“White Lies”, bugie bianche, ma che vuoi che siano…?

di Oscar Bartoli | 5 marzo 2018

Si chiama Hope Charlotte Hicks, trenta anni, ex indossatrice, responsabile della comunicazione nella Casa Bianca, un incarico creato specificamente per lei dal presidente che voleva avere al suo fianco questa splendida professionista.

Al punto che le malelingue di Washington sibilavano che tra i due vi fosse del tenero da tempo e cioè da quando Speranza gestiva la comunicazione della campagna presidenziale di Donald Trump.

Ma i fatti della vita avevano ben presto smantellato i pettegolezzi della capitale quando si veniva a sapere che la fanciulla in effetti se la intendeva con un altro stretto collaboratore di Donald, tale Robert Porter, lavoratore infaticabile nella Casa Bianca e marito manesco a giudicare dalle foto delle due ex mogli una delle quali presentatasi negli uffici dello FBI con un vistoso occhio nero.

Hope Charlotte Hicks è stata interrogata per otto ore dal comitato intelligence della camera dei deputati.

E per otto ore la signora si è rifiutata di rispondere alle insinuanti domande che i membri del comitato le rivolgevano a proposito dei suoi trascorsi professionali nel periodo della transizione di Donald verso il giorno della inaugurazione della sua presidenza.

Anche se non ha invocato il ‘privilegio esecutivo’, come invece ha fatto Steve Bannon il potente consigliori di Donald poi licenziato perché si allargava troppo con i suoi progetti di una democrazia riformata, la fascinosa signora ha ammesso di avere ricevuto dalla Casa Bianca l’ordine di non rispondere a domande sul periodo di transizione.

I media già avevano anticipato che Hope non avrebbe risposto alle domande dei commissari della camera dei deputati.

Ma quello che ha costituito in questi giorni un tema di dibattito sugli innumerevoli tavoli di commento televisivo è stato il fatto che la signora ha comunque ammesso che durante il periodo passato alla Casa Bianca lei si è cimentata in “white lies”, ovvero in bugie “leggere”, qualcosa come un peccato veniale.

E siccome è statisticamente accertato che le persone belle riescono quasi sempre a convincere chi le esamina grazie al loro fascino, il fatto di avere mentito stando alla Casa Bianca in una posizione di altissimo riguardo ha sollevato solo tiepide proteste.

Hope Charlotte Hicks comunque e’ stata convinta a dare le dimissioni.

Ed anche questa e’ America.


Oscar Baroli   (letter from Washington)

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell'IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche' gli piaceva, ha lavorato come chitarrista - cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d'Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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