Zimbabwe: scacco matto al presidente Mugabe, dopo 30 anni

di Redazione Pensalibero.it | 27 novembre 2017

A una settimana dal colpo di stato avvenuto in Zimbabwe nella notte tra il 14 e il 15 novembre per mano di Costantino Chiwenga, capo delle forze armate, il presidente Robert Mugabe ha presentato le sue dimissioni, cedendo di fatto la poltrona che occupava dal 1987. Nonostante gli ufficiali dell’esercito abbiano a più riprese ribadito che il presidente sarebbe tornato al suo posto una volta esautorati i suoi collaboratori con intenti “criminali”, la manovra effettuata ha condotto a un reale avvicendamento ai vertici del Paese.

La delicata situazione politica e familiare
In seguito agli avvenimenti dei giorni scorsi, lo Zimbabwe si trova a fronteggiare un vuoto di potere prevedibile alla luce della situazione politica particolare in cui si trova. Lo Zimbabwe, ufficialmente una Repubblica presidenziale, è stato governato per più di trent’anni dal regime autoritario di Robert Mugabe, che ha accentrato i suoi poteri rendendo inconsistente qualsiasi opposizione tramite l’utilizzo della forza e il costante ricorso a brogli elettorali. Alla guida del partito Zanu-Pf (Zimbabwe African National Union – Patriotic Front), l’ex capo di stato più anziano del mondo si apprestava a presentare la sua candidatura in vista delle elezioni generali del 2018 che, in caso di vittoria, gli avrebbero consentito di tenere le redini del paese fino all’età di 99 anni.

Proprio l’età di Mugabe ha più volte generato non poche perplessità sulla sua reale capacità di governare in maniera lucida, specie dopo la famosa gaffe del settembre 2015, quando dinanzi al Parlamento nazionale lesse esattamente le stesse parole pronunciate poche settimane prima nel discorso alla nazione. Allo stesso tempo, la graduale crescita di statura politica della seconda moglie del presidente, Grace Marufu, divenuta capo dell’ala femminista del partito e desiderosa di trasformare lo Zimbabwe in una monarchia ereditaria, per non rinunciare al suo stile di vita lussuoso, ha causato risentimenti in una larga parte della popolazione.

Il timore che la first lady Grace prendesse il posto del marito era divenuto reale nelle ultime settimane, con la situazione che è precipitata a causa dell’allontanamento dello storico collaboratore di Mugabe e vicepresidente del paese, il ‘coccodrillo’ Emmerson Mnangagwa, accusato di essere un pericolo per la guida politica. La rimozione dell’ex capo dell’intelligence dal suo incarico è stata pilotata dalla regia del gruppo G40 (Generation 40), ala del partito di governo che sosteneva l’ascesa di Grace Mugabe. Sarebbero stati proprio i membri del G40 i presunti “criminali” che le forze armate avevano intenzione di silurare nelle ore immediatamente successive al colpo di stato, come accaduto con il ministro delle Finanze Ignatius Chombo. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2017/11/zimbabwe-scacco-matto-mugabe/

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