• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Mossad e servizi segreti europei

di Giuseppe Mele | 14 Ottobre 2013

“La storia del Mossad” di Antonella Colonna Vilasi parte dalla nascita di Israele, dallo sviluppo di un’Intelligence con gli Shabak e Anaf Modin. dalle guerre con gli stati arabi fino alle rivoluzioni e controrivoluzioni arabe, tra laici e fratelli musulmani, ed alle frontiere della cyberinteligence e dello spionaggio industrialmilitare  e informativo.

Si sostiene ancora che i servizi segreti siano specchio dell’anima di una nazione. Sarà per questo che ad esempio l’Europa un’anima ancora non ce l’ha. Per altri lo spionaggio è sempre vile, tradimento del dialogo tra i popoli, copertura di interessi occulti, strategia della tensione volta all’antidemocrazia. Dal 2012 i servizi europei, l’Intelligence Analysis Center (EU Intcen), costano 230 milioni, sono 70 con 1300 collaboratori, forniscono 250 rapporti tra strategici e speciali per gli occhi dei leader nazionali, europei e dell’Agenzia europea di difesa (Ead) e sono guidati da un finlandese, Ilkka Salmi. L’Intcen viene però accusato di voler reprimere opinioni e interessi interni, sotto le mentite spoglie della lotta all’evasione fiscale e all’idea del terrorismo allargato anche all’euroscetticismo, almeno nell’impostazione data dal Future Group di due ex ministri degli interni quali il tedesco Schäuble e Frattini con i loro colleghi portoghese, sloveno, francese, svedese e ceco. A fronte si alza l’intelligence raccontata ne “La storia del Mossad” di Antonella Colonna Vilasi (Sovera Edizioni), evoluzione di “ Servizi e segreti” che non possiamo non considerare europei. Il detto del Mossad non è né anima, né complotto, solo realismo e necessità: “Nessuno dice che è un lavoro simpatico”.La vicenda narrata, dall’autrice, avvalendosi “semplicemente dell’ausilio delle scienze storiche, degli archivi, delle pubblicazioni scientifiche e delle emeroteche”, parte dalla nascita di Israele, dallo sviluppo di un’Intelligence con gli Shabak e Anaf Modin. dalle guerre con gli stati arabi fino alle rivoluzioni e controrivoluzioni arabe, tra laici e fratelli musulmani, ed alle frontiere della cyberinteligence e dello spionaggio industrialmilitare  e informativo. Nel saggio parla anche il giornalista Eric Salerno, inviato speciale del Messaggero, divenuto egli stesso  per forza di cose “agente sul terreno”, che ha fatto luce sulle operazioni dell’ agenzia nel nostro Paese a partire dal sostegno che De Gasperi diede al Mossad-Italia di Ada Sereni, ebrea romana emigrata nel 1927 nel focolare ebraico in Palestina. La Sereni chiese papale papale (ed ottenne) all’Italia di chiudere tutti e due gli occhi sulle sue attività; dall’ immigrazione clandestina degli ebrei dell’Exodus di Yeuda Arazi, ai sabotaggi di industrie italiane che rifornivano gli arabi, all’affondamento della nave Lino, al rapimento a Roma di Mordechai Vanunu, tecnico della centrale nucleare Dimona, all’assassinio nel ’72 a Roma di Wael Zwaiter, cugino di Arafat, addetto all’ ambasciata libica e membro di Settembre Nero nella strage delle Olimpiadi di Monaco, all’infiltraggio nelle Brigate Rosse, fino al caso Moro ed al suo accordo con l’Olp per garanzia antiterroristica all’“extraodinary rendition”dell’Iman Omar rapito a Milano dalla CIA. L’agente Mike Harari definì Roma e Milano basi primarie del Mossad, buone come sedi formative, magazzini militari, aziende di copertura. Come quella di Milano dalla quale l’australiano ebreo Benjamin Zygier partì per uccidere in Dubai un trafficante di Hamas,mossad farsi trafugare un filmato dell’omicidio e poi sparire suicida nelle carceri israeliane vicino Tel Aviv quale misterioso “Prigioniero X”. “Solo la Calabria, dice la Vilasi, presidente del “Centro studi sull’Intelligence UNI, nella sua “Storia dei Servizi segreti Italiani” (Città del Sole) è rimasta immune dalla presenza dello spionaggio israeliano”. In Europa intanto ci si inoltra in una confusione di ex dipartimenti, strutture di coordinamento burocratiche transnazionali e transcontinentali. L’Intcen ad esempio delocalizza molte attività all’Eusc, centro satellitare europeo che monitora il pianeta via satellite e che è sottoposto ai premier europei. Per parlarsi i due enti passano  dal Siac (Single Intelligence Analysis Capacity ) che mischia spie civili europei con le 200 militari dell’Eums, dipartimento militare europeo i cui funzionari seguono le forze militari Eufor, senza gestirne le missioni e si identificano nei commis Nato europei. La confusione prosegue nel piccolo melting pot con altre tre unità d’informazione, (Satellite Center,  Intelligence Directorate e Situation Room), dentro quello più grande che ha mischiato ex addetti alla sicurezza dell’ex Mr Pesc ed ex esteri della Commissione, oggi tutti confluiti sotto la nuova Alta Rappresentante Catherine Ashton che siede anche in Commissione. Caterina è il capo di tutti questi organismi in ordine sparso. La baronessa paga i conti satellitari come capo Intcen a se stessa come Direttore Eusc.Alla Ashtron sfuggono ancora gli analisti del Joint situation centre e la Watch-keeping capability del Consiglio europeo e l’unità di crisi della Commissione, oltre a Europol e Frontex. L’apparato, dello stesso peso e costo dell’intelligence di uno Stato come l’Austria, appare così inconcludente mentre i servizi nazionali proseguono sulla propria strada. In fondo però l’importante è che l’Eusc rientri nel più generale orecchio obamiano del Datagate, evoluzione social di quello che fu l’Echelon, all’epoca di fax, mail e telex della NSA Usa. Il problema del grande controllo Usa, costituito dalle agenzie statali Usa assieme agli stessi social network ed ai monopoli privati TLC, secondo l’esperto Sergio Germani del Link Campus, è che poi mancano le forze per analizzare effettivamente i miliardi di telefonate, streaming, post e dati digitali presenti sulla rete. “Ci vorrebbero i 200mila addetti che al tempo d’oro dello spionaggio sovietico, la Russia metteva in campo per il controllo dei cittadini.” L’europeità del Mossad è data dall’impostazione “umanit” del servizio che privilegia l’infiltrazione degli agenti nelle strutture di commando pubbliche e private dei paesi avversari. Un metodo comune ai servizi russi, inglesi e italiani, contrapposto a quello digitale Usa. Anche l’Europa ha questa impostazione, ma alla rovescia. Il capo Ilkka Salmi proviene dalla tradizione del Vapo, poi Supo e Su: un servizio che venne in passato completamente teleguidato dai russi. Nel vedere le strane e masochiste acrobazie politiche europee viene alla mente la la tradizione dei Brandt, Palme, Kekkonen, dei nostri stessi Pd, di Angela Kasner, portavoce dell’ultimo governo DDR di Lothar de Maizière. Una tradizione di talpe e burattini nelle mani a loro insaputa e non, dei servizi orientali. Non c’è bisogno del Mossad per ricordare che la Kasner, figlia del pastore protestante Franke il Rosso, è più nota come Merkel. Forse però c’è bisogno di un Mossad che ci protegga da noi stessi.

Pubblicato in : Invito alla lettura

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti