“Ti sei iscritta al gruppo giallo verde, un entusiasmo da teenager”

Ma il convento ora passa questo e sarà opportuno lasciarlo lavorare prima di finire definitivamente nell’orrido. E se invece ci finiremo con l’operato dell’Esecutivo, non è dato sapere.

di Carla Ceretelli | 11 giugno 2018

Un amico feisbukkiano  ha inteso offendermi , ma non ci è riuscito. Solo perchè, non conoscendolo e fidandomi del mio istinto, ho in qualche modo sospeso il giudizio sul neo Presidente del Consiglio.  Ci si aspettava il massacro, è toccato a tutti, ma da quando in qua un fratello non è un congiunto.  E se  critica, mai massacro,  deve essere, è ammesso e ammissibile   solo sui contenuti seri, non su ogni piccolo battito di ciglia o su una piccola gaffe. Vero, la dimenticanza di un nome altisonante come Piersanti Mattarella non è certo da poco. Ma di qui a dire che è stato fatto per sottovalutare il tragico evento o per ferire il fratello oggi Presidente,  o per mera ignoranza del Professore, ce ne corre. I massacri non mi piacciono, non mi sono mai piaciuti, anche se ho sempre detto quello che pensavo, e penso, sui premier che si sono succeduti. Naturalmente nei vari momenti del loro premierato. Dato che la realtà cambia e con lei gli uomini e i loro comportamenti. E, come penso , il comportamento che si adegua in modo equilibrato non infirma le idee. Se l’adeguamento è illuminato  dal buon senso.

Un bel partito laico di centro è il mio sogno, che guarda a  una destra moderata ma  anche con un pezzo di sinistra illuminata e tollerante. Utopia? Forse.

Ma intanto ci stiamo provando con Punto e a Capo, a livello territoriale. Certo  è più facile, ma credo che il momento sia quello giusto. E chi non  ne condivide il senso  o non lo comprende e non ce  la fa proprio ad andare oltre i partiti e le ideologie,  si allontana da solo o non entra proprio. Gli italiani hanno dimostrato che sono stufi della partitocrazia infarcita di odio che ha contribuito allo sfacelo che stiamo vivendo, con un cospicuo numero di voti.

Utopia? Si è vecchi quando i rimpianti superano i sogni diceva un vecchio saggio.

No, caro amico feisbukkiano,  sono liberale a tutto tondo e quando mi piace una cosa lo dico, senza cambiare le mie idee di fondo.  Ho apprezzato  il Conte, per certi aspetti, ma  non mi piace questo Governo. Caso mai non lo avessi capito negli ultimi anni  sono sempre stata per il  partito della Nazione, chiamalo pippo o come vuoi tu. Ma non è andata, grazie anche  al Capo dello Stato, che , a mio avviso, ha tergiversato troppo. Ma certo non conosco i meandri dei palazzi e men che meno gli accordi sotterranei. Qualcuno mi ha pure messa in guardia ammonendomi e  ricordando che il vilipendio al Presidente della Repubblica prevede il penale. Vilipendio? Non l’ho offeso,  nè   gli ho augurato brutte cose e men che meno  la morte, non lo farei mai nei confronti di nessuno. Ovviamente.  Come invece avrebbe fatto un uomo,  si dice,  non di destra ma fascista,  come lui stesso si definisce, augurandogli  di fare la stessa fine del povero Piersanti. Trattasi di un certo Vittorio,   Dibba senior  per gli amici,  iscritto nel registro degli indagati per la violazione dell’articolo 378 che punisce “le offese al prestigio e all’onore del capo dello Stato”. Eufemismo se davvero gli ha augurato la morte.  E per altri atti violenti  nei confronti di politici.

Certo  le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, anche se il ragazzotto assurto non si sa come  alle alte sfere  è pieno di astio per non essere arrivato  dove avrebbe voluto,  per ora, e abbastanza violento nelle sue allocuzioni. Ricordo fra le tante, il “male assoluto”, affibbiato al cavaliere.

Ma il convento ora passa questo e sarà opportuno lasciarlo lavorare prima di finire definitivamente nell’orrido. Se invece  ci finiremo con l’operato dell’Esecutivo,  non è dato sapere.

 

Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l'insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de' Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro "Accademia del Diletto" di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l'opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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