Se la montagna non va a Maometto ……

Nel Governo, ci sono più ‘tecnici’ che nei precedenti, notano stupiti i nostri solerti informatori, omettendo però di evidenziarne la necessità per provare a compensare, l’improvvisazione e la carenza di esperienze.

di Mimmo Merlo | 11 giugno 2018

Domenica 27 maggio, il presidente incaricato professor Conte, a mo’ di Pio VII con le richieste di Napoleone, manifestava al Presidente della Repubblica, ‘senza Savona, non debemus, non possumus, non volumus’, un plurale poco maiestatis, ma espressivo dei voleri della compagnia ‘ giggino & matteo’.
‘Siamo alla scemocrazia’, sbottò sprezzante Vittorio Feltri, in cerca di riscatto dopo essersi distratto in campagna elettorale, e tra i soci del contratto, s’insinua però la preoccupazione che andare a votare con i braccioli e le infradito sarebbe stato più dirompente per il ‘popolo’ del nord in vacanza, che non per i ‘diseredati’ del Sud, che la vacanza ce l’hanno fuori dall’uscio.
Ma imprenditori e risparmiatori del Nord, perplessi per quel trapelato e oscuro piano B del professor Savona, premono sul buon Matteo, che in fondo, è sicuramente più facile mettersi d’accordo su un programma impossibile, che realizzare l’impossibile convergenza su una legge elettorale che accontenti tutti in Parlamento.
Nel frattempo, gli impulsivi ‘giggino’ e l’iscariota, ‘dibba’, questi con tanto di visto in mano per lui e famigliola per volare nell’East Cost, per riferirci ciò che là accade anche se la rete ci tiene aggiornati in tempo reale, chiamavano il ‘popolo’ alla piazza per invocare l’impeachment nei confronti del Presidente della Repubblica, reo di alto tradimento, nei confronti della minoranza degli italiani.
Come spesso accade, la notte porta consigli e consiglieri, per qualcuno anche le intercessioni di Padre Pio e San Gennaro, sono escluse quelle di Sant’Ambrogio da Trevi, e ricorrendo ad una divagazione storica (sic), ‘giggino & matteo’ si convincono che, ‘Parigi val bene una messa’. In fondo, l’ugonotto Enrico di Navarra, pur di diventare Re di Francia, cambiò religione, convertendosi al cattolicesimo.
E del professor Savona, massima espressione vivente del protestantesimo anti Euro e Unione Europea, Europa, che si fa? In fondo siamo o non siamo quelli che fanno quello che dicono e dicono quello che fanno?.
Niente paura, anche se si ha in ubbia i seguaci della Sunna, si ricorre al sempre verde: ‘se Maometto non va alla montagna sarà la montagna ad andare da Lui ’ , poco importa se la montagna è cambiata, l’importante, è che appartenga alla stessa catena.
Lega e 5 Stelle sono nati, in stagioni diverse, entrambi con l’intento di essere i coerenti rappresentanti del popolo dalla ‘schiena dritta’ e quindi, i portatori sani di principi da ’upright carachter’; però ‘giggino & matteo ‘ e seguaci, decidono di non disdegnarsi nell’abbandonare le sacre intenzioni, per trasformarsi in ‘Mo Vi Mento’; ciò che conta è il fine e non certo il mezzo. Francis Bacon, metteva in guardia contro la sfrontatezza ‘Maometto fece credere alla gente che avrebbe fatto venire a sé una montagna, e dalla cima avrebbe offerto le sue preghiere ai fedeli’ ma non essendoci riuscito, si spostò Lui su di un’altra. ‘Gli sfrontati, strada facendo, si ripeteranno sempre e dopo aver promesso grandi cose, riusciranno comunque a infischiarsene, e andare avanti come se niente fosse, ricercando ogni volta, a mo’ di l’alibi, il colpevole di turno.
A far da corifei, una cospicua platea d’informatori, quelli che amano semplificare, costruendo scenari: da interviste, da twit and hashtags, e alimentare show multi mediatici, dove le idee sono messe al bando, quello che conta è solo la capacità contributiva allo show, ed al suo propellente, la pubblicità. Dovremo quindi abituarci ad essere edotti, tramite ‘gossip e selfie’ , speriamo non solo, della solita compagnia di giro.
Dopo 89 giorni è nato il nuovo Governo, a volerlo, oltre al saggio Mattarella, non è stato il ‘popolo’, ma le élites, a cominciare dai mercati, che nell’occasione hanno dato l’impressione ‘di avere a cuore non solo i loro interessi’, ma anche quelli dei risparmiatori italiani; sarà vero e quanto potrà durare?
Nel Governo, ci sono più ‘tecnici’ che nei precedenti, notano stupiti i nostri solerti informatori, omettendo però di evidenziarne la necessità per provare a compensare, l’improvvisazione e la carenza di esperienze, sia pubbliche che private, di gran parte della squadra. Il ‘contratto per l’Eldorado’, promette cioccolatini esentasse (flat tax) con remissione dei peccati (condono per contenziosi & evasioni’, del dovuto fiscale) per il Nord, ma anche pizza e coca e tarallucci a domicilio, fintantoché non si lavori per il Sud. Promesse che hanno diverse esigenze di bilancio e la cui eventuale conciliazione, non potrà che essere oggetto di studio per le principali ‘economic school’ del pianeta.
Vi è molto scetticismo sulla possibilità di durata di queste contraddizioni di fondo, e il rischio della precarietà dei compromessi: qualche mese o la prossima primavera con le elezioni europee?
Prevederne la durata non è facile, il più forte deterrente all’instabilità lo da il vincolo di mandato, non certo l’incostituzionale diktat della Casaleggio S.r.l, bensì il montante delle retribuzioni più rimborso spese, per i 5 anni di permanenza in Parlamento. Si assisterà a qualche scaramuccia, ma prima che si possa trascendere, sarà la ragion di stato del portafoglio, a spingere al compromesso, soprattutto per quelli che sono all’ultimo giro: la rivoluzione è così servita.
E’ un Governo che nasce senza opposizione, frammentata in Parlamento e poco consistente nelle piazze, per ostacolare scelte insane e penalizzanti per le generazioni future, si deve confidare nella ‘saggezza’, della UE e delle istituzioni transnazionali. La credibilità percepita, della classe dirigente che ha governato in precedenza è, a torto o a ragione, ai minimi termini, e se il 2 Giugno, per Di Maio e Salvini è stato il primo vero giorno di lavoro della loro vita, è anche vero che Renzi, e non solo, il primo giorno da oppositore.
Si preannuncia così, una lunga e difficile stagione di opposizione, serviranno più che mai le raccomandazioni del saggio Samuel Jhonson: ‘non c’è nulla di nobile nel sentirsi superiori ad altri, ma la vera nobiltà sta nell’essere superiori a ciò che si era fino a ieri’, solo così, il riformismo anti populista può pensare di risorgere.

Mimmo Merlo    (lavocemetropolitana.it)

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