Raggi & Patate

di Enrico Martelloni | 12 febbraio 2017

Cari amici, siamo arrivati ” a i’ toppe”…come dice un mio amico che gira in bici per i’ Poggio. Intendendo che di più, in alto o in basso, fate voi, non si poteva arrivare. L’ipocrisia in questo paese è un dogma silenzioso che attraversa quasi tutto l’arco dell’incivile stivale. Da destra a sinistra un grido di sdegno e tanta fortuna per Feltri, che ammicca con doppio senso, un titolo ironico sul suo quotidiano. Figurati, gli è arrivato di tutto, mica solo le patate ! anche: i finocchi… le bietole…i pomidori maturi, strettamente del tipo ” Eco”, l’ indignazione dei benpensanti, come le femmine esagitate, che gli hanno dato del sessista. Destra e sinistra uniti. Un’vorrei essere Feltri, ridotto a feltro. Ora fatemi capire, Eppure tutti hanno capito, hanno sghignazzato e poi colto l’occasione per puntare il dito e goderne alzandosi a candide vestali. Il confronto tra patata che bolle e 19 miliardi di euro di debito pubblico della città di Roma non regge, ma rode molto al sotto bosco politico aver trovato ostacoli al loro ménage.  Le patate signori, lasciamole bollire senza scandalo, ai ragazzi piacciono, come alle ragazze i piselli; ma che vergogna, che bassezza…i’ che tu dici…forse meglio un piatto di finocchi coll’olio? Tutti i gusti sono gusti. Da oggi però, le patate chiamiamole tuberi, a scanso di equivoci.

Fiorentino di nascita ma senese d'adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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