Vaticano/Cina: più vicini ad accordo su mutuo riconoscimento

di Redazione Pensalibero.it | 11 febbraio 2018

Cina e Vaticano potrebbero essere vicini a un accordo sul mutuo riconoscimento. Decisione storica, che aprirebbe le porte del Vaticano a circa 14 milioni di cattolici cinesi – un dato stimato -, ma che sta suscitando polemiche tra i fedeli al Papa in Cina, che parlano di “svendita” della Santa Sede al governo di Pechino.

Con l’arrivo di Francesco al soglio pontificio, i rapporti fra Vaticano e Cina, interrotti nel 1951 anche in seguito al riconoscimento da parte della Santa Sede di Taiwan (che Pechino considera come proprio territorio, non Stato autonomo), si sono intensificati. Diverse missioni ‘segrete’ di emissari vaticani in Cina e cinesi a Roma si sono svolte e il Papa è stato più volte citato dai media cinesi. A guidare le delegazioni vaticane, un diplomatico di lungo corso, monsignor Claudio Maria Celli, che, pur essendo in pensione, ha lavorato in passato nella Segreteria di Stato ed è molto pratico del dossier Cina-Vaticano, essendo stato in Cina diverse volte.

Mai più un ‘caso Mindszenty’
Nella sua ultima visita, lo scorso dicembre, sarebbe avvenuto qualcosa che ha indispettito non poco i cattolici cinesi vicini al Papa, con il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, in testa. Secondo quanto scrivono media cattolici riprendendo una notizia data da AsiaNews, la delegazione vaticana avrebbe incontrato due vescovi della cosiddetta ‘chiesa sotterranea’ vicina al Papa, ai quale avrebbe chiesto di fare un passo indietro per lasciare il loro posto a capo delle diocesi a due vescovi della chiesa ufficiale guidata da Pechino.

Uno dei due, prelevato da emissari di Pechino nella sua diocesi e portato nella capitale a incontrare la delegazione vaticana, avrebbe, come indicato dallo stesso cardinale Zen, inviato a Papa Bergoglio una lettera nella quale declina l’offerta. Il Papa, secondo Zen, avrebbe detto al prelato di Hong Kong, in un incontro successivo alla visita in Cina di Celli, che non si sarebbe mai più verificato un ‘caso Mindszenty’ (era l’arcivescovo di Budapest e un oppositore sovietico, tanto da essere tenuto per anni in galera: fuggito nell’ambasciata degli Usa, la Santa Sede gli ordinò di lasciare il Paese e nominò un suo successore gradito al governo comunista).

La proposta vaticana rientrerebbe in un accordo che dovrebbe portare al riconoscimento vaticano di sette (erano otto, ma uno è morto) vescovi nominati da Pechino contro il volere papale. Tra l’altro, due di questi sono stati pubblicamente scomunicati. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2018/02/vaticano-cina-mutuo-riconoscimento/

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