Va a finire che il “partito della nazione” lo fa Berlusconi

Il fatto è che a sinistra (per quanto e come ancora esista) tutti giocano a carte coperte. E la verità nessuno la racconta. Meno che meno a se stesso.

di Nicola Cariglia | 12 novembre 2017

Da molto tempo i pensieri sulle prossime elezioni politiche mi presentano uno scenario da incubo. Ho sempre cercato di ricacciarlo nella parte più riposta della mia mente per dimenticarlo. Ma invano. Più ci avviciniamo al voto di primavera, e più che un incubo questi pensieri prendono le sembianze di un vaticinio, una realtà annunciata. E ad annunciarla sono una serie interminabile di eventi: la Sicilia, Ostia e, soprattutto, l’insopportabile chiacchiericcio ed i minuetti autoreferenziali nel centro-sinistra, nel PD, nella sinistra e nella sinistra-sinistra.

Il fatto è che a sinistra (per quanto e come ancora esista) tutti giocano a carte coperte. E la verità nessuno la racconta. Meno che meno a se stesso. E’ in atto un gioco al massacro del proprio simile, una spietatissima e incivilissima guerra civile. Altro che ricerca dell’unità: di questo passo il PD andrà alle urne da solo o con alleati di comodo che apporteranno poco o niente. E i piccoli e numerosi cespugli, MDP, Pisapia, etc., non riusciranno a mettersi assieme nemmeno tra loro, figurarsi con Renzi. Alla base di questi comportamenti irragionevoli temo ci siano calcoli tanto sbagliati quanto inconfessabili. Da un lato che convenga a Renzi sbarazzarsi definitivamente dei nemici a sinistra, a costo di vedere assottigliarsi i consensi fino ad una percentuale attestata al 20%, poco più o poco meno. Dall’altro lato, di fare bere fino in fondo al rottamatore l’amaro calice del declino elettorale.  Chi punta sulla prima ipotesi è convinto che comunque, anche al 20%, con gruppi parlamentari di fedelissimi rigorosamente selezionati (a questo serve la legge elettorale appena approvata) il segretario del PD resterebbe protagonista in un parlamento privo di maggioranze precostituite, e possibilmente, dopo avere fatto tabula rasa di tutto ciò che si colloca alla sua sinistra. Chi punta sulla seconda, prevede, invece, l’implosione del PD dopo le elezioni, e, chissà perché, praterie sconfinate per un nuovo soggetto politico di sinistra, quale che sia il significato che ormai abbia questa definizione.

Temo che non ci sia ormai niente da fare, perché quasi impossibile cambiare rotta quando a dettarla è la voglia di fare male ai nemici. E dunque, con questi sentimenti e risentimenti la sinistra affronterà in competizione elettorale M5S e Centrodestra. Con l’aggiunta ancor più degradante di uno squallido mercatino dei soliti venditori last minute di sigle e siglette, più o meno gloriose, in cambio di seggiolotti e strapuntini. Nel migliore dei casi, un governo al Paese potrà essere garantito a fatica dalla riedizione di un nuovo patto del Nazareno o riesumando la prospettiva di un Partito della Nazione. Non più ad opera di Renzi, ma di Berlusconi. O chi per lui.

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

10 commenti

  1. paolo francia

    Cara Brambilla. complimenti per la sua esperienza e il suo vissuto. Purtroppo le informazioni che mi giungono da mia sorella, maestra di ruolo, sono ben altre. Allievi senza educazione genitoriale, genitori arroganti e ignoranti, presidi incompetenti che tendono a punire l’insegnante a priori e a dare ragione ai genitori e, peggio, che premiano solo chi fa lecchinaggio. Evidentemente lei si riferisce ad una scuola che non esiste piu, poiché ci dice la sua età.
    Pare anche che i suoi figli siano in Austria, il fenomeno si sta ampliando con un vero e proprio esodo dall’Italia verso altri Paesi.
    Personalmente lo feci nel 2001 e non me ne sono pentito.
    Quando mi rifersico ai trasporti, non parlo dei grandi tragitti, ma del sistema italiano che continua a privilegiare l’auto perché i piccoli centri sono mal serviti, binari e mezzi spesso fatiscenti o molto spesso le linee sono inesistenti.
    Sul resto concordo, inutile polemizzare, ognuno voterà (o non voterà) cosa meglio crede.

  2. paolo francia

    Caro Nicola, la tua analisi è vera, questo succederà, Berlusconi risorge dalle proprie ceneri, in contesto di terra bruciata. Manca pero’ la considerazione della situazione e dei tempi, la maggioranza degli elettori rischia di non votare, o comunque non saranno piu come quelle di una volta. La democrazia, cosa è? Cosa ne resta? Cosa e chi rappresentano gli eletti? Cosa è diventata la propaganda elettorale per la quale un Macron si traveste da uomo nuovo della sisnistra per poi gabbare gli elettori e fare una politica di destra? Si dovrebbe dare una possibilità ai 5 stelle, i veri populisti sono Renzi e Berlusconi.

  3. Temo tu abbia ancora una volta ragione Nicola.
    Siamo di fronte agli eterni problemi a sinistra. Non è il caso odierno ovviamente, ma quello nato subito dopo la proclamazione dell’UNITA’ D’ITALIA.
    Senza andare all’800, abbiamo visto cosa successe nel 20° secolo, dove uno che si dichiarava più a sinistra di tutti divenne capo della destra violenta, rimanendovi per XXII anni.
    Oggi come da tempo abbiamo verificato io, te e alcuni volonterosi compagni (si può dire compagni?), si provano esperimenti. L’ultimo a cui ho fattivamente e convintamente partecipato è stato a Bologna, dove il nome “proposta” che ci fu consigliato, sembrava ci portasse alle “meravigliose sorti e progressive….” invece, neanche il tempo di salire dal treno di ritorno e già si vedevano i distinguo.
    Gli è, come dIirebbero i fiorentini, che ognuno si sente titolare della migliore idea e dei più incisivi programmi.
    Credo che siamo riusciti a sconfessare Paolo Silos Labini quando denunciava i gruppettari: “due persone fanno gruppo e tre fanno massa”. Noi neanche al gruppo arriviamo.
    La giusta considerazione c’è. In Italia non si riesca a disincrostare il dogma per cercare almeno una piccola parte del pragma: IPSE DIXIT!

  4. Gian franco Orsini

    Come persona interessata alla storia seguo da sempre le vicende politiche del mio paese. Ebbene ho la sensazione che chi detiene attualmente il potere in Italia non abbia compreso o faccia finta di non comprendere la realtà in cui viviamo. Nessuno parla pubblicamente della gravissima crisi demografica che questo paese sta vivendo. E’ in atto una sostituzione della popolazione italiana che porterà al cambiamento totale a breve della nostra identità nazionale. Sarà un bene o un male? non lo so. I commentatori politici passano il tempo a parlare della ideologie del passato non volendo rendersi conto che, a meno di un miracolo demografico, la maggioranza degli attuali elettori fra poco più di due decenni saranno scomparsi ed altri cittadini provenienti da altre etnie avranno la maggioranza in Italia. Ai futuri cittadini “italiani” niente importerà delle attuali discussioni sulla destra e sinistra storica che sembrano interessare giornalmente la politica italiana. P.S. durante la prima repubblica i vari governi sostenevano le partecipazioni statali. Attualmente i governi sostengono il sistema delle cooperative, non potendo più sostenere direttamente le imprese.

    • Siamo già in fase molto avanzata del pluralismo culturale e religioso.
      Personalmente sto solo aspettando chi prevarra.
      Saranno i continentali o i britannici? Saranno gli inglesi o gli islamici.
      Certo ormai il cemento che legava la nostra cultura si è spapolato e qualsiasi novella arrivi ha uno spazio enorme sui nostri media.
      Neanche più il calco ci salva!

      • marisa brambilla

        Timeo Danas et dona ferentes, vorrei rispondere all’amico Paolo Francia. Ma quali sono i doni che i pentastellati eventualmente possono offrire all’altare della dea Vittoria? Cultura politica scarsa, esperienza zero, un leader che sembra finto, un capo che parla solo con il megafono (visto in diretta TV!) e contenuti di programma per governare cinque anni non dichiarati. Perché invece non richiamare al voto i cittadini ricordando che solo i fondamentali principi di libertà, democrazia, uguaglianza, sviluppo, progresso, possono portare il Paese non dico su un’isola felice ma almeno a non perdere i traguardi fin qui raggiunti? Siamo un Paese moderno, tecnologicamente avanzato, con una scuola pubblica che porta i giovani fino a 19 anni senza far pagare tasse (avete idea di quanto costi alle famiglie americane un anno di college?), con un servizio sanitario pubblico quasi gratuito, una rete efficiente di buoni trasporti nazionali e abbiamo paura di una elezione? Forse vorrà dire che sono sbagliati gli uomini, non le idee o i programmi. Troviamone di migliori, in quella vasta area di liberal-social-democrazia e poi, se non rinunciamo ad un fondamentale diritto costituzionale, sarà il Presidente della Repubblica a scegliere il Capo del Governo. Grazie, Marisa Brambilla.

        • paolo francia

          Cara Brambilla, la lista che fa della situazione dell’Italia, pare il Paese del Bengodi, o mi sono svegliato da un coma e non conosco piu la realtà, oppure in uno stato di coma profondo ci si trova lei.
          Paese moderno? Non è l’Italia, tecnologicamente avanzato? Non è l’Italia, con una scuola che prepara male, un servizio sanitario che peggiora di continuo dove pere avere esami rapidi devi pagare o aspettare e crepare, e la ciliegina arriva coi trasporti che funzionano bene! Questa poi è incredibile. Ma lei, Brambilla, sa cosa vogliano dore trasporti efficienti? Si è mai fatta un giro in Svizzera on in altri Paesi del Nord Europa dove i tram e i treni raggiungono con mezzi moderni ogni piccolo villaggio e quartiere? Per favore, non scherziamo sulla realtà dei fatti.
          Se lei crede nel libro dei sogni, puo’ continuare a dare il suo voto ai responsabili della situazione in cui l’Italia versa, il PD in primo luogo, poi Berlusconi e pure la Lega.
          Io daro’ il mio voto al M5S, che secondo gli ultimi sondaggi, resta largamente in testa alle intenzioni di voto, e mi auguro, per il bene dell’Italia, che ci sia un ricambio e che la schifezza PD + Berlusconi non ritornino al potere.

          • marisa brambilla

            Non mi piace trasformare in un battibecco fra lettori lo spazio di posta che gentilmente il direttore di Pensalibero ci mette a disposizione, anche perché poi ognuno continuerà a pensarla come gli pare e a votare di conseguenza. Tuttavia qualche battuta di replica a Paolo Francia mi sarà consentita. Ho 75 anni e di sogni nel cassetto me ne sono rimasti pochi, ma un po’ di esperienze di vita le ho accumulate. Quarant’anni nella scuola, da insegnate prima e poi da preside, e le posso dire che gli 8 milioni di studenti italiani che ogni mattina entrano in classe trovano le condizioni opportune e necessarie per raggiungere un alto grado di formazione e di preparazione, e spesso lo fanno. E mentre questo oggi è consentito a tutti, a costi modesti per le famiglie, qualche decennio fa arrivare al liceo e all’Università era un privilegio per pochi. Un accenno ai trasporti, credo di avere un record personale di viaggi in treno non eguagliabile, prima sui treni dei pendolari, oggi sulla Frecce, che sono veloci, puntuali e pulite. Lo verifico quasi settimanalmente andando in Austria dai figli, da Firenze cambio a Venezia, e sinceramente non trovo nessuna differenza con le linee per Vienna. Un’ultima cosa, sulle altre sorvolo: il servizio sanitario mi chiede il ticket, è vero, ma io so che sto pagando anche per quei milioni di cittadini ISEE o di altre categorie protette che non possono comprarsi le medicine. Come so anche che se vado in ospedale (ogni tanto mi capita, vista l’età…) trovo un servizio mediamente buono e totalmente gratuito. A me non sembra poco per un Paese che qualcuno dipinge “allo sfascio”. Mi scuso per la replica, Marisa Brambilla.

  5. NICOLA CARIGLIA

    Concordo pienamente con Marisa Brambilla. Al di la di ciò che viviamo oggi, non dobbiamo mai perdere la fiducia. Non so quanto tempo ci vorrà, ma prima o poi si aprirà una nuova stagione. Non siamo mai all’ultima spiaggia. Purchè facciamo, intanto, ciò che si deve per salvaguardare la democrazia. Che offre sempre la forza di autorigenerarsi.

  6. marisa brambilla

    Caro direttore, le sue preoccupazioni (elettorali e post elettorali) sono condivise dai tanti che hanno a cuore non le sorti di questo e quel leader del Pd, o della sinistra o della sinistra – sinistra o come la si voglia chiamare, ma della totale mancanza di un progetto politico per l’Italia, questo ci preoccupa!. Al punto tale che si incomincia a guardare sempre con meno sospetto e quasi incredulità ad un governo a guida Berlusconi. Ma vogliamo scherzare? Qualcuno pensa davvero che l’Italia oggi abbia bisogno di un redivivo Berlusconi? Con cagnetta e codazzi vari al seguito? E chi li risolve i problemi del lavoro, dei giovani a cui assicurare un futuro, dei migranti che continuano a migrare, dell’Europa che vacilla sotto la spinta di populismi vari e di scissioni autonomistiche, degli Stati Uniti che hanno perso la bussola dei principi fondamentali di libertà e democrazia a cui sempre le moderne democrazie si sono ispirate, Italia compresa? Chi ci può salvare? Non un uomo solo al comando, direi, visto che dei grandi leader del passato ormai si è perso il ricordo, ma forse una buona alleanza di più voci, di più correnti che insieme si prendano la responsabilità di un buon programma, e facciano convinti e gli elettori che bisogna andare a votare per non lasciare al 40% dei cittadini delle scelte che poi riguardano tutti e non solo chi è andato alle urne. Invitare al voto come diritto e come dovere dei cittadini, proporre dei nomi credibili da votare per serietà, per cultura politica, abbastanza giovani da capire che cosa è oggi il mondo e come potrà esserlo domani. Per andare avanti si deve guardare al futuro e non al passato, servono in politica leaders giovani nel linguaggio, nella mentalità, anche nella velocità di capire e progettare il futuro. Come fanno le aziende che cercano i migliori, i più preparati e più stimolati . Qualche nome io ce l’avrei, anche fra i ministri oggi in carica, o fra qualche leader di corrente, ma prima si trova un programma, dopo si cercano gli uomini per realizzarlo. Grazie, Marisa Brambilla

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*