Questo è il momento? RIunire ciò che è sparso

Non sono le sigle o i nomi dei partiti da difendere. Sono invece le idee che stanno al di sopra

di Domenico Alessandro de'Rossi | 3 maggio 2018

Questo è il momento? Sì, se una parte –non piccola – degli italiani non capisce che questo è il momento, non ci sarà più speranza per una politica democratica che possa risolvere i tanti problemi del Paese e rilanciarlo verso sostenibili prospettive di sviluppo e di garanzia per giovani e meno giovani all’interno del quadro europeo. Perché penso che proprio questo è il momento? perché nei travagliati eventi della più recente cronaca fatta di forni, fornelli e “fornetti”, bisogna saper cogliere il potenziale storico che si nasconde dentro di essi. La debacle, in italiano lo sfacelo, che ha colpito (tutta) la Sinistra, dal PD fino alle altre formazioni più piccole, rappresenta da un lato il panico che scatta col campanello d’allarme, dall’altro l’orgoglioso squillo di tromba necessario al risveglio delle idee e delle motivazioni. Tante volte di fronte alle situazioni di grande criticità che il Paese ha attraversato si è detto che dal negativo bisognava saper cogliere l’opportunità per rilanciare finalmente un disegno risolutore e innovativo. Quasi, in questo modo, dimostrando che ciò che di sfavorevole si presenta è da interpretare come una opportunità da saper afferrare. Venendo alla politica e al disastro che ha colpito i partiti di sinistra potremmo dire la stessa cosa. Per non passare dalla parte delle parole facili e giustificatorie, che in questo periodo di consultazioni ai più diversi livelli si susseguono, vorrei solo osservare che se la sinistra non (ri)trova la sua strada maestra, fatta di valori, di ideali, di proposte distintive, di analisi e di dure autocritiche sul passato e sul corso degli eventi che giorno dopo giorno si pongono anche nello scenario internazionale, “quella” sinistra sarà destinata giustamente a scomparire nel più oscuro dimenticatoio. Come inutile arnese, obsoleto e parolaio.

Allora che fare? Forse lo squillo del risveglio dovrebbe presentarsi con un grande “Manifesto” diretto a raccogliere almeno l’interesse, se non l’immediato consenso, di tutte quelle forze politiche che si riconoscono sotto forme e sigle diverse in un ideale democratico e riformatore. Un Manifesto, un appello, un invito a ragionare insieme per le riforme, per il merito, la trasparenza, la cultura. Per un abbattimento degli sprechi e la drastica riduzione del numero delle regioni e degli enti inutili. Per raccogliere le buone volontà per una riforma della sinistra democratica promuovendo un vasto dibattito con gli “Stati generali dei riformisti per l’Italia di domani”. Superiamo le sigle e torniamo ai valori per l’interesse del Paese. Al di là delle diverse “cifre” dei partiti (taluni ancora presenti, altri solo sulla carta, alcuni scomparsi del tutto dalla scena politica), ancorchè depresso e vilipeso c’è ancora un vasto orientamento nella coscienza degli italiani,: democratico, riformista, laico, liberale e tollerante. E’ nell’interesse esclusivo dell’Italia chiamare a raccolta con parole di verità riunendo ciò che è sparso. Ma tutti con uguale dignità: partiti piccoli e grandi, movimenti e organizzazioni umanitarie e del terzo Settore. Non sono le sigle o i nomi dei partiti da difendere. Sono invece le idee che stanno al di sopra di essi. E queste idee sono i progetti per l’Italia. Le riforme da intraprendere con le buone alleanze, tra persone che condividono gli stessi obiettivi…alle sigle e ai nomi si penserà dopo.

Domenico Alessandro de’Rossi

Architetto e urbanista, già docente di Pianificazione territoriale, costiera e portuale alla facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento. Nel 2005 è stato chiamato dal governo della Libia per la pianificazione del nuovo Programma Penitenziario conforme alle disposizioni dei Diritti umani sotto il patrocinio delle Nazioni Unite coordinando docenti universitari e professionisti per il Piano nazionale delle carceri dello Stato per oltre 6000 detenuti. E' responsabile nazionale dell'Osservatorio LIDU onlus (Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo) "Persone private della libertà" e cofondatore del "Tribunale Dreyfus", organizzazione per la difesa della giustizia giusta. Ha curato e scritto il libro "NON SOLO CARCERE", Mursia ed. 2016

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