Sognare una “ONU” che governi il mondo

Se il nostro Pianeta avesse un governo sòvranazionale, con una forza di intervento persuasiva capace di bloccare sul nascere ogni focolaio di guerra, sulla Terra non avremmo più conflitti.

di Roberto Fronzuti | 5 novembre 2018

Una colonna umana di uomini, donne e bambini, è partita dall’Honduras e sta marciando lungo il Centro America. Il primo obiettivo e la frontiera del Messico, per poi attraversarla ed entrare negli Stati Uniti. Ad oggi, la stima del numero di persone riunite in un interminabile corteo è di 7 mila, ma nell’attraversata altri sventurati si uniscono al gruppo.

È prevedibile che all’arrivo al confine i profughi possano essere molti di più.

Mentre i nostri mezzi di comunicazione ci ossessionano per la questione fra governo e la Commissione europea per i vincoli di bilancio, la tragedia umanitaria che si sta consumando in Centro America, non sta avendo l’attenzione dovuta.

L’Italia vive quotidianamente il problema dell’immigrazione: tutti noi dovremmo non fare fatica a comprendere la tragedia che si sta consumando dall’altra parte del modo.

A causa del cambiamento climatico, della globalizzazione e di altri fenomeni che hanno impoverito vaste zone del continente africano e asiatico, intere popolazioni fuggono dalla fame e dalla sete alla  ricerca  della sopravvivenza.

Sul nostro Pianeta ci sono cose che sfuggono all’umana comprensione, sulle quali tutti noi dovremmo interrogarci. Come mai l’Europa, gli Usa, l’Australia, il Canada non promuovono dei piani di aiuto a favore delle nazioni più povere?

Perché non si riesce a mettere fine alla quarantennale guerra afgana, fra talebani e governo ufficiale?

Lo stesso dicasi per il conflitto in atto in Somalia e in altri 70 Paesi.

Di fronte a queste annose questioni, viene spontaneo pensare alla esigenza di un governo sòvranazionale. L’Onu, potrebbe svolgere il ruolo di Governo del mondo, dopo una radicale riforma. Attualmente l’Onu ancor oggi si regge sugli accordi scaturiti fra le nazioni che hanno vinto l’ultima guerra (Francia, Inghilterra, Russia e Usa), che hanno singolarmente capacità di veto, sulle decisioni votate dall’assemblea, costituita da 198 Paesi. È assurdo,  anacronistico e antidemocratico che il governo francese da solo possa bloccare le decisioni dell’assemblea generale dell’Onu.

Se il nostro Pianeta avesse un governo sòvranazionale, con una forza di intervento persuasiva capace di bloccare sul nascere ogni focolaio di guerra, sulla Terra non avremmo più conflitti.

Basterebbe che le nazioni aderenti conferissero all’Onu meno del 10% delle proprie forze armate. Per avere un esercito pari a quello degli Usa di 1milone100mila uomini.

Basterebbe conferire all’Onu una piccola parte della ricchezza dei 198 aderenti alla grande assemblea del Palazzo di Vetro, per fare in modo che più nessun essere umano debba lasciare il proprio per mancanza di cibo e acqua, Certamente, il mio è un sogno. E vorrei che tutti noi fossimo un po’ sognatori, per cambiare un mondo disumano, che tutti i giorni condanna migliaia di persone a morire di fame e sete.

 

Roberto Fronzuti

 

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”. Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1 gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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