Sberleffo alla puzza sotto il naso

di Nicola Cariglia | 25 febbraio 2013

La soluzione, l’unica possibile, è un governo di coalizione tra PD e PDL. Non sarebbe un governo di “larghe intese” come si sono affrettati a dire alcuni commentatori. Assieme, i partiti di Bersani e Berlusconi hanno circa il 50%, cioè la metà dei voti.

Berlusconi_BersaniGli italiani non sopportano più la gente con la puzza sotto il naso, a maggior ragione se si tratta di politici che si presentano con il birignao a chiedere il loro voto e ad insegnare loro come va il mondo.

I risultati del voto dicono questo e tante altre cose.

C’era stato un incredibile spiegamento di forze per orientare gli elettori verso una soluzione di governo che vedesse l’alleanza fra Bersani e Monti. Le quotidiane santificazioni del presidente del consiglio, che avrebbero dovuto spingerlo verso il 20% dei consensi; il risalto ad ogni grugnito di Beppe Grillo per attestarlo al 10% dei consensi in modo da rendere indispensabili i voti del “grande centro” (sic!) di Monti, Casini e Fini.

Gli stregoni, come capita, hanno fatto fiasco e la loro pozione (francamente esagerata) ha favorito la resurrezione di Berlusconi.

Ma non solo gli stregoni di casa nostra. Forse più determinanti sono stati gli stregoni residenti a Bruxelles, Berlino e Parigi con le loro continue interferenze. La campagna del leader del centrodestra contro la politica della signora Merkel e di presa di distanze dall’Europa ne ha tratto credibilità e giovamento.

Anche il successo clamoroso, oltre le previsioni, del movimento Cinque Stelle è uno sberleffo, ancora più esplicito all’establishment politico, finanziario ed economico di Italia. Credeva di poter manipolare a piacimento gli elettori e non ha risparmiato mezzi: nemmeno sondaggi compiacenti diffusi a profusione. La gente ha risposto con il voto. Un voto che significa: in Italia decidono gli Italiani e lo fanno con la propria testa.

Tutto ciò non cancella le difficoltà economiche e politiche. L’Italia sembra ingovernabile. Ma la forza della democrazia è la sua capacità di autorigenerarsi e trovare vie d’uscita quando sembrano mancare le soluzioni.

Tocca a PD e PDL dare prova di senso di responsabilità. La soluzione, l’unica possibile, è un governo di coalizione tra questi due partiti. Non sarebbe un governo di “larghe intese” come si sono affrettati a dire alcuni commentatori. Assieme, i partiti di Bersani e Berlusconi hanno circa il 50%, cioè la metà dei voti. Avete capito bene: questa è la cifra senza Lega, da un lato, e SEL, dall’altro, che potrebbero opporsi a questa soluzione.

E’ comprensibile. Ma è in questi momenti che deve dimostrare senso dello Stato  chi aspira a governare.

Questo governo dovrebbe avere data limitata a un anno. Il tempo necessario per due riforme: una nuova legge elettorale e il dimezzamento dei deputati e dei senatori. A mio parere anche l’abolizione delle province.

Pur rappresentando solo la metà degli elettori, Berlusconi e Bersani hanno, per effetto del “porcellum”, una maggioranza larga, sufficiente ad affrontare anche una limitatissima modifica alla Costituzione, indispensabile per mettere mano a Camere e province.

Solo se avranno questo coraggio, PD e PDL si renderanno utili all’Italia e daranno la spinta ad una nuova ripartenza con nuovi protagonisti. Renzi per il PD e Alfano, o chi per lui, per il PDL.

Andare subito a nuove elezioni non sarebbe delittuoso. Ma dubitiamo che possano assicurare la tanto agognata governabilità.

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

8 commenti

  1. Tutto condiviso. Ma io sono fermo ancora alla partenza. Il presidente Napolitano apre le consultazioni. Deve trovare, subito, qualcuno che gli indichi Bersani come uomo cui affidare l’incarico. Fin quì ci siamo: lo faranno i capigruppo alla Camera e al Senato di PD e SEL. Poi bisognerebbe che qualcun altro dicesse a Napolitano che è disposto ad appoggiare Bersani. E dovrebbero essere o i capigruppo del PDL o quelli di Cinque Stelle. Altrimenti Napolitano conferirebbe l’incarico ad un presidente del consiglio che parte senza maggioranza. Ecco, io mi fermo quì. Grillo ha già detto che Bersani “è un morto che cammina”. Auguri!

  2. Adalberto Scarlino

    Bersani dovrebbe cominciare a fare proposte: non più lasciarsi imporre temi e proposte di discussione dagli altri, ma lasciare agli altri – grillini e berlusconiani – la responsabilità – e la difficoltà – di rifiutare. Primo provvedimento del nuovo governo, la riforma elettorale! Dica , Bersani, il suo progetto preciso
    ( proporzionale con sbarramenti e premi ridotti al minimo…magari ! ) e dica che propone un governo che chiederà la fiducia su quello.
    Voglio sognare! Dica, Bersani, che il nuovo governo fermerà il progetto-delitto dell’alta velocità ( quello fiorentino, per cominciare ) per sostituirlo con il progetto ambientalmente compatibile dell’alta velocità in superficie; e su questo sfidi grillini e berlusconiani.
    Da un’altra parte, il presidente della Repubblica! Proponga, Bersani, un candidato di rinnovamento; chiarisca subito che non candiderà nè Marini, nè Prodi, nè Amato ( quel “socialista” che “non vede quale sia il problema” nel suo intascare tre stipendi tre, cui seguiranno pensioni tre ); non aspetti che Berlusconi faccia lui , abilmente,una candidatura.
    Da un’altra parte ancora, i vitalizi ! Dicano,i presidenti delle regioni PD, che entro due-tre mesi aboliranno questi inammissibili privilegi. E lo facciano, sfidando gli altri a seguirli.
    Tra i ( pochi ) motivi di ( piccola ) soddisfazione che i risultati elettorali hanno concesso, ce ne sono tre. Ingroia e Di Pietro non saranno in Parlamento. Il bipolarismo è finito, mi pare. Quelli come me che alla fine hanno votato Bersani ( e anche Vendola ) hanno contribuito allo zero virgola quattro per cento che ha dato , alla Camera, la precedenza al Pd di Bersani -NONOSTANTE I DEMERITI – anzichè a Berlusconi, a quest’ultimo Berlusconi
    Che non vorrei – non vorremmo – rivedere al governo. Se fosse possibile, neanche nei paraggi.

  3. Chiedo scusa, Adalberto. Ma io so ragionare solo un tanto al chilo, più sottilmente no. Il problema è il nome di questo abborracciato e temporaneo governo o sono i soci? O le due tre cose da fare, o la durata? Io non riesco a vedere la differenza con quanto propone Angelo. O voi dite che Bersani lo deve fare con Grillo? In tal caso voi sareste sadici. Io, più buono, lo sconsiglierei.
    Nicola Cariglia

  4. Adalberto Scarlino

    Caro direttore, questa volta non sono d’accordo. Mi rendo conto che il fatto non è grave e che riuscirai a prendere sonno anche stasera; ma un governo di coalizione PD-Berlusconi mi sembra una proposta indecente. Meglio, allora, il governo “di scopo” suggerito da A. Giubileo. Non ti pare ?

  5. Maria Rita Monaco

    E visto che ci siamo oltre alla riforma elettorale non necessaria ma INDISPENSABILE, togliamo anche i rimborsi elettorali per dire ai cittadini, che avevano votato e vinto un referendum per abolire il finanziamento, che stavolta c’è voglia di ascoltarli veremante. Poi legato a questo la riduzione del numero dei parlamentari e se volessimo farci un pensierino abolizione dei privilegi per gli ex (scorte, auto blu e compagnia danzante) e se proprio ce la facessimo abolizione anche delle regioni che servono solo a gravare sulle tasche dei cittidini pagatori.

  6. Come sempre si fa i conti senza l’oste, e già si è vista l’aria: Bersani offre una apertura a M5S e il Ducetto gli risponde che forse si può vedere caso per caso (dimostrando di ignorare le regole della democrazia parlamentare, che sono diverse da quelle della democrazia siciliana…).
    Il PD è prigioniero di una mentalità da cui non sa uscire.

  7. Caro Angelo,

    ho scritto che ” Questo governo dovrebbe avere data limitata a un anno. ” Oltre alla legge elettorale ritengo necessaria la modifica del parlamento (numero dei parlamentari, meglio se creazione della Camera delle Regioni al posto del bicameralismo ingessante attuale) e possibilmente abolizione delle province. In cambio di queste tre cose qualche mese in più si può sopportare. Modificare solo la legge elettorale non basta. I problemi non sono mai legati esclusivamente al sistema elettorale.

  8. Angelo Giubileo

    Caro Nicola, credo che il quadro parlamentare emerso rifletta lo stato di crisi del paese conseguente ad una fase di declino iniziata da più di un decennio e di cui portano il peso della responsabilità sostanziale, fosse anche pro-quota, sia il Pdl che il Pd. Pertanto, non condivido l’ipotesi di un governo di “responsabilità” Pd-Pdl, opterei invece per un governo di “scopo”: elezione del Capo dello Stato, peraltro non rinviabile, e modifica della legge elettorale, fosse anche a maggioranza semplice, con chi ci sta, ma al punto in cui siamo senz’altro una legge con lo scopo di garantire una governabilità a prescindere. Una legge per la governabilità e non per una maggioranza, che nei fatti non c’è. Tempo tre-quattro mesi e poi di corsa al voto. Dalla crisi si deve uscire tutti insieme e men che mai affidandoci ancora una volta a chi per venti anni ha continuato a menare il can per l’aia lucrando sul futuro del paese …

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*