Sono esterrefatto

Il Profeta: “e’ che di tempo ne abbiamo tutti poco per evitare la definitiva disgregazione di una società…….”(P. Nenni. anno che va, anno che viene 1 gennaio 1980)

di Giampaolo Mercanzin | 14 febbraio 2017

Sono uno dei partecipanti, in quel di Bologna, del 4 febbraio scorso.
Non è facile alla mia età essere presi dall’entusiasmo. Soprattutto perché nella mia lunga e mai smessa militanza, manifestazioni e riunioni importanti ne ho frequentate a iosa.
Ero quindi “convintamente convinto” che lo stimolo di quell’incontro, divulgato in ogni dove, meno che sui media, dove noi non abbiamo accesso se non come supporto a iniziativa altrui, avesse avuto un’ampia eco ed una risposta adeguata.
La portata della manifestazione era ESALTARE quello che in meno di due mesi aveva resettato l’Italia: la respinta di un “colpo di Stato” morbido, ma progressivo e la bocciatura della nuova e prevaricante legge elettorale per la Camera, che confidava nella modifica costituzionale dove il Senato non avrebbe avuto più valore.
Invece signori, dopo i complimenti, tutto tace.
Tacerà per voi, per noi che non abbiamo peli sulla lingua no, non ne abbiamo!
Povero Besostri e valorosi altri avvocati dei quali spero di avere i nominativi, che, NON CI CREDERETE, non hanno preteso neanche il rimborso spese, che molti di noi avrebbero sostenuto: tanto ci credevano.
Mi domando cos’hanno da perdere i TROMBONI che sui “social” impazzano e che si dicono favorevoli – chi più e chi meno – ad una società socialista o perlomeno permeata di socialismo, per ignorare e non sostenere una battaglia di questa portata. Gli mancano forse i quattro punti di scala mobile del decreto si S. Valentino? Ovvero scoprire il sesso degli angeli, mentre Costantinopoli va a fuoco?
Chi mai potrà credergli quando stimoleranno il voto al chicchessia del momento?
Lo capiscono tutte le normali persone che il loro dilettarsi ad essere i più bravi, serve solo ad ingrassare l’ingordigia del “Re di Prussia” dal quale – è umano ma non comprensibile – sperano, come Nencini, Del Bue ed accoliti, di ottenere qualche frammento di prebenda.
Ignavi, ma cosa pensavate, che noi smetteremo la nostra battaglia? Che seguiremo le vostre scaramucce sul come essere funzionali al potere, del tipo Pisapia si o no; Renzi si o no, elezioni si o no, ma di un paese a rotoli, dove l’ordine pubblico, la giustizia, l’economia, la scuola, i diritti umani, addirittura la Protezione Civile, sono in balia di se stessi?
Non mi addentro a parlare del Reuccio di Firenze, che esula dalle mie riflessioni, ma che tanta colpa ha negli ultimi accadimenti.
Allo stesso modo sia chiaro che io mi rivolgo SOLO ai socialisti o a quanti si definiscono socialisti, che sono i soli che mi interessani.
I fideisti ed i dogmatici non fanno parte dei miei interessi. Da sempre sono stati irrecuperabili. Pur di non essere socialisti hanno preferito diventare cattocomunisti senza alcun ideale da difendere e propagare.
Allora intrattenitori dei “social” ed altro, avete capito. Lo cogliete questo URLO di speranza? Le porte di questo potenziale grande movimento sono sempre aperte. Non venite a chiedere: venita a DARE!
O preferite tornare alle vostre “superbe ruine”?
Giampaolo Mercanzin

Giampaolo Mercanzin è laureato in Scienze politiche amministrative presso l'Università di Padova. Ha conseguito esperienze in aziende private, anche di grandi dimensioni ed è stato Direttore dell'Ente per il diritto allo studio di Padova, ex Opera Universitaria. Impegnato politicamente negli anni 70/80 come amministratore di aziende pubbliche e negli Enti locali, dove è stato vicepresidente della Provincia di Padova nel periodo 1985/90. Politicamente è stato un attivista del PSI, del quale è stato l'ultimo segretario provinciale negli anni 1992/93.

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