Tutti a bussare alla porta dell’uomo senza il “quid”

Vita, opere e peripezie di Angelino Alfano, vero campione e uomo simbolo della “seconda repubblica”.

di Nicola Cariglia | 16 agosto 2017

Nessuno lo avrebbe detto, ma quanto accade in questi giorni ha tolto ogni dubbio. Quando in futuro si penserà all’infausto periodo del dopo Tangentopoli, la “seconda repubblica” defunta prima di nascere, l’uomo simbolo che verrà subito alla mente sarà Angelino Alfano. Proprio lui. Non Silvio Berlusconi, parimenti osannato e vituperato dalle opposte fazioni e tetragono ai micidiali attacchi di magistratura, stampa avversaria, ed esclusivi circoli dell’establishment italiano ed europeo. Non Romano Prodi, dalla bonaria aria di parroco ma di capacità manovriere e perfidie di cardinale. Non Umberto Bossi, dal cervello fino occultato da canotte ed eloquio greve. E nemmeno Matteo Renzi, profeta di una palingenesi contraddetta dai comportamenti e troppo presto risucchiata dal vuoto della politica.

Sarà invece Angelino, l’uomo che aveva sùbito scelto, agli albori della “seconda repubblica” di imbarcarsi nel super transatlantico di Forza Italia, e, come tantissimi suoi coetanei, di rinunciare a qualsiasi velleità di carriera lavorativa per sbarcare degnamente il lunario tramite la politica. Nato nel 1970, a 25 anni consigliere regionale nella sua Sicilia, a 31 deputato e, infine, prescelto da Berlusconi per tenere le redini del partito, essendo lui impegnato con quelle del governo. Resta famosa la frase attribuita al fondatore di Forza Italia e del PDL a proposito del suo “Delfino”: “gli manca il quid”. Il dilemma è se tale constatazione significasse un pentimento tardivo per la scelta oppure se proprio da quel motivo tale scelta fosse stata determinata. In ogni caso la frase rappresentava anche una rassicurazione fornita dall’astuto Cav. a tutto lo stato maggiore perché non esplodessero le gelosie.

L’uomo senza quid a guidare un partito tutto suo ci arriverà presto. Occasione d’oro le elezioni del 2013, le terze e ultime tenutesi con il porcellum, cioè con una legge elettorale incostituzionale. Il risultato è tale da non dare alcuna maggioranza prestabilita o scelta dagli elettori. Andare nuovamente al voto, vista anche la sentenza di incostituzionalità? Nemmeno a pensarlo. E comincia, così l’ennesima saga di quel trasformismo che, se caratterizza tutta la storia parlamentare italiana, raggiunge i suoi maggiori fasti e vette ineguagliabili nel corso dei 25 anni della cosiddetta seconda repubblica. Alfano, con un buon numero di deputati e senatori fuoriusciti dal PDL fonda il Nuovo Centro Destra e vira a sinistra. Ora è un vero leader e fa strage di incarichi prestigiosi. Tutti assieme: Segretario del suo partito, vice presidente del Consiglio, ministro dell’Interno, degli Esteri con i goveni Letta, Renzi e Gentiloni. Già era stato ministro della Giustizia con Berlusconi. Gli incarichi crescono di pari passo con la dilapidazione dei consensi elettorali; di NCD non resta nemmeno il nome, come accaduto in mille altri casi nell’epoca caratterizzata dai partiti usa e getta. Ma proprio ora, ecco una nuova opportunità, che prolungherà la vita politica di Angelino. Il PD e una parte cospicua del centrodestra bussano alla sua porta un giorno si e l’altro pure. Alfano potrebbe essere utile per la vittoria alle regionali siciliane del centrodestra, ma anche per limitare le proporzioni della sconfitta del PD e salvare la segreteria di Renzi: che sarà un rottamatore, ma mica scemo.

Dunque: Alfano ha scelto da giovane la politica come professione; ha fatto carriera arruffianandosi con Berlusconi; ne ha fatta ancora di più andandogli in quel posto e rendendosi utile al PD; gli manca il quid e i suoi ruoli non sono mai stati in rapporto con il consenso elettorale. E’ ancora li’ e tutti bussano alla sua porta perché non si butta via niente. Qualcuno ancora dubita che sia lui l’uomo che meglio rappresenta lo spirito, il carattere, le gesta della “seconda repubblica”?

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

4 commenti

  1. Alfano è solamente un po’ più spregiudicato di tanti politici….

  2. Perfetto. Mi sia consentito solo di aggiungere, a corollario del teorema, che chi tanto più si è distinto – e quindi selezionato nel corso della Seconda Repubblica ai vari livelli di gestione del potere politico – tanto più sarà giudicato (e già ora, bravo Nicola!) mancante perfino di un “quid” (letteralmente: pronome neutro
    “Qualche cosa”: sempre preceduto dall’art. un, per indicare una qualità indefinita o indefinibile), in pratica neanche un “accidente” della storia, piuttosto qualcosa che ha a che fare con una nullità.

  3. marzio siracusa

    Su Alfano calerà presto un velo pietoso, come è calato sugli innumerevoli ” alfano ” della prima repubblica. La politica come ufficio di collocamento per disoccupati è il male incurabile italiano.

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