Quando si dice: Che cambiamento!

Firenze, Mantova, Bologna: non è più la città di una volta! Perché tu sei quello di una volta? L’esercizio della meraviglia per combattere la nostalgia

di Fabrizio Binacchi | 3 Dic 2018

Càpita anche nelle più buone famiglie. “Oh ma che cambiamento! Non è più la stessa città!” Càpita di sentirlo dire (o di dirlo) di Bologna o di Firenze, di Mantova o di Verona, di Suzzara o di Prato, di San Bendetto del Tronto come di San Benedetto Po.
Ovvio che se restiamo lontani qualche tempo da un posto o da una persona notiamo il cambiamento più deciso di quello che sarebbe stato accompagnandolo o frequentandolo, vedendo tutti i giorni o quasi il posto o il soggetto o la soggetta.
Càpita di sentire: “Eh, Bologna non è più la stessa del 1992!” Già, perchè tu sei lo stesso o la stessa del 1992? Sarebbe terribile e innaturale, ovviamente.
Cambiano loro, le città e i posti, cambiamo noi, dentro e fuori, cambia il contesto in cui viviamo e respiriamo. Ma un innato senso di conservazione nostalgica vorrebbe che tutto rimanesse come quando eravamo giovani e felici (forse), bambini spensierati (probabile ma non è detto) o ragazzi e ragazze di belle speranze.
Quando passo da piazzza San Francesco a Mantova ricordo gli anni del giornale che stava in via Fratelli Bandiera 32 e proietto nella memoria attimi di una storia passata. Appunto, passata.
Più che nella nostalgia, che spesso ci sta, bisognerebbe esercitarsi nella meraviglia, nello stupore, nella ricerca di quelle emozioni che forse erano più frequenti in altri tempi e in altri contesti.
Ricordava anche il grande regista Bernardo Bertolucci, seduto su una carrozzella, che -nonostante tutto il male e le limiutazioni fisiche- esercitava ancora il senso della meraviglia e della curiosità legato a un luogo o a un carattere.
Così è bello stupirsi e meravigliarsi di come è cambiata Firenze con i tram e i nuovi monumenti più o meno stabili tra i palazzi del Rinascimento, oppure come sono cambiati i portici di Bologna rispetto ai tempi di Guccini e Dalla, oppure ancora come è cambiato il piazzale del Sociale a Mantova dai tempi del Veglione della Stampa, primi anni Ottanta, con protagonisti storici come Usvardi e Bertazzoni in Municipio.
Ebbene sì, cambiamo: noi e loro. In meglio o in peggio chissà ma il dato è indiscutibile. Esserne consapevoli aiuta molto nelle condizioni più diverse. Spiegarsi un cambiamento vale quanto la meraviglia dello stesso e forse più.
Ci sono anche delle tecniche che sovente aiutano come quella di considerarsi turisti anche nella propria città, nel proprio quartiere. Aiuta a scoprire particolari e dettagli inusitati.
Perché alziamo lo sguardo in città lontane che visitiamo da turisti per scorgere guglie e tetti, frontoni e campanili e non lo facciamo nella città che abitiamo o nel borgo che frequentiamo? Provare per credere, risultati interessanti.
C’è un mio amico e collega giornalista fiorentino che gira per Firenze come se ci fosse arrivato per la prima volta da dieci minuti e devo dire che c’è da imparare. Scopri visioni che ignoravi, disveli emozioni che non provavi. Lui, il mio amico, fa l’ospite anche in casa propria raggiungendo picchi di ironia ed autoironia da teatro raffinato.
Un giorno a Vieste ha contagiato noi amici e colleghi di meraviglia scoprendo una passeggiata a mare che ovviamente c’era anche l’anno precedente ma che appariva come appena fatta con l’ occhio dello stupore. E’ lo sguardo, “bellezza”, che fa la differenza.

Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Un commento

  1. CHRISTIANA GHIANDELLI

    Ma cosa scrive ? Ma quale zona di Firenze frequenta ? “Passi da gigante” all’indietro, abbiamo fatto ! Firenze è in ginocchio, violentata, offesa per sempre… per ogni albero ucciso, venti pali installati ! In alcuni quartieri PRECLUSA PER SEMPRE la possibilità di realizzare piste ciclabili… e tutto questo ad un costo stratosferico, avremmo potuto trasportare in elicottero ogni cittadino spendendo di meno !!!
    Perché non affianca la foto di Berna, sopra pubblicata, ad una foto di piazza Stazione ? Nessun altro commento sarà necessario…

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