
Non è altrettanto giusto pretendere di rendere le proprie opinioni condivisibili con l’uso della forza e della coercibilità.
La pretesa, in parte velleitaria, d’attribuire certezza e superiorità ai propri teoremi, spesso diventa causa d’incomprensioni e di stato di conflitto.
E’ quanto si sta verificando in Italia dopo l’ultimo voto politico, che non ha espresso una forza politica con maggioranza stabile nelle due camere parlamentari.
Il PD è stato il più deluso dal risultato elettorale perché, dopo aver conquistato il premio di maggioranza alla Camera, non è riuscito a formare un’alleanza maggioritaria al Senato per il rifiuto del 5Stelle a sostenere un governo PD-Sel.
Il nervosismo della sinistra e, in particolar modo, del PD e del suo inferocito segretario Guglielmo Epifani, si evince dagli articoli dei giornali la Repubblica e il Fatto.
Su Repubblica, Michele Serra interpretando il pensiero del suo datore di lavoro Eugenio Scalfari, scrive che Berlusconi è un pazzo, un bandito pericoloso e che il posto naturale sia il carcere. Poi aggiunge: Quelli che si schierano con Berlusconi sono pazzi e criminali. Ecco come si riduce un uomo che ha bisogno di portare uno stipendio a casa.
Sul giornale il Fatto, Marco Travaglio scrive le stesse cose che dice Serra. I due giornalisti si rendono noiosi perché ripetono sempre lo stesso discorso, come fa Epifani quando afferma che il PD è coeso e voterà la decadenza di Berlusconi da senatore.
Un giudizio più critico merita l’ex PM Felice Casson, grande moschettiere di Mani Pulite, che è oggi nella Giunta delle Elezioni al Senato, in rappresentanza del PD. L’ex PM è convinto, e non ha tutti i torti, che il vero potere in Italia è quello esercitato dalla Magistratura. Basti ricordare la fine dei partiti: Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico, Liberale e Partito Repubblicano Italiano, per opera di un nutrito gruppo di magistrati di sinistra al grido di Mani Pulite.
Il 1994 la Magistratura sventolò la bandiera della vittoria sul Potere Legislativo ignorando spavaldamente i dettami costituzionali e i principi d’etica professionale suggeriti da Cesare Beccaria con il Trattato dei Delitti e delle Pene. La vittoria della Magistratura doveva completarsi con la conquista del potere politico da parte della sinistra.
In quello stesso anno ci fu un avvenimento inaspettato. Uno sconosciuto al grande pubblico scende in campo politico per salvare l’Italia. E’ Silvio Berlusconi a capo del Partito denominato Forza Italia che alle votazioni politiche conquista la maggioranza relativa e forma il governo di centrodestra.
La Magistratura di sinistra, preso atto della sconfitta elettorale de PD e Sel grida subito vendetta contro Berlusconi martoriandolo ogni giorno di avvisi di garanzia per i più strani reati previsti dal codice penale. Il clima politico nel Paese raggiunge momenti di alta tensione, con episodi di scontro fisico tra fanatici di sinistra e destra. Nei momenti di apparente tregua c’è chi vuole quantificare le responsabilità dell’attenzione tra le forze politiche, tra queste e la Magistratura, mentre si aggrava sempre più la crisi economica che registra i primi episodi di suicidio, fallimento di ditte e lavoratori disoccupati.
Si guarda con sospetto la Magistratura per il suo ruolo politico nell’intravedere responsabili di fantomatici reati perseguibili penalmente. Ciò è supportato dal risultato del voto referendario sulla responsabilità civile del giudice e della separazione delle carriere. Dopo la Magistratura sono le Istituzioni e i Partiti della sinistra a perdere la fiducia del popolo.
Il Segretario del PD Epifani mira a essere riconfermato Segretario dal Congresso del PD per usufruire dei rispettivi privilegi. Egli, però, non ha capito che è nell’elenco delle persone da rottamare, per cui è difficile che vinca la sfida contro Matteo Renzi al Congresso del PD.
Epifani fa il pettoruto contro Berlusconi per carpire il voto dei congressisti che non condividono il governo delle larghe intese PD-PDL per la presenza di Berlusconi, ritenuto il responsabile della profonda crisi economica italiana. Epifani approfitta della limitata preparazione politica e culturale dei cittadini che credono ancora di dover abolire il capitalismo per il bene dei proletari.
Berlusconi non rappresenta il capitalismo, perché gli attuali ottanta mila dipendenti non sono trattati come schiavi. Berlusconi, per sua volontà mai ha tolto una ”Lira” dalle tasche degli Italiani. La crisi economica italiana è conseguenza di quella internazionale. Berlusconi è, invece, il primo Ministro vittima della Magistratura politicizzata. A suo carico si contano nove processi di cui uno s’è chiuso con una condanna a quattro anni di carcere e cinque d’interdizione dai pubblici servizi per spiccioli di evasione fiscale attribuito a lui pur non essendo più il gestore dei suoi beni, ma che, secondo i giudici inquirenti e, infine di Cassazione, sapeva cosa facevano i suoi sostituti. Non si sbaglierebbe oggi parlare di omicidio politico dell’imbattibile anticomunista Berlusconi.
Il Popolo italiano sta prendendo atto dell’enorme differenza tra i due schieramenti, quello di Berlusconi e quello della sinistra i cui rappresentanti senza il potere politico non riuscirebbero a condurre una vita da vip. Ciò, è dimostrato dalle lotte interne al PD tra i rottamatori e i vecchi arrugginiti dirigenti, ma soprattutto tra chi tenta di democratizzare il partito e chi teme le conseguenze del negativo giudizio storico. Dopo la barbara cacciata dal PD di Luciano Violante perché sostiene che chiunque sia accusato abbia il diritto di difendersi è difficile avere un po’ di stima per coloro che si definiscono di sinistra, ma che sono i legittimi eredi del comunismo impersonato da Stalin.

Fa bene ogni tanto ri-leggere a distanza di tempo le opinioni di un addetto ai lavori. Centrato il problema della magistratura e del suo uso politico da parte della ex sinistra. Oggi siamo al solito punto . O forse in peggiori condizioni. Non abbiamo neanche più l’illusione ( personalmente non l’ho mai avuta ) che il Berlusconi possa servire a qualche cosa per questa nostra ,disgraziata, Repubblica. Questo abbraccio fra ex PCI ed ex DC è mortale per la democrazia. E dovremmo andare ancora a votare ? Se si…per chi ? Andrò a votare per il referendum perché ritengo che sia ancora una forma di democrazia. Al di là dei brogli elettorali che sono ancora numerosi.