Un convegno a Firenze per ricordare Dino Pieraccioni, il luminare che spese gran parte della sua vita in favore dei giovani.

Il professor Pieraccioni era nato a Pelago nel 1920. Fu alunno eccezionale al liceo Dante, dove incontrò don Bensi, figura di rilievo della chiesa fiorentina. Poi, appena diciannovenne, ecco l’incontro con La Pira e la collaborazione sulla rivista “Principii”. Fra l’altro, quando Giorgio La Pira riunirà a Firenze i sindaci delle maggiori città del mondo, Dino Pieraccioni sarà chiamato a stilare in lingua latina e greca la pergamena ufficiale di quell’evento in Palazzo Vecchio. Laureatosi in filologia classica con Giorgio Pasquali, ne fu assistente grazie anche alla sua straordinaria memoria. La guerra lo vide capitano dei Granatieri di Sardegna e decorato con la croce al merito. Oltre all’incarico di Papirologia, insegnò latino e greco nei licei, fu redattore dell’Enciclopedia Italiana, collaboratore della Nuova Antologia, membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e ottenne due medaglie d’oro per meriti letterari e per “l’eccezionale impegno nelle sue battaglie per la scuola”. Scrisse molti libri e numerosi articoli per oltre 20 anni, per il quotidiano “La Nazione” e per altri giornali italiani su temi scolastici e universitari. Fondò e diresse il centro di formazione culturale “Alfa 62” e, con lo spirito di grande apertura che sempre lo distinse, fu promotore e animatore dell’Associazione per l’Amicizia Ebraico-Cristiana.

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