Leone, secondo alcuni pensieri affidati a un social network come oggi accade spesso, cercava una risposta al senso della vita.

Questo lo stralcio di cronaca ordinaria, quasi quotidiana.
Purtroppo ho dovuto assistere, oggi, venerdì 9 maggio, alle esequie in San Miniato al Monte. La magnifica Basilica che guarda la nostra città maestosamente, stracolma di giovani e adulti ancora increduli. Compagni di scuola composti in un dolore sordo. Si abbracciavano, i ragazzi, per farsi coraggio, senza pianti isterici. Attoniti e talvolta anche sorridenti senza consapevolezza completa, ancora, del tragico evento. Il banco vuoto li accompagnerà aiutandoli nella elaborazione del lutto.
Il figlio di una cara amica, corista dell’Accademia del Diletto che ha accompagnato la liturgia con canti gregoriani.
E il sacerdote, che cerca pervicacemente di dare un senso a questa tragedia, di renderla accettabile.
Leone, secondo alcuni pensieri affidati a un social network come oggi accade spesso, cercava una risposta al senso della vita. Secondo l’officiante l’avrebbe trovata attraverso questa scelta irreversibile, lanciandosi da un terrazzo sui tetti, al quinto piano di una palazzo sul nostro mare.. Senza scampo. Una risposta certa per i credenti, dubitativa, in forse per i laici, infarcita del nulla per gli atei.
Fiori bianchi all’interno, una foto e la bandiera della sua squadra nautica , palloncini bianchi all’uscita. Genitori e familiari straziati ma estremamente dignitosi.
E allora si pensa e si riflette sulla fragilità degli adolescenti, e sulla loro capacità di assorbire senza traumi eccessivi la realtà che li circonda. E ci chiediamo se è giusto condividere con loro, ancora immaturi, tutti i mali della società. Oberati dal materialismo che ci pervade, dove prevalgono problemi come il lavoro e la sopravvivenza che è diventata un punto interrogativo, si tralasciano spesso i valori spirituali. Forse troppo. Non sappiamo che cosa in realtà ha portato Leone su quel terrazzo, cosa lo ha spinto a oltrepassare la linea fra la vita e la morte. Forse lo sanno i suoi compagni che ne raccoglievano i pensieri più intimi, come è costume a quell’età. Forse i genitori e la sorella.. forse..
Dona nobis pacem

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