Storia e storie
“GIUSEPPE E ANITA GARIBALDI”

L’incontro avviene in maniera del tutto casuale mentre Garibaldi sta entrando in porto guarda con il cannocchiale e vede casualmente Anita. Garibaldi sbarca e si dirige verso l’abitazione della donna ammirata…. di Anita Norcini Tosi

di Redazione Pensalibero.it | 2 gennaio 2008

E’ importante fare riferimento al quadro storico e filosofico dell’epoca e in su un cui nella quale si svolge questa storia d’amore.

Ripercorrere la storia della vita di questi personaggi e il loro pensiero è un po’ come ripercorrere la nostra storia . Garibaldi e nato nel 1807 mentre Anita è nata nel 1820. Essi si inseriscono in un momento storico nel quale in Italia si sta sviluppando uno spirito rivoluzionario. Napoleone aveva occupato l’Italia e aveva portato con sé il pensiero illuministico, il pensiero della rivoluzione, il pensiero della libertà, il senso dell’indipendenza una nuova forma di religione perché questa è stata la rivoluzione francese: la rivoluzione è stato una fede che ha permesso all’uomo di svilupparsi in un’altra dimensione,una nuova forma di religione. E’ penetrata nell’anima di chi ha assorbito questo nuovo percorso come qualcosa che ha permesso all’uomo di crescere in un’altra dimensione. Bisogna infatti comprendere che questa non è stata solo una rivoluzione praticata con le armi ma prima e soprattutto una rivoluzione di pensiero che ha invaso prima la Francia e poi tutto il resto dell’Europa. Se noi oggi viviamo in democrazia è perché siamo gli eredi di quella rivoluzione se abbiamo il senso della nostra libertà è perché siamo figli di quella rivoluzione. Garibaldi è l’espressione di tutto questo . Dopo lo sviluppo di questo pensiero filosofico quando del 1812 si realizza la fase di restaurazione, è una fase di natura essenzialmente politica non può far tornare indietro il pensiero di libertà che ormai ha messo le radici negli spiriti intellettuali dell’epoca .Il ritorno dei Borboni,il ritorno del duca Leopoldo ma la restaurazione non può fermare il pensiero illuminista. Il leader dello sviluppo di questo pensiero in Italia è indubbiamente Mazzini, senza Mazzini non ci sarebbe stato Garibaldi; Mazzini è l’ideatore di un pensiero democratico, ha fede in un’Italia che dovrà risorgere libera. Per far ciò Mazzini era convinto che in Italia dovesse nascere uno spirito di nazione e tramite questo far nascere nel popolo prevalentemente espresso dagli intellettuali il desiderio di libertà portare tutti gli italiani ad una fase di evoluzione tale che sarebbero stati in grado di eleggere i propri rappresentanti. Per far questo Mazzini porta avanti le sue idee all’interno di una società di tipo massonico non dimentichiamoci infatti che la Giovane Italia altro che non era che una società massonica a livello italiano nutrita da quest’ideale di libertà e indipendenza e di uguaglianza legati agli ideali della rivoluzione che dovevano penetrare prevalentemente all’interno dell’università, all’interno delle menti in grado di capire l’importanza di tutto questo. I romanzi facevano rifornimento a un’epoca medievale perché in tale epoca s’erano formate la maggior parte delle nazioni europee;anche la stampa ha come finalità di dare un linguaggio comune agli italiani e di farli uscire dalle loro forme dialettali. Il progetto di superare i dialetti parlando una lingua comune era estremamente bello ma di difficile realizzazione ricordiamo che nel regno sabaudo si parlava il francese. In quel periodo nasce in Francia la prima forma di pubblicità di cui si serve Mazzini per creare l’immagine dell’eroe Garibaldi, l’eroe di cui gli italiani hanno bisogno.

Garibaldi nasce a Nizza, la madre lo vuole indirizzare verso una carriera religiosa; ma Garibaldi è preso dalla passione per il mare e all’età di 16 anni si imbarca e fa il suo primo viaggio fino a Costantinopoli facendo perdere alla madre la speranza di farsi prete. Garibaldi seguiterà eseguirà infatti la carriera paterna diventando marinaio. All’età di diciott’anni Garibaldi per mare risalendo il Tevere arriverà a Roma e s’innamora di questa città della sua storia rendendosi conto che il Roma ha fatto la storia del mondo; vede anche una grande decadenza della gestione politica papale . Si rende conto della differenza fra quello che lui pensava dovesse essere la Chiesa legata allo spirito di Cristo e quello che la Chiesa rappresentava nel suo regno terreno a Roma; rimane profondamente deluso e quando ,durante uno dei suoi viaggi a Costantinopoli , viene avvicinato in una locanda da un fratello massone che lo invita a far parte della massoneria, Garibaldi accetta.

Quando torna Nizza si iscrive alla massoneria, ed entrerà ufficialmente a far parte della Giovane Italia. Garibaldi era fermamente convinto all’ideale a cui aveva aderito e smaniava di fare qualcosa per realizzarlo; e Garibaldi partecipa ai primi moti rivoluzionari a Genova . In conseguenza di questi eventi Garibaldi viene condannato a morte e il Mazzini consiglia Garibaldi di andare in sud America. Anche in Sudamerica cominciavano a svilupparsi idee rivoluzionarie visto che l’America Latina era in parte legata al mondo spagnolo e portoghese e pertanto il pensiero illuminista, tramite Napoleone, era arrivato anche lì. Garibaldi viene accolto dai suoi fratelli massoni e si rende conto che anche lì si sta sviluppando un pensiero di libertà e di indipendenza che ha già pervaso d’Europa. In Sudamerica Garibaldi partecipa alle lotte rivoluzionarie ed è durante questa sua attività che Garibaldi incontra Anita. L’incontro avviene in maniera del tutto casuale mentre Garibaldi sta entrando in porto guarda con il cannocchiale e vede casualmente Anita. Garibaldi sbarca e si dirige verso l’abitazione della donna ammirata; Anita era sposata da tre anni con un commerciante del luogo ma Garibaldi le dichiara il suo amore manifestando l’intenzione di portarla con se.Dopo due mesi Garibaldi e Anita fuggono e così inizia la loro storia d’amore. Anita viene descritta fin da piccola come una bambina molto vivace: si narra che all’età di 12 anni mentre andava a cavallo lungo un sentiero trovasse la strada sbarrata da un carro Anita scende e chiede al conducente perché il carro ingombrava la strada, ma il conducente sentendosi aggredire da una bambina piccola risponde in malo modo.Anita prende a frustate l’uomo e va incontro a piccoli guai giudiziari. Garibaldi partecipa ai moti indipendentisti dell’Uruguay dall’Argentina e crea in quell’area un esercito grazie alle sovvenzioni economiche di Mazzini formando la legione italiana.Quando ,nel 1849, Mazzini che fa parte del triunvirato democratico a Roma, chiede aiuto a Garibaldi,i francesi stanno assediando Roma per riportarvi il Papa.Anche Anita raggiunge Giuseppe a Roma , lei donna forte e combattente non vuole lasciare il marito e anche se sofferente di malaria lo segue;”

Anita è una donna generosa, che in battaglia è sempre stata vicino al suo uomo, donna innamorata e gelosa. Garibaldi è un bell’uomo le donne cadono ai suoi piedi e così lei gli impone di tagliarsi i capelli; pensa infatti che i capelli biondi e lunghi di Garibaldi che incorniciano un volto con occhi magnetici siano un’attrattiva per le altre donne. Ormai i francesi stanno conquistando Roma e Garibaldi fugge con Anita verso Venezia, Anita è sempre più malata; pensano di arrivare in Romagna a Cesenatico e lì imbarcarsi per arrivare a Venezia.

Anita sta male alla febbre alta ed è stato interessante di sei mesi; Garibaldi vuole che lei si fermi ma Anita non accetta la separazione. “Tu vuoi lasciarmi “questo era la frase con cui Anita chiudeva ogni discorso e faceva prevalere la sua volontà. Arrivano a Cesenatico si imbarcano ma il tragitto che percorro è brevissimo in quanto la flotta e l’esercito austriaco li stanno circondando.

Garibaldi si ferma Anita sta sempre più male e Garibaldi con lei in braccio attraverso la palude; siamo in agosto è caldo soffocante ed Anita ha una febbre altissima, chiede di continuo acqua ed un momento di ristoro. Si fermano al podere della Cavallina. La mattina successiva il viaggio continua a bordo di un calesse su cui viene trasportata Anita che affronta la sua ultima prova. Il sole è alto e i suoi raggi cocenti hanno reso arida quell’immensa landa che stanno attraversando. Dopo molta strada finalmente alle sette di sera giungono alla fattoria Guiccioli e lì Anita trova il suo ultimo riposo.

Così si esprime Giuseppe Garibaldi nelle sue memorie:” Voi non potete immaginarvi quali e quanti servigi mi abbia reso questa donna quale e quanta tenerezza essa nutra per me io ho verso di lei un immenso debito di riconoscenza e di amore…, appoggiando la mia donna nel letto mi sembrò di scoprire il suo volto l’espressione della morte, ne presi il polso ,più non lo aveva;avevo davanti a me la madre dei miei figli, che tanto amavo “.

Garibaldi in ginocchio accanto al letto piangeva tenendo fra le sue una mano di Anita…non è morta vi dico è impossibile.

Erano le 19,45 del 4 agosto 1849: una leggenda dice che nell’ora della morte di Anita mentre la notte stava calando una gigantesca fiammata solcò il cielo sopra le valli di Comacchio verso le mandriole. In quel momento un’assordante silenzio si impadromì del paesaggio formato da acqua e cielo, quella sera anche gli animali rimasero in silenzio dentro le loro tane avendo percepito che qualcosa di drammatico d’eroico aveva attraversato i canali della palude.

Garibaldi non si stancava mai di coprire di baci il volto marmoreo della sua amata poi passò preoccuparsi che le venisse data un’onorata sepoltura percuotendosi con una mano alla fronte ripetendo :Oh cosa ho perduto.

Garibaldi era distrutto dal dolore il suo cuore non trovava pace . Garibaldi chiuse le palpebre d’Anita le baciò e le tolse dal dito un anellino d’oro. Sebbene fosse l’unico oggetto che le rimaneva di lei donò al fattore per averli ospitati. In quel momento Garibaldi fece una promessa: io perdonerò agli italiani la morte di Anita quando lo straniero potrà più passeggiare sulla terra che raccoglie le ossa di lei.

Poi proseguì la fuga dal suo feroce inseguitore.

Insieme ad Anita Garibaldi ha vissuto dentro di sé l’avventura della liberazione : dopo non avrà più Anita che lo stimola e che vive con lui ogni fase del suo percorso .

Esiste una copia dell’autopsia di Anita effettuata dal comando asburgico: trovato nella fattoria un corpo nudo di donna solo parzialmente ricoperto di terra con un braccio scoperto dilaniato dai morsi dei cani.Questo corpo di donna di 35 anni circa, alta 1 m e 65, in stato di putrefazione, e questa donna presentava i segni di strangolamento .Anita prima di morire era completamente vestita ed aveva una mantellina rossa. Il brigante Pelloni , l’anno successivo alla morte di Anita, fa visita alla fattoria dove era morta Anita per farsi consegnare il tesoro di Garibaldi sicuro che sotto le vesti di Anita ci fosse stato nascosto l’oro che Garibaldi aveva portato con se nella fuga verso Venezia.

Ci poniamo quindi la domanda , cosa sia successo al corpo di Anita, e se Garibaldi aveva veramente dell’oro durante la sua fuga,e se la donna nuda ritrovata fosse realmente il cadavere di Anita, e se lo era perché non indossava più i suoi abiti?

Anita riposa ora sul Granicolo, simbolo per l’Italia repubblicana di speranza nell’ideale in cui credeva e di amore verso Giuseppe Garibaldi.

Anita Norcini Tosi

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