Quanto è forte il patto dell’arancino?

Berlusconi non può più governare e deve cercare un delfino affidabile .Anche se tutti i suoi delfini hanno fatto una brutta fine.

di Roberto Caputo | 6 novembre 2017

Qualche importante esponente di Forza Italia commentando la campagna elettorale e i comizi di Berlusconi in Sicilia ha esclamato entusiasta “…è tornato il Cavaliere del 94 ! ” Verrebbe voglia, un po’ carognescamente, di fare una battuta “…nostalgia canaglia”. Ma tant’è. In questi più di venti anni tutto è cambiato. A parte l’età dell’ex premier, soprattutto la geografia politica Oggi, nei sondaggi, la Lega è ancora il primo partito del centrodestra e governa due regioni importantissime come la Lombardia e il Veneto. Albertini non è più il sindaco di Milano e il Milan è stato venduto ai cinesi. Questioni pesanti ,che spostano voti e consensi Comanda Salvini e non più Bossi. Vi è stata la scissione di Alfano e Fitto e molti altri hanno abbandonato silenziosamente. Nel 94 Berlusconi, sulle ceneri della prima repubblica, aveva dato vita ad un non partito con l’intento di portare  avanti una rivoluzione liberale nel Paese. Raccolse i cocci del centrosinistra defunto intendendo, quello  fatto con  DC PSI PSDI PRI, e non quello di Prodi che era un compromesso storico riverniciato, e tentò un’operazione che però, dopo vari governi, naufragò con le sue dimissioni e l’arrivo di Monti. Dopo quella avventura il centrodestra si squagliò. A Catania si è firmato un patto, chiamato dai media “dell’arancino”. Quanto durerà e soprattutto come si presenterà alle elezioni politiche del 2018?.Difficile dirlo. Ma alcune cose sono abbastanza evidenti Zaia stravincendo il referendum in Veneto si pone come leader nazionale. Salvini  scalpita. La Meloni ha bisogno di spazio politico. Berlusconi non può più governare e deve cercare un delfino affidabile .Anche se tutti i suoi delfini hanno fatto una brutta fine. C’è l’europeo Tajani..Persona stimabile, ma è troppo poco. E’ iniziata una lunga corsa alla guida del centrodestra. Questo potrebbe influire negativamente sull’accordo siciliano. Vi è poi un’ipotesi subdola : tutti uniti per le elezioni, ma poi dopo il voto ognuno per sè. Politica a parte

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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