Come scoprire i luoghi dell’anima

Così tanti in Toscana.  Provate, per esempio,  ad aprire piano gli occhi nella piazza di Montespertoli e sentirete il profumo del Chianti.  Riconoscere il posto con il cuore.

di Fabrizio Binacchi | 14 maggio 2017

San Benedetto Po nel Mantovano oppure Montespertoli nel Chianti?  Pietraperzia in Sicilia, provincia di Enna, o Ceresole Reale in Piemonte? Cosa sono? Luoghi dell’anima. Come tanti altri in questo straordinario pezzo di mondo che si chiama Italia ma un po’ più speciali. Fuori ma soprattutto dentro.

 

Luoghi dell’anima perché quando ci arrivi, o quando soltanto li pensi, ti batte il cuore. E ti senti a casa o semplicemente più contento. Luoghi veri e dell’immaginario come  la Vigata di Montalbano o Ravello, Costiera Amalfitana, per tanti scrittori e poeti e pure per un mito della sociologia che è Domenico De Masi.

 

Tutti noi abbiamo un paese del cuore, un posto dell’anima, e il bello è che possono essere due o dieci e non si fanno concorrenza perché si armonizzano dentro e armonizzano noi.

 

E il bello è che non per forza debbono avere scorci eccezionali, monumenti straordinari o tele e quadri di autori importantissimi ma basta una rocca, una pietra un’ombra su un prato, un dolce colle, uno spicchio di cielo e tutto ci diventa intimo e globale, intenso e vaporoso, commovente e dilatato.

 

Sguardi magici del luogo e della mente. Dobbiamo imparare a scoprire i luoghi dell’anima per scoprirci il cuore che abbiamo a portata di mano. Sono luoghi dell’anima perché anche il luogo più apparentemente banale o scontato ha un’anima.

 

Una cascina abbandonata, un rudere di una chiesa, un duomo imponente, un prato verde e una terra zollata tutta nera, un canale di acque verdastre o azzurrissime e una roccia dietro un campanile sono emblemi di luoghi del cuore. Facile e naturale avere luoghi dell’anima come Vieste o Livigno, Maiori o Pinzolo, San Vito lo Capo o il passo Pordoi, più bello trovare luoghi del cuore meno famosi. Provate ad andare a San Benedetto Po con l’anima che cerca il cuore e vedrete la piazza, la facciata della basilica, l’argine sul Po  con occhi diversi.

Alzate improvvisamente gli occhi da quell’orizzonte medio basso a cui ci siamo abituati -tipo un metro e quaranta- e buttiamo lo sguardo a un due metri e mezzo e vedremo altro, non solo capitelli e guglie ma anche atmosfere e colori nuovi.

 

Un bell’esercizio da fare in vista dei viaggi e delle vacanze dell’estate. Provate a socchiudere gli occhi in piazza a Montespertoli e ad aprirli piano piano sulla facciata colorata dei due orologi. Sentirete pure il sapore dell’olio e del vino, sapore del Chianti.

 

Non accontentiamoci dell’immagine conosciuta, stereotipata, standard  ma entriamo con passione nella magia del borgo sopratutto quello meno noto, meno famoso, meno pubblicizzato,  tutto da scoprire, tutto da esplorare.

 

Il luogo dell’anima è il borgo anche conosciuto ma intimamente inesplorato, anche dietro casa tua, anche oltre l’argine, anche dietro la curva. A proposito, quante meraviglie improvvise puoi trovare dietro un curva!  Ci facevo un programma di un qualche successo un po’ di anni fa.

 

Dalle Marche alla Calabria, dall’Alto Adige alla Venezia Giulia, ci sono luoghi dietro la curva che aspettano solo di farsi scoprire. Prometto: dopo San Benedetto e Pietraperzia, dopo Montespertoli e Ceresole Reale  prossimamente vi proporrò altre cartoline. Così, giusto per provare o per sognare.

 

Fabrizio Binacchi

 

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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