Sala sbrocca, ma riempie il vuoto della sinistra

Sala non solo si è guadagnato il ruolo di leader del centrosinistra, ma riesce ad usare lo stesso linguaggio che arriva dritto a un elettorato stanco di una sinistra bolsa.

di Roberto Caputo | 12 Novembre 2018

“… Non rompete le palle”. L’ultima uscita del sindaco Beppe Sala in risposta a Di Maio. Sicuramente poco British nei toni, ma diretto ed efficace. Sala non solo si è guadagnato il ruolo di leader del centrosinistra, ma riesce ad usare lo stesso linguaggio che arriva dritto a un elettorato stanco di una sinistra bolsa, che concentra ancora tutte le energie su primarie che non scaldano i cuori se non di una o dell’altra corrente. E mentre ci si strugge l’animo e si filosofeggia del niente tra ex Pc e margheritini, Sala amministra. Qui, il giudizio non è su come Milano sia governata, gli scontenti non mancheranno mai, così come si può e si deve migliorare, nelle periferie soprattuttp. Di fatto, Milano però è sempre di più un modello di città che funziona, con un grosso appeal internazionale e una qualità della vita medio buona. Milano è anche non solo l’ultima roccaforte che resiste ai giallo verdi, ma l’ultimo esempio vero e di rilevanza di una maggioranza di centrosinistra che vede protagonisti insieme forze politiche che nel contesto nazionale sembrano disperse. Il Pd continua a ragionare con gli stessi schemi che lo hanno portato dal 40 per cento al 18 attuale. E dare la colpa a Renzi è un modo solo per nascondere la testa sotto la sabbia. Renzi è riuscito a conquistare un partito che di sicuro non ha saputo tenere e le gravi sconfitte lo hanno dimostrato, ma che senza di lui è tornato alle sue origini. Siamo al contrappasso di una sinistra che per valori è ideologia dovrebbe essere schierata con i più deboli e che viene letta dai cittadini come radical chic ed elitaria. Questo governo nei tempi è imprevedibile: Lega e Cinque stelle potrebbero fare del loro patto un sodalizio di marmo o implodere domani mattina. Alle comunali di Milano mancano due anni, ma è evidente che ci si dovrà muovere per tempo. Sala sogna Roma? Forse… Ad oggi però è il ruolo che ha scelto l’uomo e non viceversa. Staremo a vedere, di sicuro Sala oggi rappresenta non solo un volto di sinistra credibile, ma anche un modello di governo che funziona. Piaccia o meno. È singolare che il Pd non se ne accorga, o meglio allontani l’idea, magari proprio perché il buon Beppe non fa parte di quella tradizione che ha visto la fusione a freddo. E se nel resto del mondo la sinistra prende duri colpi, le recenti elezioni in Brasile ne sono un esempio, allo stesso modo l’onda azzurra che negli USA si è arrestata molto prima del previsto con le elezioni di Midterm, in Europa e in Italia la situazione non è poi così diversa. In Trentino è stata una debacle. Appare chiaro che prima la sinistra prenderà coscienza che i vecchi schemi, gli apparati, il linguaggio usato sono ormai obsoleti e lontani dal sentire comune e prima riuscirà a rialzarsi. Oggi è a malapena forza di opposizione. Sala? Guarda avanti, per Milano al 2030… IL PD guarda perennemente indietro, commentando gli stessi errori del passato.

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all'avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla "Mala" a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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