Si è giocata una sporca partita per la presidenza degli Affari Costituzionali al Senato

Per qualcuno l ‘ ordine dei lavori era ” daje al PD “, per altri mere logiche di bottega e di sopravvivenza.

di Roberto Caputo | 9 aprile 2017

Si doveva semplicemente nominare il nuovo presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato , in sostituzione di Anna Finocchiaro promossa a Ministro. Il posto era di spettanza del PD , che indicava il senatore Pagliari. La votazione appariva come una di routine. Senza particolare suspence. Ma in politica quello che appare spesso non è. Soprattutto nella vicinanza di elezioni politiche. Infatti il risultato è stato quello di una vera e propria imboscata ed il candidato piddino bocciato. Al suo posto viene eletto l ‘ alfaniano Torrisi. Sul suo nome si sono convogliati i voti di tutta l ‘ opposizione e di almeno sei ” franchi tiratori “. Niente altro che il cosiddetto fuoco amico. Al gioco ha partecipato anche Grillo. Forse pensando ad un blasfemo matrimonio con Salvini nel dopo elezioni , perchè i sondaggi oggi non danno nessuna forza politica in grado di governare da sola. I senatori a sinistra del PD non vedevano l ‘ ora di impartire una lezioncina a Renzi. Hanno colto la ghiotta occasione. Forza Italia ha pensato bene di mettere in difficoltà Alfano. Il ministro degli Esteri è andato in totale panico, sia per la reazione rabbiosa del PD , ma anche per il terrore di andare subito al voto anticipato ,mentre il suo nuovo partito stenta a decollare ed a raggiungere la soglia salvezza del 3%. Il PD ferito ha sparigliato, facendo addirittura intravedere la possibilità dell’ apertura di una crisi al buio, che avrebbe avuto come conseguenza elezioni a giugno o a ottobre. Poi l ‘ intervento del Presidente della Repubblica ha fermato le bocce impazzite e ha riportato la tranquillità al governo Gentiloni. Non si sa fino a quando. Non interessava a nessuno la presidenza della commissione Affari Istituzionali. Si è giocata intorno a questa presidenza una sporca partita. Per qualcuno l ‘ ordine dei lavori era ” daje al PD “, per altri mere logiche di bottega e di sopravvivenza. Brutto spettacolo per la politica italiana. Altri voti regalati a Grillo.

 

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

Un commento

  1. Dario Allamano

    Che non intereressasse a nessuno non credo, almeno Renzi era interessato, gli serviva un passacarte

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