Era, questa, una osservazione dettata da mero buon senso, da quel concreto realismo che appartiene a chi guarda ai fatti leggendoli con la lente della razionalità invece che con quella della faziosità partigiana e dunque strabica di chi sta dentro da sempre ad un sistema che si è specializzato nell’autoconservazione facendone un obbiettivo primario anche quando si è rivelato in drammatica contrapposizione con le sorti ed il bene di un intero paese, paralizzato e sottomesso da una classe dirigente inamovibile e restia ad ogni richiesta di rinnovamento.
È dunque esercizio storicamente rilevante – chè la storia vive anche di tempi ravvicinati, specie quando precipita in un rivolgimento a lungo annunciato quanto ignorato e disatteso fino all’ultimo – rileggere oggi le superficiali e sprezzanti profezie che negli ultimi due anni hanno tentato di disinnescare, sminuire, prevenire l’onda d’urto che si annunciava a sinistra e però minacciava la statica esistenza/resistenza/desistenza su cui si era stabilizzato, in un sostanziale patto di non belligeranza, l’intero sistema politico italiano, uso a strillare parecchio in una apparente “ammuina” che, di fatto, permetteva a tutti di conservare serenamente le proprie rendite di posizione.
Abbiamo vissuto gli ultimi due anni in un costante annuncio di disfatta del Pd, lanciato come un monito di sciagura dai suoi massimi dirigenti ad ogni mossa giocata da Renzi sullo scacchiere interno al partito, e poi su quello nazionale. Se vince lui, si spacca il partito, tuonava D’Alema; se vince lui, ci consegniamo per la vita a Berlusconi, rincarava Vendola. Se vince lui, faceva eco Casini, precipitiamo nell’antipolitica senza più il contrappeso offerto da noi, vecchia ed astuta classe dirigente. Se vince lui, la sinistra italiana uscirà sconfitta per sempre dalla nostra storia, ululavano a destra. Una gara alla denuncia, all’allarme, alla salvaguardia di un sistema fallimentare spacciato ancora come ultimo salvagente cui aggrapparsi nella tempesta economica, sociale e politica che ci aveva travolti, e minacciava di degenerare in rivolta sulla spinta dell’avanzata brancaleonica di Grillo.
Invece, la questione era tutt’altra, e bene lo sapevano tutti coloro che tentavano di nascondersi dietro presagi di tragedia intanto che sentivano franarsi il terreno sotto i piedi. Sia pure con molto e grave ritardo, rispetto alla politica mondiale, si annunciava un non più rinviabile cambio neanche di passo ma proprio di terreno di confronto, l’uscita definitiva dalle categorie novecentesche, dalla contrapposizione destra-sinistra, dalla stessa idea di politica chiusa entro schemi rigidi e dogmatici, e di partiti intesi come club elitari ed identitari non più agganciati alle reali istanze dei propri elettorati. Intanto che il confronto si era spostato sull’asse conservatori-innovatori, e la mobilità del voto sulla spinta dei programmi e della credibilità dei leaders si era affermata non dall’alto ma grazie alla inequivocabile risposta offerta dagli elettori stessi con le loro scelte.
Dunque, mentre tutti aspettavano, annunciavano e persino auspicavano – in un moto di autolesionismo perverso quanto narcisista, après moi le deluge non è motto esclusivo dei monarchi – la fine del Pd tra dolorosi spasmi e tragiche scissioni, è del tutto logico e persino ragionevole che sia accaduto il contrario, ovvero che chi è rimasto fermo a difesa di posizioni di retroguardia del tutto sganciate dalla contemporaneità o poggiate solo sulla resistenza passiva incapace di produrre proposte alternative convincenti, si stia adesso inesorabilmente sfilacciando, sgonfiando, assottigliando senza più ragione di esistere, senza operare un autentico rinnovamento.
E quindi Sel giunge al capolinea, spaccandosi significativamente proprio sul voto del decreto legge che, fra le altre cose, contiene il taglio dell’Irpef in busta paga, ovvero i famosi ottanta euro, perchè i suoi deputati meno chiusi ideologicamente e politicamente capiscono e dicono chiaramente che non si può votare contro per mera posizione ideologica, quella che gli elettori non potrebbero mai capire e tantomeno accettare.
E quindi i Cinquestelle, grazie alla parte più ragionevole del movimento, quella che all’indomani delle elezioni europee ha prodotto un documento impietoso quanto veritiero di analisi del voto e delle proprie manchevolezze, capiscono che il “no” a prescindere li danna all’inconcludenza e decidono di scendere dal tetto e di cominciare a partecipare al dibattito politico, seriamente e concretamente.
E quindi, prima o poi, anche la destra dovrà fare i conti con il rinnovamento, pena la totale irrilevanza sullo scenario politico, è solo questione di tempo, ma il messaggio è chiaro e forte, e l’effetto domino colpirà positivamente anche da quella parte, che dovrà uscire dalla sudditanza economica e personale nei confronti di Berlusconi ed affrontare un cammino lungo ma necessario sulla via della democrazia interna, del ricambio totale di classe dirigente e della ricerca di un leader credibile che la guidi nel futuro, e non guardando sempre ad un passato che parla solo di fallimenti e di obbiettivi mancati.
E quindi il Pd, che pure tra conflitti e contraddizioni e persino contro la volontà della sua passata classe dirigente, si era dotato di strumenti preziosi per la democrazia interna ed il rinnovamento che attendevano solo qualcuno che decidesse di farne buon uso, non si è spaccato, non è morto, gode invece di ottima salute e si trova ad avere in mano la grande responsabilità politica di essere alla guida di un cambiamento atteso molto a lungo da un intero paese che ora non vuole più aspettare.
Le profezie di sciagura sono ricadute tutte su chi le aveva lanciate, adesso ci aspettiamo che il processo si completi perchè la democrazia prevede la partecipazione di tutti, e non avremo un vero equilibrio – che non significa il ritorno alla stasi ed alla plaude degli ultimi decenni, ma confronto di forze alla pari nella capacità di essere propositive e contribuire al dibattito – finchè tutte le parti politiche in campo non avranno compreso la irreversibilità del processo di cambiamento innescato e la necessità di portarlo a compimento il prima possibile per il bene di tutti.

Benzina: raffica di rincari, punte sopra 1,9 euro
Dopo gli aumenti decisi ieri dall’Eni, oggi ritoccano i listini Tamoil, Shell e Esso
…e géi 80 euro?!?
Ahahaha, questa è la migliore e fa ridere, finalemente si ride almeno!
E’ stata anche troppo signora la Merkel, i politici italiani dovrebbero sciacquarsi bene la bocca e evitare di dire cavolate mega galattiche del genere, io che la Germania la frequento quasi quotidianamente (ci abito a 2 minuti a piedi) posso affermare che non se la godono, ma che si vede una enorme differenza con l’Italia.
Di una cosa puoi esser certo Marzio, che con la destra in disfatta, marciscente i resti di Berlusconi, l’Italia fra 10 anni non so dove sarà, ma Renzi & i suoi saranno ben bene ingrassati e beati, lui ancora piu pieno di nei e le sue dita grasse.
Resta da capire se Chiara continuerà a venerarlo.
Forse lo venereremo noi, tutto è possibile a questo mondo, io son sempre pronto a dire che avevo sbagliato.
Per restare al nostro eroe che ne pensa Chiara di uno che dice alla Merkel: ” Se la Germania nel 2003 ha sforacchiato, possiamo farlo anche noi italiani oggi “. L’approccio di politica estera renziano resta quello d’un boy scout, ovvero ” chi non pissa in compagnia è un ladro e una spia “. Ringraziamo la Merkel della sua bonomia, perché avrebbe dovuto rispondere ” Caro Renzi dieci anni dopo il 2003 la Germania tira l’Europa, ma fra dieci anni l’Italia non tirerà un cazzo! “
Marzio, anche se per molti è naturale, pare la scoperta dell’acqua calda…..direi che il Papa è migliore della propaganda cattolica quotidiana, che siano trasmissioni di intrattenimento o TG, il commento di un religioso è sempre dietro l’angolo, oppure che dire della suorina alla quale han fatto vincere “The Voice”, rivelatosi un flop alla fine…..è l’Italia di San Gennaro, dei brandelli delle vesti di Woytila, dei Renzi che appena nominati si fanno vedere subito alla messa…..
Un’italietta ipocrota, ancora ferma al cinema, almeno quello fatto bene, degli anni 60/70.
Renzi è venuto e toglierà il disturbo, la questione non è questo ragazzotto presuntuoso. Molto più interessanti sono i tratti identitari del pantano Italia, e portano tutti i segni precisi del cattolicesimo politico, ossia di tutto il cattolicesimo. L’ennesimo tic si riscontra in questo momento. Nella volontà di perseguire un pacifismo cretino e antropologicamente velenoso, il cattolicesimo della RAI, l’ente sacramentale più cupo e squallido esistente in Italia, persegue la sua volontà di spoliazione emotiva anche nelle cronache dei mondiali di calcio, avvenimento si dirà risibile ma seguito da miliardi in tutto il mondo, quindi importante. Non solo la Rai ha distrutto la figura del telecronista campione del tifo e capace di trascinare gli ascoltatori e spettatori, sostituendolo con scialbi e anonimi testimoni dell’evento, ma opera con finalità bigotte anche nella scelta degli incontri da trasmettere. Così in questo momento la significativa Germania-Stati Uniti iniziata alle ore 18.00 è ignorata dalla Rai sia per televisione, che per radio a cui è addirittura preferita Ghana.Portogallo. Germania-Stati Uniti, riservata a Sky, rischiava di evocare vecchi rancori che il pattume cattolico nasconde sotto il tappeto in nome appunto del proprio “plitically correct”. Queste letture trasversali devono interessarci, non le imprese di Renzi che ha già fatto il suo tempo, nonostante gli olè della canea cattolica. Unica speranza è che il cattolicesimo politico rende avariato tutto quanto tocca, e come negli anni sessanta imbevve la Resistenza di retorica rovinandone il portato storico, presto rovinerà anche il “politically correct” i cui miasmi sono infatti sempre più insopportabili.
In malafede non lo sono, esprimo liberamente le mie idee che poi sono quelle degli italiani che conosco, amici o famiglia, almeno che i tuoi punti di riferimento non siano le ricche famiglie ex comuniste che abitano a Fiesole.
Trovo invece che un giornalista dovrebbe fornire ai suoi lettori non solo il proprio punto di vista sulla realtà, ma avere una visione a 360° o a tutto tondo, ed essere soprattutto critico. Oppure puo’ scegliere di essere un giornalista alla Emilio Fede, è una scelta e un problema tuo, in buona o malafede non posso dirlo.
Qui di patetico e triste vedo solo le tue chiacchiere a vuoto. Le politiche di un anno fa presentavano partiti e candidati che, oggi, in massima parte sono cambiati. Sel si sta disintegrando, Bersani e il vecchio Pd non ci sono più, il Pdl si è scisso, e via dicendo. Dunque, la tua presunta “analisi” è del tutto inconsistente e per di più fasulla. Quanto al taglio delle tasse, cosa non ti è chiaro nel concetto di taglio del dieci per cento di IRPEF ed Irap?! È un inizio, con la legge di stabilità ad ottobre ci sarà una seconda fase, ma se continui a non chiamare gli ottanta euro con il loro nome – ovvero taglio dell’Irpef – se i solo in malafede. Come tutto ciò che scrivi, d’altronde.
Quel che è piu triste è sentir parlare i suo scagnozzi (in puro stile Boriosi) che ripetono la ricettina ottimistica come un disco rotto, quando l’ottimismo irrazionale si sa provoca molti piu danni oer chi lo pratica di un pessimismo come possibilità di abituarsi al peggio, possibilmente cercando di evitarlo.
Un giovanilismo fine a se stesso di attori saputelli, ignoranti in materia e allo sbaraglio, la similitudine con la squadra della nazionale è stata invocata, non da me, ma rispecchia bene la classe politica di questo Paese.
Senza contare la realtà, lontana dai sogni della Chiara e del popolo, alle politiche Forza Italia e il PD sono alla pari, com Grillo poco sotto al 25%.
Tale resta il quadro in parlamento.
Renzi è passato da una riforma al giorno, a una a settimana, poi una al mese, poi divenuti 100 giorni e ora 1000….patetico e triste.
Una volta a Palazzo Chigi sono occorsi un po’ di mesi a Renzi per capire che gli sproloqui da week end della Leopolda erano solo sproloqui. Quello che Renzi chiede all’Europa non è altro che la libertà di accrescere il debito, libertà camuffata nei rinvii e nei trucchi dalla contabilità di bilancio. Renzi vuol solo ripristinare la vecchia politica economica elemosiniera cattolica riverniciata nella velocità decisionale della rete che i beoti scambiano per pragmatismo. Da tutto questo egli sogna di avviare un nuovo boom anni sessanta, che nell’adolescenza gli fu mal raccontato dai filmacci della commedia all’italiana. Quel che meraviglia è come la stupidaggine del “Renzi-ultima-spiaggia” freni dal presentare già il conto a uno che diceva di voler fare le riforme in cento giorni e ora ne chiede mille.
Ma di quali “fatti” parli te, Chiara?!? Ti ho gia detto, che gli 80 euro dati in busta, riescono abbondantemente e molti di piu’ per le tasse, se non capisci questa cosa basilare, come si fa a parlare con te?!? Ti ho gia scritto, che invece di questa manovra elettorale e propagandistica si fossero abbassate le tasse e i balzelli VERAMENTE, non averebbe avuto bisogno di fare questa inutile elargizione.
Fatti, Renzi non ne fa, molte parole e scadenze, ma il nulla poi! La riforma elettorale (che auguriamoci sia bloccata) uno schifo, ma a te piace, quella del senato una cosa scandalosa, ma anche su questo non hai niente da ridire.
Sono solo una banda di presuntuosi, arroganti, che farebbero meglio a levarsi dai piedi.
Te hai confuso l’elezione europea con le politiche, sarebbe il caso che tu ti rendessi conto della realtà e non dei tuoi sogni a occhi aperti.
Non dimostri nulla, Paolo, perchè come sempre accumuli frasi sconnesse senza mai alcuna argomentazione articolata di quanto sostieni, solo invettive dirette ora a questo ora a quello, che nulla offrono ad un confronto ragionato.
Quanto ai silenzi, bè, te lo riscrivo, hai aperto i commenti con affermazioni avventurose su presunte mancanze del governo su temi che, invece, sono stati tutti affrontati, te li ho puntualmente elencati e guarda un pò tu li hai prontamente dimenticati……a proposito di onesto confronto.
Sui Marò, non ho mai scritto nulla, sulla Bonino mi sono limitata a dire che aveva fatto il suo tempo. La vicenda dei Marò si è innescata in un paese, l’India, in piena e ciolenta campagna elettorale dove tutte le parti politiche coinvolte hanno strumentalizzato questa situazione ad uso della propria causa. Ora che le elezioni ci sono state, si ricomincia a ragionare. Ma vorrei ricordati che l’incredibile pasticcio della gestione iniziale di questa vicenda, con i Marò fatto tornare in Italia, poi l’annu noi che non sarebbero ripartiti, seguito dal contrordine, è stato tutto creato e gestito dal governo del perfettissimo Monti che tu veneravi come Salvatore della patria, e che finchè è stato premier dei Marò non te ne è fregato nulla, hai scoperto la loro esistenza – vedi un pò i casi della vita – solo quando ti ha fato comodo per sostenere la tua pregiudiziale avversione a questo governo.
Dunque, se vuoi dimostrare qualcosa fallo, ma fallo con i fatti, non con le chiacchiere inutili, e magari, per una volta, anche con un pò di sana coerenza, il che non guasterebbe affatto.
Poi, devi sempre rispondermi sugli “inutili” 80 euro: chiedilo ai dieci milioni di persone che se li trovano in busta paga, quanto sono inutili, invece di fare il fighetto snob che pur di sputare su qualcuno ignora la vita vera e faticosa di troppa gente, oggi, in questo paese.
Vorrei segnalare lo scandalo di un primo ministro, che evidentemente scambia la vita per un videogame, che mentre si esprime, malamente, in parlamento non ha neppure l’intelligenza e il buon gusto di spegnere il proprio telefono, è a questo tipo di persone che ti affidi Chiara Boriosi? Povera te!
Cosa dire poi della Merkel che ha ribadito stamane di dover rispettare il patto di stabilità, e di Renzi che assicura che non sforeremo il 3% (?!?), e dei suoi patetici 1000 giorni, e perché non 10.000? Anzi io lo farei stare 100.000 giorni….
Vabbé, mi auguro che questa gente sia mandata presto a casa, nell’intersse degli italiani, il partito che ha vinto le elezioni è al 50% quello degli astenuti, quindi anche questo “40%” va ridimensionato, perché si tratta di una chimera, la realtà è ben altra. Ora lui crede di andare a dettare legge e fare il ganzetto con la Merkele?!? Ahahahhahaha, se non fosse tragico c’é proprio da ridere.
Silenzio assordante di Chiara Boriosi sui maro’……boh?!? Come lavora la tua strabiliante e competente ministra degli Esteri?!? A casa, anche lei!
Sto ascoltando TG3 linea notte, ascoltare le bugie dei PD, smontate dagli invitati (Passera e altri—-)…questi sono dilettanti allo sbaraglio, poco, molto poco intelligenti e troppo ambiziosi senza averne le qualità né l’esperienza.
Divieni gratuitamente offensiva, sei te che non cogli la realtà del Paese nel quale in piu’ abiti.
Fai come ti pare, io finché sarà prpaganda e finché la realtà sarà quella che la cronaca ci offre ogni giorno, sulla reale situazione economica italiana, non cambio opinione. Come ti ho dimostrato con il titolo dell’ANSA, che evidentemente non hai letto, la misura delle 80 euro si rivela pura e inutile propaganda.
Non rispondo piu a questo tipo di messaggio, mi limitero come ti ho detto, a dimostrarti che la realtà non è solo quella che sogni.
Passo e chiudo.
Renzi sta chiacchierando alla Camera di banalità storiche da terza media fatte passare per grandi visioni e ideali europeisti che entusiasmano i renziani, ma è un fatto che mendicare dalla Merkel briciole di tecnica statale contabile rivela l’inesistenza d’un progetto politico profondo e a lunga scadenza, progetto che dovrebbe riguardare non un job act illusorio incapace di produrre lavoro e ricchezza se non sarà il mercato a volerlo, non i giochi di bussolotto sulle funzioni del Senato, ma la costituzione di una area mediterranea e geopolitica a noi favorevole, partendo dalla verità di fondo, ossia che gli interessi dei principali partners europei collidono con gli interessi italiani. Vecchi problemi ritornano sulla scena del delitto che vorrebbe un più di comprensione critica invece degli scioglilingua del parolaio di Palazzo Chigi che estrae bufale da un vecchio cilindro nelle mani tremolanti di Napolitano.
Scusa, ahahahahhahahahahah lo scrivo io, leggiti i giornali di oggi, a proposito di Renzi, Merkel ed Europa. Quanto ai presunti pezzi sempre uguali, poichè ogni settimana scrivo sul tema più rilevante della cronaca politica, se tu non sei in grado di coglierlo perchè non leggi, non sai, oppure fai finta di non leggere e non sapere, il problema come sempre è tuo. E vedo che alle mie precisazioni puntuali, sulle sciocchezze che hai scritto, come sempre evapori. Neanche io ho molto tempo, di sicuro meno del tuo, visto che molto lo impiego a documentarmi per scrivere con serietà. Attività a te del tutto ignota.
Di oggi, per chi è interedssato, su ANSA.IT
Estate: operatori, 80 euro non hanno inciso su vacanze
Ahahaha, Chiara, ora la Merkel si fa dettare le regole dal Renzi, lo vedi come interpreti, l’Europa è stata battuta nelle urne e lei si adatta appena appena, Renzi non c’entra un fico secco.
Quanto a quello che scrivi, ho detto che viene da pensare, ma ho poi aggiunto che non è cosi, stai tranquilla te.
Siccome i tuoi pezzi sono praticamente identici da piu di un anno, con essi pure le mie risposte, per cui faccio una cosa, siccome non hpo molto tempo, né per leggere la stessa zuppa rigirata, né per scrivere le stesse monotone risposte, mi limtero’ a copiare incollare quello che serve per farti capire che non hai sempre ragione.
Paolo, da tanto te lo dico, lascia perdere, lascia perdere…
Peccato, come sempre, che tu non legga e non sia minimamente infirmato su cosa acacie in Italia.
1- la settimana scorsa, con ampio risalto sulla stampa, è stato presentato il progetto di legge sulle unioni civli, il cosiddetto modello te tedesco, che andrà a breve in discussione alla Camera, approvazione prevista entro settembre.
2- per la prim volta dal 2009, la produzione industriale ad aprile e maggio è risalita, facendo segnare una crescita percentuale doppia di quella della Germania (finte Sole24 ore e tutti i quotidianii e tg nazionali)
3- è di pochi minuti fa l’annuncio che Van Rompuy e la Merkel hanno accettato la richiesta di Matteo Renzi per la flessibilità sul patto di stabilità, invocata da tutti ma mai intrapresa prima, ovvero lo scorporo degli investimenti per la crescita e le infrastrutture dai parametri stabiliti, il famoso 3%
Detto questo, trovo vergognoso per te che lo hai scritto insinuare un mio tornaconto, ti qualifica e qualifica ciò che scrivi in questo spazio senza bisogno di ulteriori commenti.
Io mi campo da sola, e nessuno mi regala nulla, vai tranquillo.
Un ennesimo pezzo copia/incolla in puro stile Fede/Santanché.
Non si capisce, tra il vecchio e il nuovo, cosa cambi, visto che il “nuovo” è identico nel non fare le cose utili e nel proporre cose fatte male e antidemocratiche.
I dati sull’economia fanno rabbrividire, l’unica che insiste nella venerazione a priori di Renzi e del sistema è la Boriosi, ci si chiede se non abbia un tornaconto personale, cosa che sarebbe anche comprensibile.
Credo piuttosto nella testardaggine nel non volere analizzare la situazione per quella che è e non per quella che si vorrebbe, ma per questo ahimé non c’é rimedio.
Se il “rottamatore” si trasforma in sistema, non si differenzia da quelli che voleva rottamare e non appare piu’ credibile, del resto la situazione reale del Paese e l’azione fine a se stessa del governo (La Boriosi, non ci aveva detto che i maro’ erano stati abbandonati dalla Bonino?!? Che il nuovo ministro degli esteri avrebbe sbloccato la situazione? E dei diritti civili tanto sbandierati da Renzi e dai suoi accoliti per assicurarsi il voto della comunita gay, cosa ne resta?!?).
Domande senza risposte, perché risposte non ce ne sono.