UNA STRADA PER RENATO FANTONI A VAGLIA

Membro del CTLN e assessore di Firenze con Pieraccini, l’esponente liberale si fece apprezzare per rigore, competenza tecnica ed efficienza.L’intitolazione sabato 13 ottobre.

di Redazione Pensalibero.it | 11 ottobre 2007

Via Renato Fantoni:così-per decisione della giunta comunale fiorentina ( su proposta dell’assessore Eugenio Giani ), con il parere favorevole della commissione toponomastica -s’intitola, dall’anno scorso, una strada del capoluogo toscano a ridosso della stazione ferroviaria di Firenze-Rifredi.E proprio in questi giorni un’altra strada è stata intitolata a Fantoni, nel comune di Vaglia, per volontà del sindaco Fabio Pieri e del consiglio comunale.
Nato a Firenze nell’ottobre del 1894, Renato Fantoni era stato ferito al fronte della Grande Guerra, alla quale aveva partecipato come valoroso combattente.Liberale fin dai primi anni della gioventù, aveva criticato esponenti già noti come Alessandro Casati e Gino Sarrocchi che avevano accettato di far parte – con l’intenzione ,lodevole ma illusoria, di condizionarlo- del primo governo Mussolini ( 1922 ).Vicedirettore del ” Risorgimento”, il giornale fondato da Vittorio Fossombroni, aveva accolto, dunque, con soddisfazione le dimissioni rassegnate dai due esponenti liberali subito dopo il delitto Matteotti (1924).Proprio nel suo studio in via de’Ginori, si riunirono più volte i liberali fiorentini durante gli anni del regime, conservando l’archivio del PLI e quella bandiera tricolore che sarebbe stata di nuovo esposta, dopo la guerra, nelle sedi del PLI (via delle Belle Donne, via San Gallo, via Lamarmora, via Nova de’ Caccini), con la scritta “passò con essa tutta la nostra storia, dal dì della riscossa al dì della vittoria”.
Membro del CTLN ( Comitato Toscano di Liberazione Nazionale)in rappresentanza del PLI, Renato Fantoni collaborò con Aldobrando Medici Tornaquinci,Eugenio Artom, Marino Mari, Guglielmo di San Giorgio in incarichi organizzativi e militari per il rifornimento di armi e la trasmissione di informazioni.Lo aiutarono, in questa attività, i tre figli Marcello, Grazia e Gian Paolo (Gianni) avuti dalla moglie Beatrice Bartolini (ai quali si aggiungerà un figlio affiliato, Piero Sarti, orfano di guerra, che si chiamerà poi Piero Sarti Fantoni), che negli anni dell’occupazione tedesca sfidarono più volte il controllo delle truppe naziste nelle strade cittadine e nelle campagne circostanti.
Particolarmente importante fu in quel periodo il foglio d’informazione “L’Opinione” che, soprattutto nei giorni in cui “La Nazione” venne costretta a sospendere le pubblicazioni, fu l’unica voce in grado d’informare la popolazione. “L’Opinione”-testimonia Carlo Francovich nel suo “La Resistenza a Firenze” -viene affissa alle cantonate e serve da giornale murale; attacca i tedeschi nei suoi brevi editoriali;espone il programma liberale;pubblica le ordinanze del CTLN, dà consigli pratici per il reperimento dell’acqua ed altri del genere…
Nella prima giunta comunale fiorentina, insediata provvisoriamente in palazzo Medici Riccardi nell’agosto 1944, Renato Fantoni rappresentò il PLI insieme a Vittorio Fossombroni ed a Giacomo Devoto , con la difficile delega di assessore alla casa:36.561 vani distrutti,45.972 vani danneggiati, 23.935 senza tetto!Non bastava in quei giorni – ricordano i figli – il lavoro d’ufficio:i senza tetto arrivavano fino all’abitazione privata dell’assessore in piazza della Vittoria , per perorare la propria causa e sollecitare l’assegnazione dell’alloggio.”A tutti- ricorda Giacomo Devoto- Renato Fantoni rispondeva,facendo molto bene la sua parte, arcigna, in merito agli alloggi ed alle requisizioni “.
Nella riassegnazione degli incarichi effettuata dal sindaco Pieraccini nel maggio 1945,a Renato Fantoni toccò la delega alla nettezza urbana, altro incarico pesante nella vita della città. Quando poi lasciò l’amministrazione, ricevendo attestazioni di stima e gratitudine dal prefetto, dal sindaco, dalla giunta,conservò ancora per qualche anno un incarico nella commissione tributaria e, soprattutto, si dedicò alla vita del PLI, contribuendo in maniera determinante alla discreta affermazione del partito alle elezioni amministrative del novembre 1946.
Riprese a tempo pieno “con slancio giovanile e con rara maestria”, come scrive Arangio Ruiz sul bollettino della Riunione Adriatica di Sicurtà, la sua attività di assicuratore, ma morì prematuramente nel luglio del 1954.
Su Fantoni e su quegli anni si possono leggere, fra gli altri, i seguenti testi: Carlo Francovich, La Resistenza a Firenze,de La Nuova Italia ;Alberto Marcolin, Firenze 1943-1945, ed.ne Medicea; Marisa Brambilla e Gianni Fantoni, Resistenza Liberale a Firenze, Elidir 1995; Orazio Barbieri, Ponti sull’Arno, della Editori Riuniti.

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