La pubblicità indica che la peggior cosa che a una donna possa capitare è fare la casalinga. I «messaggi» pubblicitari, dunque, dovranno puntare a metterglielo bene in testa. Cosa c’è dietro?
La modernità ha fallito perché le sue premesse razionalistiche hanno portato alla perdita di senso generalizzata o come insegna Galimberti al nichilismo interiorizzato. Sono finiti i macro saperi, le grandi sistemazioni teoriche, le cosiddette «meta-narrazioni».

Questo ambiente ci ricorda i limiti della razionalità e la non logicità delle azioni umane come ha studiato W. Pareto.
Attualità del pensiero di W.Pareto.
Pareto teorico dell’azione sociale ha teorizzato che le azioni umane sono generalmente non logiche, che significa non razionali ossia difficili da calcolare sia in termini di fini da raggiungere che in termini di strumenti da utilizzare. In merito alla situazione italiana, in un suo discorso tenuto a Losanna il 26-02-1899 così affermava “L’Italia è governata da gente che sfrutta il Paese coi monopoli……togliendo denari alle banche di emissione per soddisfare la propria megalomania, opprime il popolo di gabelle e lo fa morire di fame……I discorsi che si fanno ora a Roma, in Parlamento, sono di pura accademia. La questione non è se le leggi sono buone o cattive, persino chi le propone sa che sono pessime….Quella classe vuole fare quattrini e opprimere il popolo…….”. http://malvinodue.blogspot.it/2013/06/vilfredo-pareto-comizio-losanna-2621899.html
La situazione contemporanea caratterizzata da mentalità calcolatrice; allargamento della partecipazione politica; espansione dei sistemi di comunicazione; soggettivismo incontrollabile.
L’individualismo che ne deriva non si scosta molto dall’idea delle azioni non logiche di Pareto. Dopo molti decenni di Repubblica i diritti fondamentali quelli sanciti dall’art 3 ad es. non sono attuati, il lavoro è una prerogativa elitaria pochi fanno due o tre lavori e molti nessuno. Anche il voto è diventato un privilegio elitario. In compenso a fronte di questo crollo di credibilità le ultime pensate della cultura radical relativista occidentale confermano che l’eterogeneità dei fini, anch’essa di paretiana memoria, è quella da seguire. La classe dirigente dichiara di voler raggiungere fini innovativi a forte innovazione sociale, quando invece il vero fine è la decrescita e la liquefazione della sessualità. Si parla di nuovi momenti aggregativi di famiglie allargate, ma in realtà si vuole perseguire il “Mondo Nuovo” di A. Huxley; infatti, nonostante il conclamato, evidente, documentato calo demografico il problema politico forte è riconoscere le coppie omosessuali, propagandare con messaggi sottili la moda della liquefazione sessuale mortificare la natura per riconoscere i desideri e i capricci individuali.
L’evidenza demografica
Che il problema della denatalità sia anche un prodotto della cultura relativista individualista occidentale si ricava dall’idea sull’omosessualità che avevano ad esempio i regimi che si basavano su principi materialistici-scientifici, quali quello sovietico e quello cinese, che sono distinti e distanti dall’etica cattolica. Nel 1933 l’allora presidente dell’URSS Iosif Stalin fece inserire nel codice legislativo penale l’articolo 121, che vietava i rapporti omosessuali: solo gli ingenui possono pensare che un regime orgogliosamente ateo abbia approvato questo articolo per ingraziarsi la chiesa ortodossa anche perché questa idea fu seguita pure da Mao che non doveva ingraziarsi nessuna chiesa cristiana. Forse è più corretto dire che per i regimi collettivistici dove i fini sono decisi dal comitato centrale non c’è spazio per i desideri individuali.
I dati dell’Istat.
Secondo i dati del bilancio demografico della popolazione residente in Italia sono stati 534.186 gli iscritti in anagrafe per nascita nel 2012, oltre 12 mila in meno rispetto al 2011. Il dato conferma la tendenza alla diminuzione delle nascite avviatasi dal 2009: oltre 42 mila unità nati in meno in quattro anni,
Il calo delle nascite è da attribuirsi per lo più alla diminuzione dei nati da genitori entrambi italiani, quasi 54 mila in meno rispetto al 2008.
I nati da genitori entrambi stranieri, invece, sono ancora aumentati, anche se in misura più contenuta rispetto agli anni precedenti (2.800 nati in più negli ultimi tre anni) e ammontano a poco meno di 80 mila nel 2012 (il 15,0% del totale dei nati). Se a questi si sommano anche i nati da coppie miste si ottengono poco più di 107 mila nati da almeno un genitore straniero (il 20,1% del totale delle nascite).
Considerando la composizione per cittadinanza delle madri straniere, ai primi posti per numero di figli si confermano le rumene (19.415 nati nel 2012), al secondo le marocchine (12.829), al terzo le albanesi (9.843) e al quarto le cinesi (5.593). Da notare che queste quattro comunità raccolgono da sole quasi il 50% delle madri straniere in Italia.
Oltre il 7% dei nati nel 2012 ha una madre di almeno 40 anni, mentre la proporzione dei nati da madri di età inferiore a 25 anni si attesta all’11,1% del totale. La posticipazione della maternità è ancora più accentuata per le italiane: la proporzione di nascite da madri con meno di 25 anni e con più di 40 anni è analoga e si colloca sopra l’8%.
La legge di Say e la liquefazione delle identità.
Tutto l’apparato massmediatico sta propagandando il bello dell’essere omosessuale o lesbica o transessuale le amministrazioni locali spendono soldi per diffondere questa cultura nelle scuole o per aprire servizi per queste categorie di elettori. La pubblicità indica che la peggior cosa che a una donna possa capitare è fare la casalinga. I «messaggi» pubblicitari, dunque, dovranno puntare a metterglielo bene in testa. Cosa c’è dietro? Una ipotesi è che in questo modo la manipolazione delle menti è più semplice, quante donne solo negli anni 80 pensavano di fare le autiste di bus, il metronotte, il fabbro o il soldato? Oggi queste posizioni sono possibili; ma forse più che di evoluzione dell’eguaglianza e meglio rifarsi alla legge di Say e parlare di un’ offerta aggiuntiva per certe posizioni, offerta inculcata come grande conquista sociale. Offerta che casualmente risolve i problemi di una domanda di lavoro che anche a causa dell’invecchiamento della popolazione e della diminuzione del numero di maschi idonei restava scoperta. Sempre usando la legge di Say si può analizzare la situazione dei maschi. Quanti maschi negli anni 80 pensavano ai lavori domestici, a quelli di assistenza familiare, a quelli legati al trucco? Nuova sensibilità o ripiego da esodati? Il recente film “La gente che sta bene” è una dimostrazione.
L’esercito di riserva
L’occupazione femminile «é cresciuta di 110 mila unità rispetto al 2011 (+117 mila rispetto al 2008)«. Lo sostiene l’istat che ha reso noti i dati del rapporto annuale. L’aumento nel 2012 dell’occupazione femminile per l’istituto «è ascrivibile in parte alla crescita delle occupate straniere (+76 mila, pari a +7,9%) e, in parte, all’incremento delle occupate italiane ultra 49enni (+148 mila, +6,8%) che ha più che compensato il calo delle più giovani. La crescita dell’occupazione femminile nelle professioni non qualificate «é avvenuta dal 2008 a ritmi più che doppi rispetto a quanto registrato per gli uomini (nel periodo 2008-2012 +24,9% contro il +10,4% degli uomini) e più che triplo nelle professioni esecutive delle attività commerciali e dei servizi (rispettivamente +14,1 e +4,6%).
Da marginalità a norma
Il 2. febbraio 2014 è stata approvata una risoluzione progettata dalla lobby gay, inesistente tra i cittadini europei, ma molto potente nei palazzi di Bruxelles e Strasburgo. Questi i risultati del voto del Parlamento europeo che ha approvato la cosiddetta Relazione Lunacek, dal titolo «Tabella di marcia dell’UE contro l’omofobia e la discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
Oggi il vero obiettivo è rendere tutti marginali tutti con identità multiple identità che non favoriscono l’aggregazione o la ricerca di elementi complementari Per le scienze sociali marginale «è un soggetto (sia esso un gruppo o un individuo) chi è distante dal centro del sistema sociale cui appartiene(occupa cioè una posizione periferica) ed è prossimo ai confini che separano tale sistema dall’ambiente esterno (o da altri sistemi).
Il non detto è intervenire per modificare il senso comune e inculcare l’idea delle unioni omosessuali sterili per definizioni, insomma una pratica nazista edulcorata di falso progressismo.
Perseguire l’idea della marginalità diffusa è una tipica azione non logica, per ricordare Pareto, per non stare né dentro né fuori, sempre pronti, a entrare o a uscire da qualsiasi relazione si ritenga importante in quel momento.
Il senso comune è costituito da “ciò che tutti pensano”, e acquista un valore tautologico di verità solo per il fatto di essere “pensato da tutti”.

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