Resistenza costituzionale in difesa dello Stato di diritto

Si tratta di reagire colpo su colpo alle violazioni quotidiane e, dunque, è’ problema di oggi, non delle prossime elezioni.

di Nicola Cariglia | 27 agosto 2018

La conclusione della vicenda della nave Diciotti, compreso lo strascico giudiziario, permette di leggere con chiarezza il momento che stiamo vivendo: di cosa dobbiamo preoccuparci, le furbizie da strapaese di chi ci governa, la latitanza di chi dovrebbe fare opposizione. Prima di entrare nel merito, ci piace, però, mettere in rilievo il gesto importante compiuto da un italiano con la schieda diritta. E’ uno scienziato, conosciuto nel mondo: Stefano Vella, che si è dimesso da presidente dell’Agenzia italiana del farmaco a causa della vicenda Diciotti. La motivazione che ha fornito ha il sapore di una boccata di ossigeno in una atmosfera resa irrespirabile dal bullismo di certi governanti come gli attuali due vice-presidenti del consiglio. “Non mi è possibile tollerare – ha detto – come medico, di presiedere un ente di salute pubblica in questo momento in cui persone vengono trattate in questo modo sul nostro territorio, dove esiste un sistema universalistico di garanzia della salute”. Finchè ci sono anche uomini così, la speranza che l’Italia possa riprendersi non è perduta. Oltre a questa confortante consapevolezza, la vicenda Diciotti dimostra, molto altro.

  1. Operazione distrazione di massa. L’attivismo sul fronte migranti è una messa in scena, ovvero un modo per distrarre da problemi maggiori contro i quali stiamo per andare a sbattere. I conti economici non tornano. Non tornano per Bruxelles e non tornano per mantenere le promesse elettorali. Ma è anche una bufala il ritornello che vuole l’Italia punto d’approdo di tutti gli immigrati in Europa. Ed è smentita impietosamente dai numeri. Gli immigrati sono, in Italia, il 9% della popolazione; in Germania e Francia, il 12%; in Gran Bretagna il 13% e in Svezia, il 17%. Tutto ciò, mentre a settembre la legge di stabilità ci farà ballare; lo spread e le improvvide iniziative del governo ci impoveriscono e fanno fuggire gli investitori; il blocco delle grandi opere, delle trattative per l’ILVA e le novità introdotte dal decreto “dignità” e relativa legge di conversione fanno temere drastici cali di occupazione.
  2. Cinismo.Le modalità di gestione da parte del ministro dell’interno hanno palesemente violato i principi di umanità e civiltà fino a ieri inderogabili. Oltre 170 profughi tenuti in “ostaggio” per indurre a “più miti consigli” altri paesi europei. Semplicemente non si può. La dignità e i diritti della persona non si offendono mai, nemmeno fosse provato che non si tratta di profughi ma di immigrati clandestini. E’ la legge (e la Costituzione) che lo vieta. E’, la nostra, una considerazione esclusivamente politica. Eventuali reati li valuterà il tribunale dei ministri. Esiste, è vero, un problema di coerenza per i 5Stelle, sempre pronti a chiedere dimissioni quando nella stessa situazione si ritrovavano loro avversari. Ma siamo abituati sin troppo alle allegre contorsioni pentastellate sul presunto codice etico che si sono dati. E non ci sorprendiamo che la loro faccia riesca a diventare sempre più di tolla.
  3. Italia, Europa dell’Est. Ci stanno portando fuori da tutto ciò che ci ha permesso di vivere e crescere nell’Italia e nel mondo. Ormai le forzature alla nostra democrazia liberale e allo Stato di diritto sono abituali, sospinte da una mentalità tipica da stato totalitario. Avere la maggioranza in parlamento, oltre tutto sommando i voti di due partiti che si erano combattuti aspramente fino all’ultimo giorno di campagna elettorale, da un lato fa presumere di essere autorizzati a qualsiasi cosa e dall’altro rende insofferenti a qualsiasi critica. Logico che un tale governo trovi maggiori affinità con i governi dell’Europa orientale (Ungheria, Polonia, Russia, insomma le cosiddette democrature) piuttosto che con i tradizionali alleati dell’Occidente. All’Italia si guarda ormai apertamente come “detonatore” in grado di fare saltare l’Unione Europea. E non è detto che non sia proprio questo l’obbiettivo del governo pentastellato e della amica Internazionale del populismo e del Sovranismo.
  4. Resistenza costituzionale. E’ urgente unire tutte le forze che non condividono questo scivolamento verso la decrescita infelice in economia e la democratura in politica. Una Resistenza costituzionale, in difesa delle libertà e dei diritti sanciti costituzionalmente che veda, in nome di questi principi superiori, la partecipazione di forze politiche ed associazioni anche politicamente di diverso orientamento. Si tratta di reagire colpo su colpo alle violazioni quotidiane e, dunque, è’ problema di oggi, non delle prossime elezioni. Sarebbe troppo tardi.

Nicola Cariglia

 

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

38 commenti

  1. marzio siracusa

    E poiché tutto sta rapidamente crollando su tutto, eccetto che sui moderati sereni, gli argomenti si intrecciano, si elidono e si unificano. Così trovo alquanto singolare, per non dir peggio, che un’archistar satolla e sazia come Enzo Piano, abbia già fatto la proposta di un suo progetto di ricostruzione dell’ex Morandi, mentre ancora si ignora a quale impresa o gruppo di imprese sarà affidato il compito, e soprattutto se le funzioni del nuovo ponte saranno le stesse. La proposta di Piano naturalmente è a titolo gratuito per la città di Genova, i ritorni indiretti dopo qualche anno li saprà solo lui. Un’intromissione inopportuna quella della nostra archistar, subito osannata dai lecchini di tutte le sponde, che non nutrono alcun dubbio sul giudizio dei posteri riguardo all’opera geniale di Piano e di tante altre archistar mondiali, che hanno avuto la fortuna di progettare in un’epoca stracolma dei cosiddetti nuovi materiali e delle relative bizzarrie antigravitazionali a cui mi sembra ridursi l’architettura rivoluzionaria del XX e XXI secolo. Ma obblighiamo un’archistar a progettare una simmetria statica, non dinamica e immaginifica, e vedrete la boiata infantile che tirerà fuori, a livello di Lego o giù di lì. Un altro esempio della crescita delle forme malate in cui viviamo, sintomo della malattia che ci rode assolutamente ignota alla religione sanitaria. Bastasse la resistenza costituzionale!

    • Paolo Francia

      In effetti, sebbene io trovi belle le opere di Renzo Piano (sebbene la defunta Zaha Hadid resti la mia preferita), mi pare un po’ precoce, a vittime ancora calde, parlare di queste cose. Piano ha ristrutturato il porto di Genova molto bene, e non ha certo bisogno di soldi o di popolarità, ma ovvio che il fatto che sia di Genova faceva prevedere questo suo contributo. Mi pare pero’ un po’ macabro mettere il proprio nome su una tragedia, e sorpassiamo sulle 43 vele di luce per ricordare le vittime di quel crollo. E se fossero state 100, o molte di piu, anche negli stabili sottostanti? Quanti morti ci sono in autostrada in Italia ogni giorno, anche se la colpa non è sempre di Autostrade? Sono piu propenso all’idea del tunnel, che tolga quel mostro da sopra le case, e che le abitazioni siano ridate ai genovesi, ma ovviamente sceglieranno di rifare un ponte…..
      Piano ha pero’ saggamente detto che si deve fare con calma, che cio’ domanda molto tempo, ora quel che interessa ai genovesi sembrerebbe avere subito il ponte come se nulla fosse.
      Ma oggi è tutto cosi, ci vogliono le Star per far cambiare le cose.

      • marzio siracusa

        Appunto Paolo, per cambiare le cose occorre il Brodo Star, come in un lapsus grafico tu ci ricordi.

        • Paolo Francia

          Si in effetti, Star con la S ci riporta al brodo primordiale, al ragu in lattina, alla donna degli anni ’60 coi capelli col boccolo sul collo, agli odori di cucina. Quanto glutammato ci han fatto ingurgitare? Per non parlar del Liebig e del Maggi, dela quale esiste a Francoforte una boutique con lo storico logo.

  2. marzio siracusa

    Poi come di fronte a bei film comici, rarissimi purtroppo, non si finirebbe mai di sbellicarsi dalle risate. Così il ragazzuccio Macron che parte per guidare la crociata contro i sovranisti fascisti d’Europa, lui presidente di una nazione attualmente impegnata in guerre neocoloniali, che fondò i presupposti del fascismo e del razzismo, con Rousseau, il giacobinismo, il gallicanesimo, il bonapartismo e poi Boulanger, Gobineau, Sorel, per cui Petain a Vichy fu molto più coerente con la storia francese del governo De Gaulle in esilio a Londra. Tutti presupposti culturali e storico politici mai veramente rinnegati nemmeno dall’estremismo gauche. Appunto una comica da sbellicarsi la Francia antisovranista.

    • Paolo Francia

      La prima fonte dell’economia francese sono gli armamenti! Altro che formaggi e vini, quelli sono una percentuale irrisoria, fatta per la copertina patinata di quelli che ci abboccano. Ipocrisia, falsità spacciate da giornalisti servili e incapaci, buonismo un tanto al kg, quando si è visto lo spirito d’accoglienza vero di Macron, col cavolo che attraccavano con la Diciotti se c’era lui! Orban in confronto è un santo! Macron fa il rigido, se ne frega altamente dell’Italia e di Salvini, è preoccupato dal nulla del suo operato e dall’ascesa sempre piu pressante della Le Pen, e troveranno pane per i loro denti nelle urne alle europee, i Macron, i vari “professori” alla Vella, quelli democratici solo se vince chi sta bene a loro, e anche i moderati che circolano, che non vogliono sentire né vedere la realtà. Avranno il benservito.

  3. marzio siracusa

    Il fatto che un Michele Riondino trovi il suo spazio la dice lunga sull’emergenza in atto.

    • Paolo Francia

      C’é ben di piu’ Marzio, leggiamo che Macron si considera oppositore assoluto di Salvini, il che detto da un bisex in carriera che sta rovinando la Francia e che, tranne la sua boria napoleonica, non riesce a imbroccarne mezza, la dice lunga!
      Riondino si agita, perché non ha problemi di soldi, come non ne ha la Susan Sarandon (questi si fanno arrestare e poi pagano centinaia di migliaia di dollari per farsi liberare come noi si prende un caffé) e come non la ha quel tipo in fotografia con la bava alla bocca e gli occhi sfavati, anch’esso sicuramente molto benestante. Nicola si accoda a certa gente. Peccato, per lui.

      • marzio siracusa

        Di certo pagheremo un conto salatissimo per la falsità dell’umanesimo clericale e la dabbenaggine di chi ci casca.

        • Paolo Francia

          ah certo, la storia dei migranti a Rocca di Papa, è tutta un romanzone cucinato a dovere! Una grande pubblicità già pronunciata dai preti ai telegiornali, grazie all’8/1000 alla chiesa cattolica, questa accoglienza è stata possibile, un vero romanzo del cuore, coi buoni che nutrono i migranti sul bus e i cattivi che non li vogliono, mentre il Papa sta ormai rovinosamente finendo il suo pontificato seppellito da scandali di pedofilia e sesso tra cardinali. E’ veramente un mondo profondamente malato questo. il bene, il male, la giustizia, l’ingiustizia, la ricchezza e la povertà, e il problema si risolve, ovviamente, con la resistenza costituzionale!
          Come dissi, ci vorrebbe una canzoncina leggiadra di Paolo Poli che sommergesse tutto e tutti in una fragorosa risata, “Vieni, pesciolino mio diletto, vieni!”

  4. Paolo Francia

    Questo pezzo di Gramellini dal “Corriere della Sera” esprime il disagio di Nicola Cariglia, in modo superlativo, dei tanti Riondino sparsi sul territorio nazionale, e spiega anche come proprio il “pensiero Cariglia” porterà ancora piu’ voti al nemico Salvini!
    Fanne tesoro Nicola, e prova a rispondere senza cadere nello stesso meccanismo, qui ben spiegato!

    “Dopo cantanti, scrittori e putipù, anche l’attore Michele Riondino ha deciso di annunciare al mondo che Salvini gli sta sulle scatole. In qualità di maestro di cerimonie della Mostra del Cinema di Venezia, Riondino ha affermato di non volere il ministro tra le calli. Se venisse, eviterebbe di incontrarlo, non sentendosi rappresentato da lui. Oddio, adesso quell’altro gli manderà la consueta raffica di bacioni. Per il teorico dei respingimenti non esiste delizia maggiore che sapersi respinto. L’odio ha il potere di rilassarlo: ogni sera prende due tweet di Saviano prima di andare a dormire. Anche nella sua ultima versione riondina (Cinquestelle tendenza Fico), la sinistra conserva il bisogno di definirsi attraverso il rifiuto dell’avversario e la sua trasformazione in nemico. Fu così con Craxi, con Berlusconi (chi scrive diede il suo modesto contributo alla causa) e ora con Salvini, l’ennesimo Male Assoluto. Il guaio di questa astutissima politica è che a sentirsi disprezzato non è mai il bersaglio del disprezzo. Sono gli elettori. Non Salvini, che se ne infischia, ma i sommersi e i salvinizzati, trattati alla stregua di razzistelli che si lasciano spaventare da quattro migranti. Per convincerli ad avere più coraggio, forse basterebbe smettere di irridere le loro paure. Quanto a Riondino, è un vero peccato che non abbia ancora invitato Salvini a Venezia. Il respingitore, non sentendosi più respinto, sarebbe costretto a mostrarsi un po’ meno respingente.”

  5. marzio siracusa

    Scusa Nicola, specifica chi ti avrebbe offeso e soprattutto porta argomenti contro le tesi aberranti.

  6. Ci viene chiesto perchè permettiamo di esprimersi su Pensalibero a persone che chiaramente intervengono a scopi propagandistici, enunciano tesi preconfezionate senza argomentare e spesso scadono nell’insulto gratuito. Le ragioni sono due, e non saprei dire quale è la più importante.
    La prima, che Pensalibero è uno spazio di confronto totalmente libero, che non ammette e non pratica censure. La seconda, che le tesi aberranti talvolta esposte e le offese, danno maggiore forza a chi se ne discosta. Anche la differenza ha la sua importanza. Infine, una considerazione: è importante ai fini di garantire la libertà di espressione, non mettere filtri e consentire un libero accesso ai nostri spazi. Tanto dovevamo.

    • Paolo Francia

      Ci viene chiesto (chi lo chiede?!?)perchè permettiamo di esprimersi su Pensalibero a persone che chiaramente intervengono a scopi propagandistici (va bene la tua propaganda, ma non quella degli altri, o allora chi farebbe propaganda, non ne ho vista traccia!) enunciano tesi preconfezionate senza argomentare (sbagliato, sono idee che disprezzi, basate su dati oggettivi, come quei dati sui migranti, da te falsati!) e spesso scadono nell’insulto gratuito (non vi è traccia di insulti, a meno che per te essere deniminato democristiano ti faccia saltare i nervi).Le ragioni sono due, e non saprei dire quale è la più importante.
      La prima, che Pensalibero è uno spazio di confronto totalmente libero,(era piu’ “libero” quundo meno allineato al renzismo) che non ammette e non pratica censure (ti do atto, almeno una cosa vera l’hai scritta). La seconda, che le tesi aberranti talvolta esposte e le offese (le tesi “aberranti”, non ti viene il sospetto che siano le tue?!? E le offese, ripeto, solo un eccesso di permalosità, ancora tua?), danno maggiore forza a chi se ne discosta. (idem, leggere questo tuo ultimo pezzo in cui, come alcuni giustamente hanno scritto, santifichi un esagitato che usa la vicenda dei migranti per farsi pubblicità, è si aberrante) Anche la differenza ha la sua importanza. (non sembri interessato alle differenze ultimamente, mai vai nella direzione sbagliata con pervicacia cieca) Infine, una considerazione: è importante ai fini di garantire la libertà di espressione, non mettere filtri e consentire un libero accesso ai nostri spazi. Tanto dovevamo. (va di pari passo con la considerazione di prima, alcuni sprazzi di lucidità per fortuna, ti restano). Un caro saluto!

  7. Gian Franco Orsini

    Caro direttore, ho letto le tue parole intese a santificare l’operato dell’ex presidente dell’AIFA. Sono in completo disaccordo. Nel tuo scritto di seguito hai affermato: “l’attivismo sul fronte migranti è una messa in scena”…A mio parere la messa in scena ha due schieramenti: entrambi esagerano. I toni sembrano suggeriti dal desiderio di apparire sulla scena, soprattutto da parte di chi, con le sue parole, mette in discredito coloro che hanno, con il loro intervento, accolto sulla nave e si sono presi cura dei migranti. In particolare c’è la testimonianza, resa, con l’autorità del suo ruolo, del capitano Massimo Kothmeir in una intervista di Venerdì 24 agosto 2018 ad un quotidiano nazionale. Perchè non hai preso in considerazione l’intero scenario?

    • Caro Gianfranco,

      prendo atto che avere apprezzato il gesto, inusuale in Italia, delle dimissioni da un importante incarico, e per nobili motivi, equivale per te, ad una “santificazione” del dimissionario.. Si da il caso che nel mio orizzonte culturale non ci siano santi, ma solo una umanità che si può ben classificare secondo una scala di valori più o meno giusta. Aggiungi, pleonasticamente, che sei in “completo disaccordo”. Purtroppo non spendi nemmeno una parola per spiegare perchè. Ed io non ricevo alcun stimolo che mi possa fare cambiare idea. Peccato.

  8. marzio siracusa

    Mi sembra che di fondo manchi il discorso centrale, limite davvero invalidante in un paese dove chiunque ha le ossa ingessate in sagrestia. Colui che viene soccorso si genuflette al soccorritore, ma in cuor suo lo odia e cova la volontà di metterlo un giorno nelle condizioni di essere a sua volta soccorso. Non è una concezione pessimistica dell’uomo, è una realtà piaccia o meno riscontrabile in qualsiasi ascesa sociale non messa alle strette sul letto di morte. Questo dato è ovviamente applicabile ad ogni forma di soccorso, anche e soprattutto a quanto cova nel soccorso culturale, estetico e intellettuale di cui mai si parla, rivolto ai milioni di turisti che giungono qua a recitarsi estasiati della nostra storia e delle nostre bellezze, ma che in realtà ci detestano e più sono amabili e sorridenti più ci detestano e ridono di noi. Il discorso sul diverso deve partire da qui, e dall’allargamento della nozione di soccorso e dei suoi attori. Soccorso è il disgraziato del sud sahariano, e soccorsa è la scimmia texana col portafoglio gonfio. Entrambi ci odiano, ma il disgraziato del sud sahariano viene accolto per etica umanitaria, la scimmia texana per convenienza, due risposte diversamente motivate che vanno a elidersi nell’equivoco della fratellanza universale, ma che non cancellano quanto la diversità del disgraziato del sud Sahara e della scimmia texana appassionata di Masaccio, tanto per dire, siano diversità ugualmente inguaribili e aggiungo fortunatamente inguaribili. Chi tuona contro l’invasione di milioni di disgraziati del sud sahariano e non nutre alcuna repulsione fisica di vero disgusto, come accade al sottoscritto, contro i milioni di scimmie texane o russe o giapponesi, è realmente un razzista a 360°. Intendo che l’accoppiata sempre sulla bocca del “politically correct ” tra razzismo e xenofobia, è quanto di più semplificante, stupido e spicciolo si possa concepire. Personalmente sono xenofobo e antirazzista, non sopporto il diverso perché so che egli stesso per primo non mi sopporta, nonostante il comune destino di paura e morte, non di meno non mi permetterai mai di ricavare la mia intolleranza predicando la sua presunta inferiorità razziale. Cominciamo ad allargare la nozione di soccorso e di diversità, insieme ai loro presupposti ed effetti, e togliamo la terra sotto i piedi al cattolicesimo piagnone. Se il soccorso intellettivo dato alla scimmia texana è abominevole tout court, ma naturalmente non agli intellettuali affittacamere di Firenze, Venezia e Roma, il soccorso di necessità primarie al disgraziato del sud sahariano non approderà un giorno allo steso abominevole soccorso intellettivo, purea di sincretismi bergoglieschi dove la comprensione si fa acquisto mercantile pur che sia?

    • Paolo Francia

      Caro Marzio, nel fondo hai probabilmente ragione, ma le “scimmie” texane, giapponesi e anche cinesi, portano soldi, fanno girare il commercio (oltre alle tue balle girate) e non chiedono sussidi e cittadinanza, dopo tornano nei loro Paesi, l’Africa invece no. Il fanatico della foto, perché di fanatici si tratta, è invece piu pericoloso delle scimmie texane e anche dei profughi d’Africa, perché approfitta della sua posizione per ingannare la gente e, probabilmente, preparare il proprio ingresso in politica, trattasi di fanatismo propagandistico. Brutta schiera di persone, neanche piu’ le elezioni ci possono sbarazzare piu di questa feccia.

      • marzio siracusa

        Paolo che la scimmia texana porti soldi e per questo sia benvenuta, è il problema dei problemi ma se ostracismo deve esserci verso la diversità che ci toglie concentrazione, che sia contro tutte le pseudoculture imperanti che hanno spezzato e impedito la continuità di un discorso critico fruttuoso, un discorso critico che è solo nostro e non può essere affidato alla storia delle idee svolazzanti per la terra. E non metterti nel numero dei diversi, tu non sei un diverso, a meno che non lo voglia essere a tutti i costi.

        • Paolo Francia

          Ma io sono l’ultimo a definirmi e inquadrarmi Marzio, certo è difficile resistere anche a se stessi, quando si leggono pezzi cosi aggressivi, falsi e ingiusti. La diversità è patrimonio di tutti. L’ipocrisia invece è tesoro di molti. Ci vorrebbe la comicità sfologorante di un Paolo Poli, questi qua si prendono sul serio, bisognerebbe impedire che esaltati si agitino solo quando c’é un potere in carica che non digeriscono. Fanno le stesse pagliacciate in Francia, negli USA, ma anche l’Italia non vuole restare indietro.

  9. Bruno Pacciani

    C

  10. marcello Lazzerini

    Condivido ogni parola! E’ il momento di fermarli!

    • Paolo Francia

      ma si fermateli! Scendete in piazza, armatevi, organizzate un colpo di stato contro i tiranni, cosa fate qui protetti dietro le tastiere?!? Andate su Roma, fate una marcia, lei Lazzerini, con Cariglia e altri 4 amici. Fate un bel fronte repubblicano, anzi repubblihano, capitanato dalla famiglia Renzi, coi Vella, hicchefate, movetevi, qualche vescovo o cardinale per colorare il corteo lo trovate sempre!

      • pierangelo gorreri

        Caro Francia, Si può essere d’accordo o meno con quanto contenuto nell’articolo. Se si è in disaccordo si può, si deve, controbatterlo. Ricorrere agli insulti gratuiti come fa Lei, è sintomo di incapacità e nullità personale e politica. Tipico esempio di pentafascismo.

        • Paolo Francia

          Mi citi gli insulti! Dove sono gli insulti? Non è forse un insulto, all’intelligenza e al buon gusto, al scelta di questo Vella? Non è un insulto sostenerlo? Mi spiace, ma rinvio al mittente.

          • Un socialista libertario

            Condivido la tesi dell’articolo, credo sia necessario unire le forze per battersi contro la deriva fascista cui questo governo sta portando il Paese.
            Quello di Vella non è certo un insulto, ma un atto di ribellione. E la ribellione è un diritto, è un atto di coraggio. Paolo Francia come al solito crede di darsi un tono ricorrendo a toni arroganti e sfottenti (cioè insultanti). Il che è tipico di chi si sente frustrato e poco autorevole.

  11. Caro Bonavia: il prof Vella si è dimesso motivando per iscritto le sue ragioni. Chi siamo noi per dire che ha scritto il falso e che le ragioni vere sono altre?. Con questi progiudizi, suoi, di altri e probabilmente miei, ogni discussione resta sterile.

    • Marco Bonavia

      Siamo seri, Direttore.. ma Lei crede veramente che i fatti oggetto di provocate dimissioni siano sufficienti per rimuovere un Emerito Presidente? Ma stiamo scherzando o l’AIFA vale una partita a briscola che si interrompe se squilla un telefono???
      Cordialmente, rifletto

  12. marzio siracusa

    Le dimissioni di Vella e l’indagine aperta dalla procura di Agrigento, sono solo iniziative di cattolici dell’obbligo in cerca di palcoscenico, poiché le condizioni sanitarie sulla Diciotti sono state sempre garantite, e l’accusa di sequestro di persona al ministro degli interni è semplicemente patetica, poiché sulla Diciotti si doveva accertare la flagranza di reato, senza la quale anche una pattuglia della stradale che arresta un drogato al volante può essere accusata di sequestro di persona, e nonostante la cagnare organizzata sul molo di Catania dalle bande di cattolici isterici a cui ormai si è ridotta la sinistra. Per non parlare dell’ingerenza ipocrita e antitaliana organizzata dalla chiesa di Bergoglio. Poi ci sono i quattro punti avanzati da Nicola. Sulla distrazione di massa si sappia distinguere tra paesi come La Francia e l’Inghilterra che hanno un costante flusso di migranti dalle ex o neocolonie e paesi come l’Italia che quel flusso lo hanno subito in modo assai ridotto. Non esiste un Africa italofona, al contrario dell’Africa francofona e anglofona, e chi dimentica questo è in malafede. Sul cinismo, non capisco perché non ci si scandalizzi sul comportamento francese a Ventimiglia, di quella Francia collusa con interessi antieuropei, che con la sua revanche triste e neocoloniale ha creato questa situazione. Sulla democratura italiana, è meglio tacere perché nasce da quel ” 1945-da-qui-all’eternità ” che è l’esatto opposto della ragioni che abbatterono nazifascismo e stalinismo. T’è mai venuto il sospetto Nicola che il mondo possa e voglia girare altrimenti? O il massimo del liberalismo per un revivalista democristiano come te è restare ingabbiati nell’Occidente dell’obbligo? Poi c’è il solito uso retorico della parola resistenza, come sproloquiava il procuratore Borrelli venti anni fa da comico contro il comico Berlusconi. Invito solo a riflettere se resista di più chi è destinato a vittoria certa o chi è destinato a sconfitta certa. Riflettiamo sui luoghi comuni passivamente ereditati e facciamola finita con le idee fritte, rifritte, digerite e malamente evacuate tanto da bloccarci il cervello.

    • Caro Marzio,

      io dubbi ne ho sempre avuti e ne avrò fino alla fine. Penso anche tu. Peccato che tu li abbia persi in presenza di questo governo e dei grilloleghisti. Potevi cogliere un’occasione migliore. A meno che non sia solo puntiglio polemico…

      • marzio siracusa

        Nicola, se ogni tanto ti spogliassi dei panni del giornalista Rai ti si leggerebbe con piacere. Peccato, perché le qualità le avresti tutte.

    • Paolo Francia

      Rinuncia Marzio, qui ormai c’é odore di sacrestia, Nicola si schiera con l’esagitato di turno (pare come quelli che non vogliono piu andare negli USA perché c’é Trump, per me dei capricci da bamibini viziati e maleducati!) ed essendo troppo occupato a organizzare la resistenza e scrivere pezzi scontati e fasulli (niente dei suoi 4 punti è vero, ma solo ipocrisia e fatti distorti!), non degna neanche di risposte convincenti, preferisce 2 riche di salamelecchi a chi gli scrive in salamelecco.
      Pauroso parlare della Francia che si rende conto della piaga che sono i mix di popolazioni di ex colonie con quelle francesi, come mischiare l’olio e l’acqua, e che tanti problemi stanno dando alla Nazione francese, vergognoso da parte di Nicola non capire questa situazione che poi è stata all’origine dell’ascesa della Le Pen, poi soffocata dall’antidemocratico Patto Repubblicano, del quale lui ora si fa portavoce! Pare ormai simile alla battaglia dell’Asia Argento, faccia d’argento come alucni giornali l’hanno chiamata, che predica bene e razzola malissimo, risultando per niente credibile.
      Un’occhiata alla foto di quel Vella, accorta, bastava per non perdere tempo a corrergli dietro! Un leccaculo di partito che si indigna, chiudendo gli occhi sulla giustizia e sulla volontà popolare, benissimo a fatto Salvini a imporsi, anche se punito da magistratura politica e schierata, con lo zampino del Vaticano!
      Quel volto asimmetrico, con gli occhi sfavati tiroidei da esagitato, e quei dentini neri in mezzo (troppe sigarette, signor Vella, fanno male anche a chi si occupa di sanità e farmaci e una igiene orale le farebbe bene, se vuole apparire in pubblico!), bastavano per capire il tipo e la personalità! Troppo difficile per il buon moderato Nicola, che punta il dito su Di Maio e Salvini, quando ha un dittatore a due passi in Francia (e se ne stanno accorgendo i grulli che l’han votato) e che si chiama Macron, da cui Renzi si ispirava. Vergogna, solo quello viene da dire, questo mare di ipocrisia e melassa buonista, fa vomitare.

  13. Marco Bonavia

    Credo doveroso per amor di contraddittorio aggiungere al contesto alcuni fatti e una considerazione. Partiamo dalla considerazione: le dimissioni del dott. Vella. Caro Direttore, non ne faccia un suo paladino o meraviglioso guerriero.. Vella nel 2017 viene eletto presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ente pubblico del governo precedente. Senza togliere nulla alla professionalità del titolare, sappiamo io e Lei come avvengono queste promozioni!! Molto più elegantemente poteva rassegnare le dimissioni per cambio di governo.. ma sarebbe stato troppo “schierato politicamente”. Mi spiace deluderla.
    I fatti: non conta il rapporto migranti-popolazione, conta l’impatto sociale e di ordine pubblico che una nazione è in grado di assicurare e vigilare nella possibile integrazione; guardiamo alla Francia e alla Germania dove sono molto più avanti di noi. Il boss del caporalato a Soave (VR), udite udite è un marocchino. Questo dimostra inequivocabilmente che il Paese non è ancora in grado di gestire dignitosamente il fenomeno immigrazione; quindi non la menate con l’accoglienza, la Costituzione, i diritti umani e altre ipocrisie di facciata che fanno tanto salotto buono sisnistroso impegnato!! La verità è che nessuno è stato ancora capace di accogliere con proposte valide le migliaia di disperati che cercano un futuro migliore. Direttore, se ne faccia una ragione e rifletta sulla realtà di tutti i giorni.
    P.S. Jesolo, Pescara, Taranto, Perugia e quali città ancora dovranno tollerare, male, stupri e violenze di immigrati nullafacenti???

    • “La verità è che nessuno è stato ancora capace di accogliere con proposte valide le migliaia di disperati che cercano un futuro migliore.” Bravo, Bonavia. E’ proprio questo il problema da affrontare. Il resto, l’invasione, le ragioni di ordine pubblico, sono tutti pretesti e pregiudizi. Vede, la pensiamo allo stesso modo. Ma lei trae pretesto dalla stessa considerazione per sposare tesi aberranti agitate cinicamente per propaganda elettorale. E a nessuno penserà a “accogliere con proposte valide le migliaia di disperati che cercano un futuro migliore.” Mentre, finchè non sarà scoperto il gioco, qualcuno, miseramente, continuerà a guadagnare voti. E’ questa, una politica miserabile. O no?

  14. Ad ogni maggioranza l’opposizione che merita. Ad ogni opposizione la maggioranza che merita. Il fattor comune di entrambe è l’etica.

  15. In merito ho trovato interessante il commento su Facebook del prof. Gianfranco La Grassa, ovvero:

    “Non farò molti commenti al “caso diciotti”. Sorriderò semplicemente ai cretini (veri o apparenti) che dicono: “cosa si è risolto con questo braccio di ferro, ne valeva la pena?”. I veri cretini si accorgeranno a che è servito nei prossimi mesi. Gli altri lo sanno e tendono sempre più la situazione per cercare di arrivare ad uno sbocco da “quasi colpo di Stato” (se però resterà “quasi” si rivolterà contro di loro). Detto questo, sono anch’io poco convinto di questa tattica che comporta aumenti chiari in senso elettorale, ma nulla di stabile. Non so quando sarà possibile, ma senza asportazione chirurgica del cancro rappresentato da quella che si continua a chiamare “sinistra” (ormai la lunga “scia” di un movimento devastatore del nostro paese e, in definitiva, anche di tutta l’area europea con forme appena appena diverse) saremo presto in piena disgregazione. A questa “sinistra” si aggiunge la “destra moderata” (“argine al populismo”) che, in Italia, si rappresenta in Tajani, Brunetta, Gelmini, Carfagna e tutta la genia berlusconiana. E poi, molto più pericolosa, quella gerarchia ecclesiastica legata al nuovo “catastrofico” Papa, che trova credito presso schiere di cattolici ipocriti per i quali questa Chiesa è sicuro baluardo dei loro sporchi interessi e di tutti gli affaracci “molto mondani” che stanno conducendo da decenni. Momento certo importante saranno le elezioni europee. Sia però chiaro che il voto non basta. Occorrono nuove schiere che si oppongano alla raccolta di “sediziosi”, finti “buonisti”, che sentono la loro presa sulla popolazione scemare. Questa popolazione è però disarmata. Occorre la nascita di gruppi ben preparati che regolino infine i conti “molto al di fuori delle urne”. Ripeto: i cancri esigono l’asportazione chirurgica per avere speranze di sopravvivenza”.

    • Vorrei ricordare a Nicola che il populismo non ha nulla a che vedere con Salvini o i 5 Stelle.
      In merito gli suggerisco la lettura di Herzen, uno dei grandi populisti russi, amico di Mazzini e Garibaldi, di cui ha scritto anche storico Leone Ginzburg.
      Il populismo è socialismo.
      Aspetto che in Europa manca da qualche decennio…o forse da qualche secolo.

  16. Paolo Francia

    Bravo Nicola, come già predetto, stai scivolando nell’odioso e antidemocratico “patto repubblicano” che tanto male sta facendo qui in Francia, dove si, c’é lo scivolone verso una dorma democratica di dittatura in un Paese piatto, senza opposizione, dove solo il politically correct da solo diventa fine delle libertà. Dispiace che tu tu accodi agli esagitati di turno, solo se governa chi non piace loro, e da uomo libero e intelligente ti stai trasformando in una Susan Sarandon qualunque, un ricco borghese che si agita per le libertà, quando il pericolo viene proprio dalle persone come il signore della foto che pubblichi! Brutta gente questa, bene che si sia dimesso, non vale un granché! Quando guardi ai mezzi impiegati dall’Australia per non fare entrare i migranti e vedi la miseria italiana, dove un capo della Chiesa ormai ridotto a scusarsi per aver soffocato casi gravi di pedofilia, ma che apre le sue proprietà a immigrati illegali, allora stupisce questa tua posizione catto.democristiana.
    Condivido solo , del tuo pezzo, il fatto che l’opposizione sia assolutamente latitante, ma è poca cosa.
    Hai preso una direzione scontata, poco accorta, di chi non vede al di la del proprio naso.
    Ma, per carità, ne hai tutto il diritto, come io ho quello di farti notare che la fine della democrazia è proprio il tuo atteggiamento, che denigra il potere in carica e quindi gli italiani che lo hanno votato.
    Niente risponde al vero, se parli del decreto dignità, per esempio, ben venga che i nuovi schiavisti siano allontanati dal Paese come Foodora, meglio qualche disoccupato in piu, di qualche schiavo in meno, se il lavoro era quello pensato da Renzi e Macron, eccola servita la dittatura Nicola, non cercarla altrove!

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