Scaramucci you are fired !!!

di Oscar Bartoli | 2 agosto 2017

Anthony Scaranucci e’ stato scaricato velocemente da Donald Trump che aveva promesso al nuovo chief of staff, generale John Kelly di eliminare il rissoso direttore della comunicazione.

Una comunicazione in verita’ che si era da subito rivelata un fiume di improperi e parolacce da infima caserma.

L’arrivo di Scaramucci aveva costretto alle dimissioni Sean Spicer, tormentato, portavoce di Trump, e poi, dopo una raffica di ingiurie (le piu’ leggere delle quali erano “schizofrenico” e “paranoico”)  Reince Priebus, capo di gabinetto.

Un giornale scandalistico pubblica che anche l’ultima moglie di Scaramucci, all’ottavo mese di gravidanza, ha deciso di mollare il marito accusato  di stare piu’ con Trump che con lei. Forse dopo la fuoriuscita dalla White House si ricredera’.

A sua volta Reince Priebus era stato mandato a casa da Trump dopo il naufragio della legge elettorale repubblicana che avrebbe dovuto cancellare lo Obamacare.

Un disastro annunciato in senato per il voto contrario di due senatrici e quello determinante di John McCain che, nonostante il cancro al cervello del quale era stato operato dieci giorni prima, ha voluto ugualmente partecipare all’importante seduta nella Camera Alta del Campidoglio.

L’uscita a calci in culo di Scaramucci sta a indicare che il generale quattro stelle John Kelly, prima di accettare il pressante invito del presidente per l’incarico di capo di gabinetto, ha voluto chiarire con l’eccentrico Donald che dopo di lui chi comanda nella Casa Bianca e’ il chief of staff.

Al momento dunque nel gabinetto di Trump vi sono due personaggi, il generale John Kellly e il ministro della difesa Mattiis apprezzati per iil loro passato di marines e per il grande equilibrio.

Staremo a vedere quanto potranno durare.

Da giorni si parla delle probabili dimissioni del ministro della giustizia Sessions, accusato da Trump di non averlo difeso abbastanza nelll’inchiesta generata dal confermato imbroglio cibernetico scatenato dai russi durante la campagna elettorale presidenziale americana.

Ma il senatore Sessions non ha alcuna intenzione di presentare le dimissioni. Se Trump lo vuole fuori dell’amministrazione deve licenziarlo pubblicamente.

E Trump sa che ci sarebbero conseguenze dirette e indirette.

Oscar Bartoli

Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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