Teatro del Maggio, la stagione di Chiarot e Luisi

di Luca Summer | 24 luglio 2017

Si preannuncia ricca di eventi musicali di grande livello la Stagione 2017/18 del Maggio Musicale Fiorentino, presentata nei giorni scorsi, insieme all’81° Festival del Maggio, dal neo sovrintendente Cristiano Chiarot e dal direttore principale Fabio Luisi.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha introdotto la conferenza stampa, ha affermato che “si apre una nuova fase del Teatro del Maggio, con tre capisaldi: il primo si basa nel rinnovato rapporto del teatro con la città e con la regione (la città metropolitana stanzia 1.700.000 euro per il Maggio), il secondo nel ritrovare il grande pubblico del teatro, non solo infondendo entusiasmo agli spettatori più fedeli, ma anche investendo sulle nuove generazioni; ed il terzo, infine, consiste nel realizzare una programmazione e medio-lungo termine”. A tal proposito Chiarot afferma che “è già pronta la programmazione del 2019 e che si sta già lavorando a quella del 2020”. Il sovrintendente veneziano appare molto entusiasta: “Vorrei sottolineare che il nome del teatro, come già impostato nella grafica dei manifesti, sarà Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Siamo di fronte ad una sfida globale, per cui è necessario trovare nuove forme di sinergie e collaborazioni con varie istituzioni. Questo teatro ha un grande pubblico, perché partecipa, fa sentire il suo afflato e dunque è veramente protagonista”.

 

Per quanto riguarda la lirica, dopo la messinscena a settembre con il ciclo “Passione Puccini” delle tre opere più popolari del compositore lucchese (Bohème, Madama Butterfly e Tosca), la stagione si inaugura ad ottobre con La rondine di Puccini (nel centenario della sua prima esecuzione a Montecarlo), con la regia di Denis Krief e Valerio Galli sul podio. Seguono La sonnambula di Bellini (18, 22, 26 e 29 novembre, in un allestimento della Fenice), Carmen di Bizet con la regia di Leo Muscato, in un nuovo allestimento (dal 7 al 18 gennaio), La favorite di Donizetti (22 febbraio – 3 marzo), diretta da Fabio Luisi in un allestimento del Grand Teatre del Liceu di Barcellona) ed infine Alceste di Gluck, che vede la regia di Pier Luigi Pizzi e Federico Maria Sardelli sul podio (dal 21 al 30 marzo). Nel corso della stagione verranno riprese anche tre opere rappresentate la scorsa estate a Pitti: L’Elisir d’amore di Donizetti, La traviata di Verdi e Il barbiere di Siviglia di Rossini, mentre nel 2018 sarà la volta della “trilogia popolare” verdiana (Il trovatore, Rigoletto, La traviata), regia di Francesco Micheli e direttore Fabio Luisi. Da sottolineare il ritorno del balletto, in seguito alla sciagurata eliminazione dell’ottimo corpo di Danza del Maggio; vi sarà, infatti la rappresentazione de La bella addormentata di Caikovskij, con il Balletto di Toscana junior, con la coreografia di Diego Tortelli e Giuseppe La Malfa direttore d’orchestra.

 

Molto interessante la programmazione sinfonica, basata su grandi cicli, a cominciare da quello assai ampio dedicato a Sostatovic, che prevede (fra gli altri) la presenza di bacchette del calibro di Vladimir Fedoseev, Karl-Heinz Steffens, Oleg Caetani, John Axelrod, James Conlon ed anche una doppietta di Zubin Mehta; alcuni di questi concerti fanno parte del programma dell’81° Maggio. Gli altri cicli sinfonici sono dedicati a Mozart (Sardelli, Bolton, Lonquich ed altri), a Richard Strauss (due concerti di Luisi a febbraio) e a Stravinskij-Caikovskij (quattro concerti di Mehta ad aprile).

 

Venendo all’81° Maggio, l’inaugurazione è affidata a Cardillac di Paul Hindemith, con Fabio Luisi sul podio e Valerio Binasco alla regia; a quest’opera novecentesca seguono due lavori di Verdi, La battaglia di Legnano con la regia di Marco Tullio Giordana e Macbeth, che verrà dato in forma di concerto, diretto da Riccardo Muti. Completano il quadro delle opere un lavoro commissionato al compositore Adriano Guarnieri, Tenebra di Luce, in scena al Goldoni e con la regia di Giancarlo Cauteruccio, quindi Il prigioniero di Dallapiccola, abbinato ai Quattro pezzi sacri di Verdi (direttore Zubin Mehta e Virgilio Sieni regista) ed infine un’opera di un musicista barocco, ancora da definire, che verrà messa in scena alla Grotta del Buontalenti al Giardino di Boboli. Protagonista di questo evento, ovviamente, il vulcanico Federico Maria Sardelli.

 

Luca Summer

Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, si è laureato presso il Dipartimento di Storia della Musica presso l’Università di Firenze. Insegnante di Storia della Musica in varie scuole ed associazioni, è specializzato nei compositori del 19° e 20° secolo. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

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