Archivi Tag: banca centrale

Mentre tutti ci bocciano evocare spettri che non esistono significa solo rendere certo l’unico pericolo che dovremmo temere: la deriva argentina

La “troika”, pur in versione informale, boccia l’Italia senza appello. In una sola giornata il presidente della Bce, Mario Draghi, ha detto senza mezzi termini che per i paesi fortemente indebitati è necessaria la “piena adesione” al patto di stabilità Ue, ma il Fondo Monetario certifica che stiamo andando in direzione esattamente opposta e il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, suggella il ...

Leggi »

Dobbiamo (pre)occuparci del “default” dell’Italia?

In questi giorni si torna a parlare con una certa insistenza del “famigerato” spread fra il rendimento dei titoli di stato italiani e quello dei titoli di stato tedeschi e qualcuno torna ad adombrare lo “spettro” del default dell’Italia, ovvero la possibilità che chi investe in titoli italiani non veda restituito integralmente tutto il capitale e/o non nei termini previsti ...

Leggi »

La svolta moderata del Governo per ora è solo una “svoltina” finalizzata alle future mosse politiche di Salvini

Qualcuno l’ha chiamato “ravvedimento operoso”, mutuandolo dalla terminologia fiscale. Altri, più prosaicamente, hanno parlato di un furbesco mettersi a vento. Sta di fatto che negli ultimi giorni il linguaggio del governo, e in particolare di Salvini e Di Maio, sia sulle scelte di politica economica che ci si accinge a fare sia su Europa, euro e mercati, è improvvisamente e ...

Leggi »

Governo. Savona, Bce, Omt, Qe e tassi di cambio

Siamo rimasti un po’ dubbiosi nel leggere le dichiarazioni del ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, che ha elogiato il presidente della Banca Centrale europea (Bce), Mario Draghi, “nel varare l’Omt, più noto come Qe (Quantitative easing) europeo, sfruttando gli interessi dei Paesi che ne avrebbero beneficiato per rientrare dai loro crediti.” L’Omt, varato nel 2012, sta per operazioni ...

Leggi »

Tutela del risparmio: il progetto definitivo

Devo dire che mi ha fatto veramente impressione ascoltare in diretta il Presidente della Repubblica sostenere di aver rifiutato la proposta di nominare Paolo Savona ministro dell’Economia poiché sentiva il dovere di difendere i risparmi degli italiani. Non desidero minimamente – in questa sede – entrare nello specifico di questioni politiche o costituzionali (poteva o non poteva farlo…) e men ...

Leggi »

SPREAD: non è una legge della natura, sono regole che ci siamo dati. Farci una riflessione approfondita no, eh?

La famigerata parola “spread” è tornata a spargere terrore nei media. La quasi totalità delle persone non ha la più pallida idea di cosa effettivamente sia e del perché sia così importante, ma la narrazione è comunque super-efficace e funziona benissimo a rendere più “ragionevoli” i politici non allineati all’ortodossia economica attualmente dominante. E’ indubbio che -dato il contesto attuale ...

Leggi »

Stati Uniti d’Europa. Meno male che l’Europa c’è!

Mentre partiti e movimenti giocano al rimpiattino, arroccandosi sulle proprie posizioni, la Banca Centrale Europea (BCE) prosegue nell’acquisto dei titoli di Stato, mantenendo bassi i tassi di interesse. Dal 2015 la BCE ha acquistato titoli si Stato italiani per un valore di 337 miliardi di euro garantendo la stabilità dei tassi. L’intervento della BCE non riguarda solo l’Italia, ma il ...

Leggi »

Effetto Peltzman sui mercati finanziari: perché è insensato avere obbligazioni corporate in portafoglio

Nel 1975 fu foriero di un enorme dibattito un articolo pubblicato sul “Journal of Political Economy” dal famoso economista Sam Peltzman dal titolo “The Effects of Automobile Safety Regulation” (https://www.jstor.org/stable/1830396?seq=1#page_scan_tab_contents). In quel periodo storico furono introdotte una serie di regole per il settore automobilistico volte ad aumentare la sicurezza delle automobili, installando vari dispositivi. Questi, naturalmente, aumentano notevolmente il costo ...

Leggi »

La resistenza della cultura liberale

Il prossimo 4 marzo non ci asterremo dal voto. Si tratta di rinnovare il Parlamento italiano: un appuntamento elettorale importante, che non mancheremo. Faremo, quindi, il nostro dovere di cittadini e di elettori. Non abbiamo un partito, meno che mai una coalizione, di riferimento. Ciò significa che sceglieremo quel candidato nel collegio uninominale e quella lista (nel collegio plurinominale) che, ...

Leggi »

Elezioni 2018. Promesse suggestive e impegni reali

In vista delle elezioni del 4 marzo prossimo si iniziano a fare promesse, per lo più suggestive, che hanno come motivo principale l’aumento della spesa pubblica: diminuzione delle tasse e aumento della spesa sociale. Siamo tutti d’accordo nel ritenere che la tassazione sia eccessiva e che gli interventi di carattere sociale debbano essere più incisivi. Una diminuzione e rimodulazione delle ...

Leggi »

Ri-abbiamo Visco. Viva Visco

E’ stato nuovamente nominato a governare la Banca D’Italia. Ignazio Visco. Dopo il sestennio in cui pochi si sono accorti della sua presenza se non per la scarsa sua opera di vigilanza, ora ce lo teniamo per altri sei anni. Suo compito, continuera’ ad essere quello della politica monetaria unica delle operazioni in cambi, gestione delle riserve, produzione delle banconote ...

Leggi »

Gas naturale e petrolio: ripresa dei prezzi mondiali.

Il piano europeo di quantitative easing (Q.E.), pensato ed attuato dalla BCE, approvato nel gennaio del 2015 e rivisto nel marzo del 2016, e' un programma di allentamento quantitativo, cioe' e' una delle modalita' con cui la banca centrale immette liquidita' nel sistema finanziario europeo. In pratica, la Bce crea moneta a debito e lo fa attraverso iniezioni di liquidita', con operazioni di mercato aperto, tramite l'acquisto di titoli di Stato e di altre obbligazioni.

Leggi »

Giorgio La Malfa ha ragione…

Se c’è un uomo politico in Italia che ha da sempre sottolineato i rischi e le difficoltà che il nostro Paese avrebbe dovuto affrontare con l’introduzione dell’Euro questo è stato Giorgio La Malfa. Egli ha scritto prima dell’adozione dell’Euro e ristampato dopo diversi anni il suo libro che indicava i pericoli di adottare una moneta che non aveva dietro la ...

Leggi »

Gli Italiani alla guida del governo vogliono un “moderato dirompente” ecco perché il mediatore Gentiloni deve diventare anche decisionista

Tra i tanti sondaggi inutili che quotidianamente ci inondano, ce n’è uno, realizzato dalla Ipsos, sui risultati del quale è invece opportuno soffermarsi. La domanda più interessante riguarda il tipo di leader che servirebbe in questo momento. La risposta divide a metà il campione interpellato: il 51% dice soprattutto “moderato”, il 46% “dirompente”. Vince dunque il desiderio di una guida ...

Leggi »

Mps: bond subordinati convertiti in azioni. Cosa fare?

I decreti del ministero dell’Economia e delle Finanze emanati il 28 luglio hanno attuato quanto previsto dall’articolo 23, comma 3, del Decreto Legge 237 del 2016 convertito nella Legge 15 del 17 febbraio scorso “Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio”. Il 10 agosto è poi giunto il via libera definitivo della Banca Centrale Europea e le ...

Leggi »

Emmanuel Macron e il big bang dell’euro

Ecco dunque per noi il significato delle elezioni francesi: la vittoria di Macron e la sconfitta della Le Pen hanno sigillato il destino dell’Unione europea, un destino di assoluto disordine perché mancherà la spinta a riformarla mentre rimarranno in essere quelle stesse politiche che ne hanno provocato il disastro economico e finanziario.

Leggi »

Sul caso Boschi – De Bortoli in margine al problema delle banche italiane

La dottrina economica più avveduta ritiene che le banche centrali e i governi debbano salvare le banche e i sistemi finanziari in crisi. Ma in Italia le cose si complicano sempre, e di fronte al problema del salvataggio di Banca Etruria è esplosa nelle ultime ore la 'querelle' tra De Bortoli e la Boschi dopo che il giornalista in suo libro ha accusato quest'ultima di aver fatto pressioni su Unicredit, perché ne valutasse l'acquisto, circostanza smentita recisamente dall'esponente del Pd.

Leggi »

Stati Uniti d’Europa. La cicala e la formica

Roma, 24.03.2017. Italiani distesi su un triclinio a bere Falerno, circondati da leggiadre danzatrici o danzatori? Non e’ così come non è vero che il presidente dell’Eurogruppo, Jerome Dijsselbloem, abbia detto che i Paesi del sud Europa spendono in donne e alcol. Notizia totalmente manipolata, a confermare che i quotidiani servono a vedere che giorno è, e i telegiornali a ...

Leggi »

A 25 anni dal trattato di Maastricht e a 60 anni del trattato di Roma, gli stati sono ancora i peccatori e i mercati i benefattori

25 anni fa, con il Trattato di Maastricht, si costruiva la nuova Europa. Il silenzioso collasso dei regimi comunisti, dopo la caduta del Muro di Berlino, aveva rimesso in moto l’orologio della Storia. Da qui nasce l’obiettivo di darsi una moneta unica mentre si facevano sempre più evidenti gli squilibri all’interno dell’Europa derivanti dalla Riunificazione tedesca. Nella negoziazione del Trattato, ...

Leggi »

L’euro non è irrevocabile, è irreparabile

Si è continuamente affermato che la Banca Centrale Europea abbia salvato l’euro, ma non è affatto vero. Tutto quello che questo istituto ha fatto è “immagazzinare” le turbolenze che le forze naturali del mercato, libere di operare, lo avrebbero fatto saltare in aria da un pezzo. Questa forze latenti, compresse e presenti nel sistema stanno accumulando sempre più energia distruttiva. La catastrofe nell’eurozona è in corso. Si tratta solo di congetturare quando l’inevitabile diventerà imminente.

Leggi »

Se crolla l’Euro, viene giù l’Unione Europea

L’Unione Europea non sopravviverà alla fine dell’Euro, ha avvertito Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea. Un timore dal contenuto piuttosto ovvio e intuitivo. Ma nell’epoca in cui viviamo, il rischio concretissimo di buttare al macero settant’anni di grandissimi progressi sociali, economici e di pace non fa più paura. Equiparare l’UE all’Unione Sovietica o la Germania di oggi al Terzo ...

Leggi »

Euro. Uscirne quanto ci costa? Un’ enormita’, a carico nostro

Roma, 02.02.2017. Se un paese lasciasse l’Eurosistema, i crediti e le passivita’ della sua Banca centrale nazionale (Banca d’Italia per noi) nei confronti della Banca centrale europea (BCE) dovrebbero essere regolati integralmente (1). Questa la risposta di Mario Draghi, presidente della BCE, ad una interrogazione presentata da due parlamentari europei di provenienza penta stellata (2). Interessante e’ quanto affermato nell’interrogazione ...

Leggi »

E’ l’Euro il nostro grande problema?

Banca d'Italia

L’eventuale abbandono dell’Euro come moneta condivisa da parte dell’Italia e l’assunzione di una nuova moneta nazionale, tenuto conto delle sue precarie condizioni economiche e finanziarie e delle valutazioni internazionali in discesa (rating a livello B) comporterebbe una iniziale, grossa svalutazione della moneta adottata ex novo ed un aggravio di costi per ripianare i debiti pregressi, contratti in Euro e rapportati ...

Leggi »

Donald Trump detta la linea, il resto del mondo (in)segua!

E’ il caso, però, di rimettersi alacremente al lavoro a Bruxelles (ed eventualmente a Strasburgo) per arginare il ciclone Trump. Il nuovo Presidente degli Stati Uniti, infatti, dal prossimo 20 gennaio (fra due giorni) detterà la sua ricetta che assegna al “resto del mondo”, Europa compresa, un posto da semplice spettatore al cospetto degli Stati Uniti impegnati a tradurre in pratica i dettami del protezionismo assoluto (tutte le aziende che intendono vendere negli Stati USA devono produrre in loco i loro prodotti, pena pesanti dazi all’entrata).

Leggi »

Il ‘non detto’ nella crisi delle banche italiane. Sono necessari interventi sistemici

Il comunicato stampa di Banca MPS dell’altro giorno ha lasciato molti stupiti e tanti scandalizzati. La maggior parte dei commentatori si e’ concentrata sull’aumento richiesto dalla Banca Centrale Europea (BCE) dei capitali necessari per mettere in regola la Banca: si è passati, infatti, da 5 a 8,8 miliardi. L’aspetto più rilevante di questa vicenda, a nostro avviso, non è tanto ...

Leggi »

Libia: la Russia dietro Haftar

Le vicende libiche più recenti mostrano l’emergere di un equilibrio a vantaggio di Tobruk, del generale Khalifa Haftar e del presidente della Camera dei Rappresentanti Aqila Saleh e, per contro, uno sfaldamento progressivo del governo di accordo nazionale, Gan, di Fayez Serraj e delle forze che gli si sono raccolte intorno, più o meno islamiste. In primavera, le milizie di ...

Leggi »

Bene Gentiloni, ma ora approviamo delle buone leggi elettorali.

Colgo reazioni scomposte nei confronti del nuovo Presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni. Inutilmente scomposte, perché quanti si sono battuti per il No al Referendum hanno già ottenuto due risultati importanti: 1) le proposte di riforma costituzionale sono state cassate, non hanno esistenza giuridica; 2) il Presidente Renzi ha dovuto prendere atto dell’esito del Referendum ed ha rassegnato le dimissioni ...

Leggi »

Ricchezza e democrazia

Nel 2017, ci saranno elezioni politiche in Francia, Germania, Olanda e forse Italia. In quest’ultimo caso, dipenderà molto anche dallo sbocco della crisi politica in atto. In Europa, tra i paesi citati, l’Italia sta messo peggio di tutti, e comunque senz’altro peggio di ieri, peggio cioè di un passato almeno decennale.

Leggi »

Referendum: cosa obiettiamo agli argomenti del Sì.

1. Confronto, non propaganda. Conosciamo finalmente la data del Referendum: domenica 4 dicembre 2016. L’intensificarsi del confronto fra gli argomenti del Sì e quelli del No, con l’approssimarsi della scadenza, darà sempre più spazio a propagandisti e militanti. I quali ripeteranno formule messe a punto dalle rispettive propagande. Lo faranno ostentando sicurezza, come se si trattasse di dispensare frammenti di ...

Leggi »

L’effetto Trump e oltre

Le elezioni americane sono state sopratutto un referendum sull'economia e Trump ha capito che quella americana è un disastro. Le élites non l’hanno capito perché, come tutte le élites vivono in un sistema creato da loro e unicamente per loro e tendono a vedere gli eventi che le sconfessano come aberrazioni populiste e non come sintomi del male fatale da esse stesse prodotto. Ma riuscirà Trump a far ritornare l’America grande?

Leggi »

Non compriamo solo tempo con i soldi di Draghi

La manovra si chiama “quantitative easing”. La moneta immessa è corrispondente ad un debito che si assume una Banca Centrale, nel nostro caso la BCE, che non è una vera Banca centrale, ma riesce a realizzare l’operazione con una triangolazione basata sull’acquisto di titoli detenuti dalle Banche. Il valore dell’euro diminuisce, facilitando gli esportatori

Leggi »