Torre del Lago (LU), al via la 64° edizione del Festival Puccini. Andrea Bocelli lo inaugura con la messa di Gloria

Servizio di Stefano Mecenate

di Stefano Mecenate | 4 luglio 2018

Quest’anno ad ascoltare le musiche del suo “nonno” non ci sarà Simonetta Puccini, figlia di Antonio, figlio di Puccini, nata nel 1929 fuori dal matrimonio ma autorizzata a portarne il cognome e ad esserne unica erede.

E’ scomparsa il 16 dicembre a Milano, la città che divideva con Torre del Lago, nella sua instancabile attività di promozione della figura del suo grande avo.

Donna schiva e riservata quanto decisa e volitiva, ha raccolto l’eredità materiale e immateriale del Maestro lucchese per farne dono alla Fondazione da lei voluta e realizzata nel 2005. “Attenta e appassionata custode del patrimonio materiale e immateriale del nonno e dei luoghi che in vita ospitarono e ispirarono il maestro – come hanno detto di lei quanti la conoscevano – ha speso la sua vita per dare sempre più risalto alla grande figura di Giacomo Puccini proprio qui, a Torre, dove la sua casa era divenuta luogo di visita di migliaia di turisti ed appassionati”.

Nella casa di Giacomo Puccini a Torre del Lago, oggi mausoleo, che custodiva con speciale amore e dedizione, Simonetta accoglieva infatti anche personalmente i visitatori a cui amava raccontare con dovizia di particolari i grandi successi che suo nonno aveva collezionato in tutto il mondo e soprattutto quanto il maestro avesse amato quei luoghi la cui quiete e la natura erano stati fonte di ispirazione.

Meritava ricordarla alla vigilia di questa 64° edizione perché tante ne ha condivise con il pubblico e gli artisti durante la sua vita, seduta in prima fila, sempre pronta ad applaudire quanti rendevano omaggio, con la loro voce, con la loro musica, con la loro arte a quel grande uomo che qui ha trascorso i suoi giorni migliori.

 

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Sarà Andrea Bocelli, insignito nel 2017 del prestigioso Premio Puccini, ad inaugurare Venerdì 6 luglio, con la  Messa di Gloria di Giacomo Puccini e di un programma di arie pucciniane il 64° festival Puccini a Torre del Lago.

«Amo particolarmente questa partitura, – ci ha detto – un lavoro in bilico tra la liturgia cristiana e le tavole di una ribalta teatrale… All’interno di una architettura solenne e di una evidente perizia contrappuntistica, traspare la poetica del “Puccini che sarà”: la sua sensualità, la plasticità delle immagini che suggerisce, i chiaroscuri giocati sul contrasto dei caratteri. Puccini, poco più che ventenne, nella sua “Messa di Gloria” dimostra di saper già come trattare le voci…»

Accanto a lui  il baritono Alberto Gazale, le soprano Martina Serafin e Ivana Canovic e il basso Alessandro Guerzoni. A guidare l’Orchestra del Festival Puccini,  il maestro Carlo Bernini.

Un programma, quello dell’edizione 2018 del festival, che ripercorrerà le fasi più salienti della carriera artistica del Maestro lucchese: la Messa Di Gloria, suo esordio nella composizione proposta  come “saggio di brevetto” all’istituto musicale “Pacini”; il suo primo successo, Manon Lescaut, le opere che lo videro trionfare in tutto il mondo La Bohème, Tosca, Madama Butterfly, Il Trittico di cui ricorre nel 2018 il centenario della prima rappresentazione, fino al  suo capolavoro incompiuto Turandot.

Un lungo cammino che durante questa estate farà rivivere l’incanto dei luoghi a lui cari dove trovava rifugio e ispirazione dopo le trasferte in Italia e nel mondo a seguito delle sue opere. “Torre del Lago, gaudio supremo, paradiso, eden, empireo, turris eburnea, vas spirituale, abitanti 120, 12 case. Paese tranquillo, tramonti lussuriosi e straordinari.” Come non citare questo incipit della Lettera di Giacomo Puccini a Alfredo Caselli del luglio 1900: davvero straordinario l’amore di Puccini per questi luoghi del resto più che motivato per il suo bisogno di sfuggire alla mondanità per regalarsi momenti più prosaici e rilassanti.

Ma vediamo la scansione delle opere: sarà la Turandot il 14 luglio, con la regia di Alberto Signorini, in una versione rivisitata rispetto a quella dello scorso anno, a dare il via alle opere. Sul podio il M° Alberto Veronesi; Martina Serafin sarà Turandot, Lana Kos Liù, Amada Lagha Calaf.

Repliche il 21 e 28 luglio e il 17 agosto.

Il 15 luglio sarà la volta di Tosca nella nuova produzione che vede la regia di Giancarlo Del Monaco; a dirigere il M° Pedro Halffter. Hui He sarà Tosca, Murat Karahan Cavaradossi, Carlos Almaguer Scarpia. Repliche il 4 e 12 agosto

Il 20 luglio torna Madama Butterfly nell’allestimento pensato da Kan Yasuda per la regia di Vivien Hewitt. Direttore il M°Hirofumi Yoshida, Hiromi Omura Butterfly, Hector Lopez Mendoza Pinkerton, Pierluigi Dilengite Shrpless, Rossana Rinaldi Suzuki.

Repliche il 10 e 18 agosto.

il 26 luglio, in forma semiscenica, Manon Lescaut diretta dal M° Gianluca Martinenghi; Orchestra, coro e solisti del Teatro della capitale georgiana, Tbilisi, teatro ospite di questa edizione del festival che proporrà anche Turandot, Tosca, Boheme.

il 27 luglio La Boheme, una nuova produzione per la regia di Alfonso Signorini e la direzione del M°Alberto Veronesi.

Replica il 3 agosto

Per il centenario della prima rappresentazione, l’11 agosto Il Trittico (Tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi) nell’allestimento dell’opera di Stato di Budapest. Direttore il M° Tiberiu Soare.

Replica il 25 agosto.

Omaggio a Giovanni Pacini il 24 agosto a Viareggio in Villa Paolina con Il Convitato di Pietra, direttore il M° Daniele Ferrari, regia di Giandomenico Vaccari.

“L’opera lirica e soprattutto l’opera pucciniana – dice il Maestro Alberto Veronesi, Presidente della Fondazione Festival Puccini nonché direttore artistico ad interim del Festival – è protagonista negli ultimi anni di uno spettacolare ritorno di popolarità che vogliamo alimentare coinvolgendo persone che si approcciano con entusiasmo a questo progetto sul  quale la Fondazione Festival Pucciniano intende continuare ad investire.

Il Festival Puccini è uno  spazio aperto e fecondo per la creazione artistica e al tempo stesso luogo della memoria e della tradizione. Vogliamo che il nome di Giacomo Puccini insieme alle sue opere sia sempre più presente nel mondo e allo stesso tempo che Torre del Lago, insieme agli altri “luoghi pucciniani” diventino sempre più mete per un turismo culturale e per quanti amano la bella musica. Qui Puccini ha scritto le sue pagine più intense, qui ha trascorso i suoi giorni più felici, qui le sue spoglie dimorano a perenne memoria della sua grandezza”

Stefano Mecenate

giornalista, critico musicale, editore, regista di opere liriche: ama conoscere e mettersi in gioco, ama le sfide e il lavoro di squadra. Si occupa di comunicazione e marketing ma preferisce la cultura in tutte le sue espressioni e ad essa dedica tempo ed energie con entusiasmo e convinzione. Ha lavorato per quotidiani nazionali, emittenti radio televisive locali, riviste culturali; ha collaborato e collabora con Istituzioni pubbliche per la progettazione e l'organizzazione di eventi. Legge e ascolta musica non appena ha tempo, si riposa ogni tanto e non fuma.

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