Torre del Lago, al via la 63° edizione del Festival Pucciniano.

Una Turandot firmata da Alfonso Signorini inaugura questa sera la stagione lirica dedicata a Giacomo Puccini. Stagione che sarà seguita per il sesto anno consecutivo da Pensalibero con gli interventi di Stefano Mecenate.

di Stefano Mecenate | 14 luglio 2017

Il cartellone del 63° Festival Puccini propone cinque titoli pucciniani: Turandot, La Bohème, Tosca, Madama Butterfly e La Rondine, con due nuove produzioni, Turandot e la Rondine, opera di cui si celebra l’anniversario dei 100 anni dalla prima rappresentazione.

Il 63° Festival Puccini sarà anche uno speciale omaggio alla Francia, un Paese amato e frequentato dal Maestro toscano. Puccini, infatti, come altri grandi artisti e compositori, aveva subito il fascino e l’influenza della cultura e della letteratura francese trasponendola nelle sue opere sino a divenire il massimo rappresentante di quella corrente letteraria e artistica, nata negli ultimi decenni dell’Ottocento, chiamata in Francia “Realismo” e che in Italia prese il nome di “Verismo”.

La Francia è protagonista di molte opere di Puccini da Manon Lescaut a la Bohème, a la Rondine a Edgar a il Tabarro.

Tre i teatri internazionali ospiti al Pucciniano: l’Orchestra dell’Opera di Nizza diretta da Győriványi Ráth György, il 22 luglio, per commemorare ad un anno di distanza le vittime dell’attentato della Promenade des Anglais; il 18 agosto sarà la volta delle masse artistiche e dei solisti del China National opera House di Pechino, che dopo il grande successo di Turandot del 2015, tornerà a Torre del Lago con un suo bellissimo allestimento di Madama Butterfly; da Mosca, per la prima volta in Italia, saranno al Festival il 29 e 30 agosto i complessi e i solisti di Novaya Opera, in totale 220 artisti tra orchestra, coro, cantanti e tecnici.

Al cartellone d’opera fanno da corollario le rappresentazioni in prima assoluta di opere contemporanee, balletto e recital pianistici, oltre ad un evento musicale, il concerto lirico per l’avvio del Progetto Giovanni Pacini, compositore italiano, viareggino di adozione, che lasciò un grande segno nel mondo musicale del suo tempo e che fu tra i fondatori del Conservatorio Luigi Boccherini di Lucca, frequentato anche dal Maestro Puccini.

L’edizione 2017 sarà inaugurata il 14 luglio con una nuova produzione di Turandot.

A firmare la regia è Alfonso Signorini scrittore, giornalista, conduttore televisivo, oggi direttore di periodici.

“Questa regia – dice Signorini – realizza finalmente il mio sogno nel cassetto che è quello di fare il regista d’opera. La “mia” Turandot sarà una fiaba, come voleva Puccini, una fiaba bipartita dominata dalle tinte scure, dalle luci di taglio netto, quasi caravaggesche, del primo atto dove a dominare è la notte rischiarata dalla luce gelida della luna e dallo scorrere del sangue versato dai principi decapitati dalla furia della principessa. Mano a mano che la figura di Liù diventa centrale, tutto diventa più terreno: Turandot scende lentamente dalla ‘turris eburnea’ nella quale ha vissuto e si fa più umana. Le luci dell’alba donano alla vita un colore diverso, più lieve, più caldo, meno drammatico. Potenza dell’Amore”.

Sul podio uno specialista della partitura pucciniana, il Maestro Alberto Veronesi.

“Il Festival Puccini è uno spazio aperto e fecondo per la creazione artistica e al tempo stesso luogo della memoria e della tradizione – suggerisce Veronesi – e forse Turandot tra tutte le opere pucciniane lascia che questa creatività trovi i suoi spazi migliori”

Le scene portano la firma di Carla Tolomeo artista eclettica che spazia tra pittura, scultura e scrittura. Il suo impegno a Torre del Lago nel segno della traccia del progetto “Scolpire l’opera” che ha visto grandi artisti contemporanei in veste di scenografi, segna il suo esordio nel mondo dell’opera.

Nel segno della modernità anche i costumi che saranno firmati dallo stilista italiano Fausto Puglisi, brand di riferimento di celebri pop-star tra cui Madonna. Interpreti eccellenti per questa nuova Turandot Martina Serafin, soprano austriaco, che vestirà i panni di Turandot. Nel ruolo del Principe Ignoto, il tenore toscano Stefano La Colla mentre Liù sarà la campana Carmen Giannattasio. Ping, Pang e Pong saranno rispettivamente Andrea Zaupa, Ugo Tarquini e Tiziano Barontini. Timur sarà interpretato da Roberto Scandiuzzi.

Stefano Mecenate

giornalista, critico musicale, editore, regista di opere liriche: ama conoscere e mettersi in gioco, ama le sfide e il lavoro di squadra.
Si occupa di comunicazione e marketing ma preferisce la cultura in tutte le sue espressioni e ad essa dedica tempo ed energie con entusiasmo e convinzione. Ha lavorato per quotidiani nazionali, emittenti radio televisive locali, riviste culturali; ha collaborato e collabora con Istituzioni pubbliche per la progettazione e l’organizzazione di eventi. Legge e ascolta musica non appena ha tempo, si riposa ogni tanto e non fuma.

3 commenti

  1. Paolo Francia

    Su questo Festival al quale ho partecipato per piu di dieci anni, quando una certa politica non aveva ancora distrutto il mondo musicale in Italia, vorrei sapere qual’é la paga dei musicisti, dopo che tanti miei ex colleghi mi avevano raccontato la paga di fame che nel corso degli anni era loro proposta. Per farvi un esempio, si guadagnavano alla fine anni ’80 100 mila delle vecchie lire al giorno, in una stagione riuscivo a guadagnare intorno ai 3 milioni e mezzo di lire, secondo i giorni di prove e rappresentazioni, ed era all’epoca una bella somma. Quanto sono pagati oggi in orchestra e coro? Come la politica sceglie chi va a cantare o suonare? Ricordo comunque eccellenti direttori, cantanti anche, quando Turandot era principalmente Ghena Dimitrova e Giovanna Casolla, entrambe straordinarie interpreti.

  2. stefano mecenate

    Mi scuso ma non capisco la domanda. L’articolo di apertura indicava esclusivamente le caratteristiche di questa produzione non un giudizio che invece è presente nell’articolo successivo.
    Credo di aver in buona fede analizzato ognuna delle opere in cartellone e di aver motivato ogni mio giudizio, fermo restando che ognuno è libero di apprezzare o meno un allestimento o il cast dei cantanti.
    Sono comunque disponibile a parlarne con lei
    stefano mecenate

  3. Non è la prima della “TURANDOT” la migliore versione dell’edizione 63,ma pare che nessuno se ne accorto è una questione di sponsorizzazione ?

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