The Post

Politica, libertà di stampa, democrazia. Un film assolutamente da vedere

di Maria Rita Monaco | 5 febbraio 2018

Il film di Spielberg pone allo spettatore tre domande fondamentali:

– Una testata giornalistica a conduzione familiare può diventare grande pubblicando i “Pentagon Papers” strettamente riservati? Evidentemente, proprio per la libertà di stampa, è tenuta a farlo. E lo può fare, nonostante le eventuali  contraddizioni, laddove  la democrazia è grande.

– Resta ora da chiedersi se quella statunitense sia veramente una grande democrazia !

-L’editore del Post avallerà le decisioni del direttore?

Editore donna, che incidentalmente si trova  con tale qualifica, infatti era il marito  di Katharine Graham (Meryl Sreep) il prescelto dal suocero fondatore della testata, ma, incidentalmente è lei donna ad aver assunto tale carica e tale responsabilità, proprio nel momento in cui il giornale viene quotato in borsa per poter contare sulle banche;

Certo presidenti da Truman a Nixon sono colpevoli di aver taciuto che la guerra in Indocina sarebbe  stata persa in partenza, ma occorrono migliaia di morti per affermare la forza delle idee occidentali.

Gli studi segreti del ministro McNamara sono lì a dimostrare come la guerra sarà irrimediabilmente perduta ma, per il capo della Casa Bianca, sono scritti per la posterità non per il 1971. Allora entrano in ballo i valori, l’articolo primo della costituzione che prevede la libertà di raccontare la verità al popolo americano e il “perfido” Nixon usa come carte igienica tale articolo,  o almeno più o meno così si esprime il direttore Bren Bradle (Tom Hanks).

Redattori, tipografi, segretarie, collaboratori, sconsigliano vivamente Catharine Graam di buttarsi in una impresa simile, lo stesso New York Times, che per primo ha  avuto accesso a tale fonte esplosiva è stato diffidato dal continuare l’inchiesta e se la fonte è la stessa, per il Post si profila il reato di collusione. Risultato? Prigione, addio finanziamenti e fine del giornale e lei alla fine potrebbe essere la sola a pagare: il direttore andrà in un altro giornale e i redattori pure, ma lei? Un bel dilemma per l’editrice che vive per il giornale fondato dal padre ed è amica  personale dell’ex ministro Robert McNamara,  Tra telefonate pressanti dei consiglieri timorosi, dito sul pulsante verde pronti  dare il via alle rotative oppure soprassedere, si attende la sua decisione.

Finalmente si parte e, allo spettatore di tanti film di ambiente giornalistico, una vocina sussurra: “è la stampa bellezza!” anche se questa volta Bogart non c’è, ma c’è un rancoroso “cattivo uomo”, così l’aveva definito lo stesso Mc Namara, che farà a pezzi il giornale.

Finalmente arriva  il processo.

La Corte Suprema dirama la sua sentenza: assoluzione ”la libertà di stampa è al servizio dei governati e non dei governanti”.

La democrazia, alla fine ha vinto, la Graham afferma che mai più si butterà in una impresa simile e…il film si chiude con il profilarsi dell’affair Watergate!

Nixon docet e Trump impara velocemente; Spielberg sentiva l’urgenza di girare questo film per parlare appunto di un altro capo di stato che attacca i giornalisti e limita la libertà di stampa, e della questione delle donne .

Sembra quasi che seguirà il film Tutti gli Uomini del Presidente. Non è così e po’ dispiace, per adesso godiamoci la solida regia di Steven Spielberg, le riprese rigorose ed essenziali del film, le prove attoriali di tutto il cast artistico di gran livello e…ragioniamo ancora un poco sulla solidità della democrazia.

Buona visione!

Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*