TFR o Fondo Pensione? La questione è complessa

di Alessandro Pedone | 30 Luglio 2018

DOMANDA
Buongiorno,
considerando il percorso lavorativo, si suppone almeno altri 14 anni per andare in pensione, potreste indicarmi quali parametri dovrei esaminare per scegliere tra il trf in azienda, che integra l’accantonamento con un suo 1% (ma non esiste un accantonamento reale del tfr e non rientra nei casi di garanzia di copertura da inps), e i fondi pensionistici?
Inoltre, è opportuno valutare l’accesso ad un fondo pensionistico per uno studente di vent’anni ed eventualmente quali sono i parametri per scegliere?
GRAZIE!!!

RISPOSTA:

la sua domanda prevederebbe una risposta molto, molto lunga.
La scelta fra TFR e fondo pensione si è imposta alla fine del 2006.
Il nostro punto di vista su questo argomento è stata articolata in modo piuttosto esaustivo in questo articolo:
https://www.aduc.it/articolo/tfr+previdenza+integrativa+dal+2007+scegliere_11143.php
In Italia, la fonte d’informazione più critica verso i fondi pensione e che è sempre stata “a spada tratta” a favore del TFR è il prof. Beppe Scienza. Può trovare le sue argomentazioni qui:
https://www.ilrisparmiotradito.it/node/news&ig=4
Noi non concordiamo con le conclusioni del Prof. Scienza, ma riteniamo che sia un’utile lettura perché si tratta di una persona molto seria che stimiamo e che offre un punto di vista “non allineato al coro”.
Il cuore della scelta è quella fra “certezza” e “incertezza”.
Scegliendo i fondi pensione, certamente, si sceglie incertezza ed una certa complessità che richiede anche un investimento di tempo e di studio.
Dal nostro punto di vista, contrariamente alla rispettabilissima opinione del prof. Scienza, scegliere l’incerto ed il complesso non è necessariamente la scelta sbagliata. Certamente, però, lo è se non si approfondiscono tutti i dettagli, in particolare l’aspetto dei costi e la consapevolezza circa l’aleatorietà dei rendimenti dei mercati finanziari.
La rivalutazione del TFR in azienda è pari all’1,5% lordo più il 75% dell’inflazione. Storicamente, i mercati finanziari hanno il potenziale per fare meglio, ma non in modo SICURO.
Fare l’1,5% all’anno SICURO più il 75% dell’inflazione è un obiettivo finanziario praticamente impossibile, mentre, in presenza di costi di gestione ragionevoli e accettando periodi di tempo -anche di diversi anni- dove i rendimenti sono inferiori a quello del TFR, è più che ragionevole attendersi che i mercati finanziari facciano molto meglio di questo obiettivo, ma in modo aleatorio.
Uno dei grandi problemi dei fondi pensione sono i costi.
I fondi negoziali, in genere, sono relativamente poco costosi ed hanno un grande vantaggio che noi consideriamo determinante: i contributi del datore di lavoro. Scegliendo un fondo negoziale, in pratica, si ha una quota di stipendio aggiuntivo che diversamente non si avrebbe. A nostro avviso, questo taglia la testa al toro a favore dei fondi negoziali, poiché potendo versare più soldi, in un arco temporale di un decennio è molto probabile trovare più soldi, anche considerando l’aleatorietà dei mercati.
La grande maggioranza dei fondi pensione venduti dalle banche e -sopratutto dalle assicurazioni- ha costi che vanificano buona parte (se non tutto) dei vantaggi fiscali. Ci sentiamo di sconsigliare categoricamente i PIP (cioè i fondi pensione di origine assicurativa). Non abbiamo mai trovato un PIP che valesse la pena di essere sottoscritto.
Sui Fondi Pensione Aperti, quelli che può valer la pena sottoscrivere si contano sulle dita di una mano.
In presenza di un fondo di categoria, però, il contributo aggiuntivo del datore di lavoro rende la scelta di questo fondo molto più conveniente principalmente a causa dei costi.
Sul sito della Covip vi è l’elenco dei fondi pensione aperti (detti anche FPA) con i costi per ciascuna linea ed i rendimenti passati.
Questi ultimi non hanno un valore previsionale per il futuro. Tendenzialmente è preferibile scegliere il fondo pensione più economico.
http://www.covip.it/isc_dinamico/
Scarti tutti i fondi pensione che hanno l’indicatore sintetico di costi a 5 anni superiore all’1% sulle linee miste. Sulle linee più prudenti anche lo 0,7-0,8% diventa troppo.
Detto questo, l’aspetto più importante è la consapevolezza sui meccanismi d’incertezza legati ai mercati finanziari, anche perché scegliendo i fondi pensione è necessario scegliere la linea di gestione (più azionaria o più obbligazionaria). C’è da considerare che i prossimi anni saranno molto difficili per le obbligazioni. Qui si tratta di dedicare un po’ di tempo a studiare il funzionamento dei mercati finanziari.
Senza la consapevolezza, qualsiasi investimento diventa, ex ante, sconveniente.
Per quanto riguarda uno studente di vent’anni, iniziare un progetto pensionistico è certamente molto utile e formativo. Restano validi tutti i caveat che abbiamo posto sul tema dei costi e della consapevolezza.
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ha risposto Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio

Qui come rivolgersi al servizio consulenza di Aduc: https://sosonline.aduc.it/info/consulenza.php

responsabile Aduc per la Tutela del risparmio

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