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E’ il tempo di Letta e Renzi

di Livio Ghersi | 16 Dicembre 2013

E’ una grande responsabilità politica e qui si vedrà quanto vale effettivamente Renzi. La logica vorrebbe che almeno nel primo periodo Segretario del PD e Presidente del Consiglio dei Ministri si sostenessero reciprocamente.

letta_renziDopo la lunga maratona parlamentare dell’11 dicembre, il Governo Letta dimostra di avere una salda maggioranza. Alla Camera gli hanno dato la fiducia 379 deputati (il 60,15 % del totale). Al Senato gli hanno dato fiducia 173 senatori (54,06 % del totale, includendo pure i senatori a vita).

Nelle condizioni date, il Presidente Letta può effettivamente governare. Il chiarimento sul piano parlamentare è rafforzato dal chiarimento intervenuto in ambito politico-partitico. Il Partito Democratico ha ora una fisionomia precisa ed una leadership con Matteo Renzi; le fibrillazioni e le incertezze sono alle spalle. In questa fase il Partito Democratico tutto può fare tranne che deludere i milioni di italiani che ancora una volta, oltre le più rosee aspettative, gli hanno dato fiducia e sostegno in occasione delle elezioni primarie. Il PD è diventato la principale forza politica, non soltanto in termini numerici, ma dal punto di vista di un normale funzionamento dell’ordinamento democratico. Non a caso tutte le forze anti-sistema avvertono che la tenuta del PD costituisce oggi il principale ostacolo alla possibilità di sfasciare definitivamente il Paese. E’ una grande responsabilità politica e qui si vedrà quanto vale effettivamente Renzi. La logica vorrebbe che almeno nel primo periodo Segretario del PD e Presidente del Consiglio dei Ministri si sostenessero reciprocamente.

Il Nuovo Centro Destra ha rilevanti responsabilità di governo e conta fra le proprie fila politici non di primo pelo: l’esigenza vitale per il NCD è di avere un congruo lasso di tempo (almeno un anno) per acquisire una propria fisionomia davanti all’opinione pubblica. Episodi apparentemente marginali, come l’adesione del senatore piemontese Davico, uscito dalla Lega Nord, confermano che la funzione politica del NCD è quella di porsi come alternativa rispetto alla scelta di radicalizzazione delle posizioni politiche compiuta prima da Forza Italia e poi dalla Lega Nord di Salvini.

Non vanno sottovalutati i due tronconi in cui, in ambito parlamentare, si sono articolati i centristi: sia i parlamentari di Scelta Civica che si riconoscono in Mario Monti, sia quelli della nuova aggregazione “Per l’Italia” che trae la propria forza dall’UDC di Casini, pur avendo visioni e progetti differenti, continuano ad essere concordi almeno su un punto: nel sostegno al Governo Letta. Poi, in occasione delle elezioni europee, potranno magari aggregarsi a diverse famiglie politiche nel Parlamento Europeo.

Per quel poco che posso comprendere delle dinamiche politiche, le cose si sono messe in modo tale che questo Governo non soltanto potrebbe durare più di quanto si immagini, ma potrebbe smentire clamorosamente quanti finora lo hanno considerato poco più di un governicchio.

Forse qualcuno tenterà di giocare fino in fondo la carta di mettere la piazza contro il “palazzo”: ma, quando il contesto politico è solido, velleità di questo tipo vengono battute senza troppi sforzi.

Mi auguro davvero che sarà così: di fronte al bene dell’Italia, ossia di fronte alla possibilità che gli Italiani in carne ed ossa stiano meglio ed abbiano minori preoccupazioni, hanno pochissima importanza le preferenze soggettive. Consentitemi soltanto di ringraziare quell’autentica persona per bene che è Gianni Cuperlo il quale pure, prendendo atto del voto delle primarie del PD, ha dato e continuerà a dare un contributo al rasserenamento del quadro politico. Ora bisogna lasciare lavorare Letta e Renzi. Quanti hanno gusti politici diversi e fra loro mi ci metto pure io, ne approfittino per leggere qualche buon libro e per riflettere sul futuro senza inseguire la quotidianità.

Pubblicato in : Primo piano

Info Livio Ghersi

Livio Ghersi, laureato in giurisprudenza, è stato funzionario dell’Assemblea regionale siciliana, con la qualifica di Consigliere parlamentare. Oggi, pensionato, si dedica a studi di storia, filosofia, teoria politica.

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