Il renzusconismo è problema o soluzione?

Il vero scandalo non è un prete ed una suora che si sposano, ma un prete che fa sesso in monastero, con una suora che si prostituisce.

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

di Franco Luceri | 4 dicembre 2017

Ma è davvero la fine del mondo se Renzi e Berlusconi si inventano un programma politico economico comune e vi collaborano alla luce del sole?

E’ davvero così blasfemo desiderare (dopo sette decenni di sfascio socio politico economico) che il programma politico comunista e il programma economico liberale siano reciprocamente compatibili, complementari e sostenibili, posto che non esiste paese al mondo dove si possano pagare salari e tasse, dopo aver prodotto perdite e fallimenti?

Il vero scandalo non è un prete ed una suora che si sposano, ma un prete che fa sesso in monastero, con una suora che si prostituisce.

Nella Prima Repubblica era prassi consolidata che quei preti spretati degli imprenditori inducessero le suorine ingenue ingenue della politica comunista a prostituirsi, ad accettare “mazzette” e a restituire appalti truccati, finanziamenti a fondo perduto, esenzioni di imposte, o salari convenienti, o controlli finti, perché senza questo po’ po’ di favori, elargiti sotto banco dalla politica comunista “onesta fino alla lira” al mercato “ladro a prescindere”, non esiste impresa capace di reggere a l’alto costo del lavoro, alle turbolenze sindacali, alle persecuzioni burocratiche e alle rapine tributarie, se non fa profitti, se non ha i ricavi che superano i costi.

Ma nemmeno così la politica ha saputo assicurarsi il controllo del mercato, né il mercato della politica; a tal punto, che oggi in Italia è diventato improbabile tutto, dal lavoro, al salario al profitto: dalla vita dei barboni, a quella dei banchieri.

Dal punto di vista numerico, la razza degli imprenditori è così esigua, che non avrà mai potere politico. Così come la razza dei lavoratori è una maggioranza tanto schiacciante da avere il monopolio del potere politico, ma zero potere economico in uno Stato indebitato e a rischio default.

Facendo la guerra agli imprenditori per sette decenni, politici, sindacalisti, burocrati e giudici hanno azzerato per i lavoratori il diritto al salario prima e alla pensione poi.

Le piccole imprese continuano a chiudere e le grandi licenziano e delocalizzano, facendoci sapere che i consumatori non corrono rischi, anzi ci guadagnano, perché gli imprenditori vanno a comprare in Cina a dieci e in Italia tornano a  vendere tranquillamente a cento, dopo aver incaricato la politica di curare l’ammortizzazione sociale, distribuendo denari e allargando il debito pubblico in modo da fare degli italiani (al servizio di multinazionali e banchieri) un popolo di buoni consumatori con le mani bucate, anzi suicidi.

Insomma, diciamola chiara chiara, continuando a gettare benzina sul conflitto lavoratori politicamente potenti, contro padroni economicamente potenti e liberi di andare dove caxxo gli pare, si va nella solita direzione dello sfascio e alla lunga della guerra civile.

Il mercato globalizzato e mobile, è in costante anzi frenetico movimento come un’auto da corsa. Non mette radici dove trova un potere politico, burocratico e sindacale tanto idiota da pensare che i posti di lavoro e i salari si difendono, anzi si accrescono facendo fallire le imprese piccole e scappare notte tempo le grosse come la Fiat, che non semina più salari in Italia producendo auto, ma torna a mietere profitti vendendo le auto prodotte altrove con salari e tasse competitive.

In Italia i buoi sono già scappati da almeno due decenni, ma ora abbiamo due allevatori, Renzi e Berlusconi, tanto stupidi da voler chiudere insieme la stalla vuota, col rischio di finire incriminati per furto di bestiame.

Magari Renzi non ne trarrebbe vantaggi immediati, ma Berlusconi si. E anche il mio carissimo amico procuratore, sia pure da l’aldilà, vedrebbe realizzata la sua ironica profezia. Avendo calcolato che al povero Berlusconi, per diventare indiscusso primatista mondiale, mancava una sola incriminazione per abigeato, per furto di bestiame.

E non vorrei che dudù e l’agnellino, magari con la complicità di Renzi, siano di provenienza illecita. Voi che dite, quei due non me la contano giusta, è il caso di denunciarli entrambi?

 

Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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