Vitalizi: i risparmi dai tagli usciranno dalle tasche degli ex parlamentari per ritornarci.

Fico applica una legge che non esisteva, sarà macelleria sociale per le pensioni. C’è un giudice a Trento

di Primo Mastrantoni | 23 luglio 2018

E’ una partita di giro: i risparmi, dovuti al taglio dei vitalizi, passeranno per le casse pubbliche, cioè del cittadino contribuente, per poi ritornare agli ex parlamentari, con gli interessi.

Ironia della sorte? No, è il risultato di provvedimenti incompetenti del presidente della Camera, Roberto Fico (M5S) e di una campagna elettorale condotta da Luigi Di Maio (M5S), che aveva individuato come nemici 2600 ex parlamentari, per lo più ottantenni, che hanno un vitalizio calcolato con gli stessi parametri con i quali sono stati calcolati il 96% delle pensioni attualmente percepite dai comuni cittadini (1).

Vediamo il provvedimento.
“Il Collegio dei Questori (della Camera dei Deputati, ndr) ha tenuto conto dell’elevata probabilità che la deliberazione in questione venga fatta oggetto di impugnazione in sede giurisdizionale e che un eventuale annullamento della deliberazione medesima possa pregiudicare i citati effetti di risparmio, determinando maggiori oneri per il bilancio della Camera conseguenti al ripristino totale o parziale dell’ammontare originario delle prestazioni previdenziali”.

Tradotto, è la conferma che il taglio retroattivo dei vitalizi è una bufala che pagheranno i contribuenti, e che darà la stura al taglio delle pensioni dei cittadini. Infatti, già il ministro Di Maio ha proposto il taglio alle cosiddette “pensioni d’oro”, poi passerà a quelle di importo inferiore.

C’è un altro atto gravissimo nel ricalcolo dei vitalizi previsto dalla delibera Fico: e’ stata applicata una norma che non esisteva. Infatti, sono stati applicati, ai vitalizi degli ex deputati, coefficienti di trasformazione previsti dalla legge 335/96, prima della esistenza della legge stessa! Il bello, o brutto, è che Fico lo scrive nella delibera!
Applicando questo sistema le pensioni dei comuni cittadini sarebbero massacrate.

Menzionando la frase dell’opera teatrale di Bertold Brecht, “C’è un giudice a Berlino”, per ricordare che prima o poi la giustizia compie il suo corso, vogliamo adattarla con “C’è un giudice a Trento”. Infatti, il magistrato ha trasmesso la propria ordinanza, in merito al taglio dei vitalizi regionali, alla Corte Costituzionale, per una valutazione di incostituzionalità, con una motivazione esemplare:
“Costituisce ius receptum (diritto costante, ndr) della giurisprudenza anche della Corte Costituzionale, il principio, di derivazione comunitaria e convenzionale, della intangibilità dei diritti acquisiti e della certezza e stabilità dei rapporti giuridici quale forma di tutela del legittimo affidamento.”

Con scorno di qualcuno, si salveranno i vitalizi di qualche migliaio di ex parlamentari ottantenni ma, soprattutto, si eviterà il massacro delle pensioni di milioni di cittadini.

(1) 82% retributive, 16% retributive-contributive, 4% contributive

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Segretario ADUC

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