Questa Firenze da vacanze: basta il profumo delle strade dei Medici

E poi se esci dalla città e fai qualche chilometro ti senti già in viaggio a Monte Morello come a San Miniato. Magia dei posti ma anche predisposizione dei nostri sensi

di Fabrizio Binacchi | 8 maggio 2017

Maggio è un mese ponte tra la primavera e l’estate. Lo stiamo vivendo. Può essere caldo caldo e anche fresco o freddo. Dipende dalle zone: a Mantova un giorno pioveva, a Firenze c’era nuvolo e a Palermo, Mondello, prendevano il sole e facevano il bagno.

Maggio, sognando le vacanze ma incrociando i problemi di sempre. Primo problema di tutti quello della concentrazione delle ferie in quaranta giorni da fine luglio a tutto agosto. Decenni di scuole sulle partenze intelligenti non hanno prodotto granché.

Non siamo capaci di riscattarci dalla tirannide del calendario perché ancora molte, troppe, aziende chiudono i battenti solo ad agosto e quindi possono lasciare fare

le ferie nel periodo corrispondente ai dipendenti, e un po’ perché , diciamocelo, se non facciamo le ferie nel solito agosto non ci sentiamo a posto. Ci rode qualcosa.

Vabbeh sì, era bello anche giugno in Sardegna là dalle parti di Golfo Aranci, era stato bello anche quel settembre caldo, che sembrava agosto, dalle parti di Santa Maria di Leuca, dove con facilità arrivi ai 40 gradi e non te ne accorgi che sati arrostendo grazie al vento, epperò se non hai fatto anche qualche giorno attorno a Ferragosto ti senti un poco fuori posto. Cha fa pure rima.

Siamo fatti così, un po’ conservatori e un po’ abitudinari. Siamo prodotti di genetica e di ambiente, di educazione e di abitudini, di storie che ci hanno segnato e di innovazioni che ci hanno spaventato. Anche guardando alle vacanze, le quali talora sono più avvincenti da sognare che da fare. Sindrome da Sabato del Villaggio dove il giorno prima della festa, nella nostalgia dei segni e delle atmosfere, diventa più festa della domenica.

Si può fare vacanze a pochi chilometri dalla città ovviamente, dipende dallo spirito e dal luogo. Attorno a Mantova puoi sentirti in vacanza già alle Grazie con passeggiata sul Lago e  visita al Santuario con tanto di coccodrillo. Ma ti puoi sentire in vacanza anche in centro a Mantova visto che, ormai da qualche anno, il capoluogo virgiliano ha fatto irruzione nelle capitali del turismo culturale, storico ambientale del nostro Paese.

Il bello è scoprire di essere in vacanza a Mantova anche da parte dei mantovani e non lasciare  questa bella sensazione solo ai tedeschi o ai valtellinesi, ai giapponesi e ai molisani di passaggio. Per dire.

A Firenze ti senti in vacanza solo a leggere il nome su un cartello o a passeggiare a occhi chiusi in via de’ Tornabuoni:  senti il profumo della città dei Medici. E poi se esci dalla città e fai qualche chilometro ti senti già in vacanza a Monte Morello come a San Miniato.

Magia dei posti ma anche predisposizione dei nostri sensi. Se non “ci sentiamo in vacanza”, se non siamo sensibili al viaggio interiore, nemmeno una spiaggia  incantata delle Mauritius o un giro a Miami ci sembrerebbero vacanza.

Ci piace sognare le vacanze ma non ci alleniamo a  viverle.  Le vacanze più riuscite sono quelle interiori. Tipo cuore abbronzato.

Fabrizio Binacchi    (con Voce di Mantova)

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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