Se a Levico parli toscano

di Fabrizio Binacchi | 9 settembre 2018

Capita che passeggiando tra gli alberi secolari del Parco pubblico di Levico Teme, provincia di Trento,  sotto l’imponente costruzione del Grand Hotel Imperiale, dove alloggiarono cugine e parenti della principessa Sissi, si senta parlar toscano. E, ad orecchio un poco più sensibile,  anche fiorentino.

Fascino del richiamo delle terme e delle pendici delle Alpi che non sono ancora così dure e impervie come più a nord, fascino di una vallata che propone passeggiate dolci e piccoli paesi in riva al lago, chiese e negozi tipici ma anche una forma di cordialità degli abitanti che a tratti ti sembra persino eccessiva.

Se qui ci sono tanti toscani e fiorentini vuole dire che si sta bene dice sottovoce una signora che sta pulendo l’ingresso di uno dei tanti B&B che sono nati negli ultimi anni. Moderne facciate colorate con balconi fioriti che si alternano a storiche e antiche dimore tutta pietra e calce con finestre più piccole e tetti spioventi, le tipiche case dei contadini e degli allevatori di montagna.

Il toscano come termometro della gradevolezza di un luogo di villeggiatura, si direbbe. E qui -pur con un campionamento empirico-  diresti che la destinazione funziona. In due ore di passeggiata ecco contati sette gruppi di diversa natura e composizione dagli amici alla famigliola con classiche calzature da montagna, bastone e giubbini come se si fosse al Passo Pordoi o sul Sella a più di duemila metri ed invece siamo attorno ai 500. Ma è la sensazione che vale.

La terra di Levico, Vattaro e Pergine Valsugana con l’Altopiano della Virgolana è terra preferita anche dai mantovani perché è una altitudine gradevole  e accettabile perché possono unire passeggio e tintarella in riva al lago di Levico o a quello più grande di Caldonazzo ma anche perché in fondo è la montagna più vicina a Mantova: 120 chilometri, traffico brennerense permettendo in un’ora e una quarto ci arrivi, da quando c’è l’uscita di Trento Sud ti bastano 15 chilometri di curve non così insidiose per arrivare a destinazione.

E poi quando sei tra Caldonazzo e Levico scopri che le vallate sono ampie, che l’altopiano ti consente di godere del sole e della luce che in altre vallate più ristrette non è garantito. Poi c’è quella parolina magica che mette alle località una marcia in più: terme. Levico Terme ha un turismo di acque e trattamenti benessere di lunga durata, lo stesso Grand Hotel Imperiale costruito proprio nel 1900 è associato al turismo dei nobili e ricchi commercianti europei ma anche alla sua offerta di bagni e cure per il corpo e la mente in mezzo al verde.

I turisti tedeschi ovviamente non mancano e sfruttano anche l’ambiente monumentale per rivivere sensazioni del passato: due coppie sono arrivate con due storiche Mercedes scoperte e hanno posteggiato sotto le imponenti colonne dell’ingresso imperiale per fare lo scarico bagagli ma anche per scattare le fotografie ricordo. Con calma.

Con grande pazienza gli altri turisti in transito, anche i fiorentini, hanno dirottato borse e trolley a sfioramento auto per consentire l’amena operazione di imperiale souvenir.  In fondo alle terme si può.

 

Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*