Zibaldone postelettorale.

Ovvero mescolanza di cose diverse, miscuglio o mucchio confuso di persone.

di Carla Ceretelli | 18 marzo 2018

Certo, certo, stiamo scoprendo l’acqua calda.
Ma pensare che tutti, nessuno escluso, sapevano e si mettevano addirittura in guardia gli uni con gli altri su quanto sarebbe accaduto con il rosatellum, fa toccare con mano l’autolesionismo e il sadomasochismo di cui sono ampiamente dotati i nostri rappresentanti in Parlamento. Delle due l’una. O sono, anzi erano, schizofrenici oppure delinquenti, conclamati o, alcuni, inconsapevoli. Certamente ignoranti. In tutte le accezioni possibili.
A sinistra qualcosa è successo e quando succede qualcosa qualcosa cambia.
Forse non era la migliore riforma costituzionale, ma quella proposta da Matteo primo, ora secondo, eliminava tante superflue presenze in parlamento. E forse non ci si sarebbe trovati in queste condizioni. Perverse.
Già, ma Matteo primo, ora secondo, ha fatto le bizze come un bambino viziato. Ha litigato con il padrino e lo ha mollato, o meglio, si è fatto mollare. Perchè ormai è chiaro che il cambiamento è avvenuto dopo il 4 dicembre 2016. Questo è stato il peccato originale, prima colpevole conclamata la Mariele. Mettetela come volete e pensate quel che volete. Premiata per un errore, chiamiamolo così, che ha fatto. Qualcuno sostiene che la riforma era già un pacchetto confezionato da colui che urlava con viva e vibrante soddisfazione di tutto e di più. Perchè non spacchettarla? Non è dato sapere. Nonostante un grande rispetto per i vecchi, qualche piccola ischemia cerebrale dopo i quaranta ce l’hanno tutti, figuriamoci dopo i novanta. Comunque se così è o fosse, ancora peggio. Si sono lasciati condizionare e tirare per i fili per la grande ambizione che può essere vizio o virtu, a seconda dei casi. In questo caso ignobile.
Che scoperta. Peccato che fungesse da specchietto per le allodole per i gonzi che ci cascavano! Chi non vorrebbe ridurre il numero dei parlamentari? Ma era necessario per fare questo togliere il diritto di voto agli italiani per eleggere il senato.
La stragrande maggioranza dei parlamentari non sa neppure quello che fa. Si limita a premere il bottone indicato dal capogruppo. E questa la chiamano democrazia rappresentativa. Rappresentativa de che?
E mentre Calenda, che francamente ritenevamo più intelligente e equilibrato finchè non ha preso la tessera del piddì, sostiene con la sua auorevolissima gran voce che la sconfitta del medesimo è figlia della crisi dell’occidente, Martina e Cuperlo mettono in guardia sulla iattura di un governo lega5stelle. E su questo non possiamo dargli torto. Aggiungendo che staranno all’opposizione ma non all’Aventino. Boh. E se la crisi dell’occidente fosse stata invece prodotta proprio da questa sinistra corrotta e buonista? La paura di un assurdo e improbabilissimo ritorno del fascismo ha fatto fare passi falsi a tutti. Perdendo di vista i problemi reali, considerandoli semplice percezione.
Ma fa più danni alla sinistra chi prende il diciottopercento alle elezioni o chi cerca di capire i motivi di quel diciottopercento?
E noi, inguaribili romantici che non contano un fico secco, nemmeno quanto il due di picche, continuiamo imperterriti a sognare un rinnovato nazareno, dopo una remise en forme pacchetto completo.
E, per dirla con Camus, “nel bel mezzo dell’inverno, ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate”.

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l'insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de' Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro "Accademia del Diletto" di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l'opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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