Quando la trasparenza è un optional

Importanti incarichi, dai quali si movimentano miliardi, stavano per essere decisi da personaggi oscuri, senza alcun ruolo istituzionale, che ne hanno discusso, certi che poi le loro decisioni sarebbero state ratificate.

Virginia Raggi

di Nicola Cariglia | 18 giugno 2018

Virginia Raggi, sindaco di Roma, proclama persino con le lacrime la sua innocenza. Ma va di fuori quando, sempre con i lucciconi agli occhi, denuncia che “mi attaccano perché sono donna”. Sarebbe invece venuto il momento che capisse cosa le viene realmente rimproverato: cioè, di cosa è certamente colpevole dal punto di vista politico.

Infatti, non c’è motivo alcuno per non credere che nessun profitto materiale sia a lei derivato per la miriade di fatti che, sin dal suo insediamento, hanno tormentato il suo lavoro di sindaco e richiamato pesantemente l’attenzione della magistratura con arresti, perquisizioni e inchieste varie. E nessuno le fa questa accusa. Ma quello che viene fuori dalle sue stesse parole in seguito alla ennesima vicenda, lo stadio per la Roma, è semplicemente agghiacciante. La sindaca rivendica (meglio presume di rivendicare), ancora una volta, di non avere avuto parte nelle scelte dei collaboratori. Addirittura, nell’ultimo caso, nella scelta di un professionista, l’avv. Lanzalone, incaricato di sbrogliare intricate matasse amministrative e poi, per premio, mandato a dirigere una spa importante come l’ACEA. Non sappiamo se anche il sindaco di Livorno, Nogarin, che prima di lei si era avvalso dello stesso avvocato, abbia compiuto la sua scelta con lo stesso criterio, cioè seguendo le indicazioni della Casaleggio e associati e/o dei dirigenti nazionali del movimento 5Stelle.

E’ però certo che per i 5Stelle è del tutto normale ignorare il principio di responsabilità che grava su chi occupa posizioni di governo nella pubblica amministrazione. Ed è normale adeguarsi a procedure opache, interne al movimento e, nel caso della Casaleggio, addirittura esterne. Altre volte, in occasione dei primi “incidenti di percorso” che avevano caratterizzato l’inizio della sindacatura Raggi, avevamo censurato l’abitudine della prima cittadina di Roma, di fronte ai grossi problemi che scuotevano l’amministrazione capitolina, di rifugiarsi tra le braccia di Grillo per ricevere conforto, saltando a pie’ pari ogni confronto con la sede istituzionalmente appropriata, il consiglio comunale. E che le bastasse il conforto del Grande Capo per sentirsi rilegittimata. Ci sembrava indice di una pericolosa mentalità totalitaria, perché aboliva la netta linea di demarcazione che dovrebbe separare la sfera istituzionale da quella dei partiti. Per quei rilievi non ci furono risparmiate polemiche. Oggi scopriamo che importanti incarichi, dai quali si movimentano miliardi, stavano per essere decisi allo stesso modo: personaggi oscuri senza alcun ruolo istituzionale ne hanno discusso, certi che poi le loro decisioni sarebbero state ratificate. L’unica cosa che ignoriamo, non da poco, se agissero per conto di partiti o di ristrette lobbies. Potrebbe essere stato un colpo di fortuna averlo scoperto subito, a governo penta-leghista appena insediato. Perché non promette niente di buono. Ma, quanto meno, dovrebbe aiutare a comprendere che offendere la democrazia, prima o poi, presenta il conto.

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

17 commenti

  1. marzio siracusa

    Paolo, Firenze non cadrà mai, è un caso patetico di sinistra retrò, di qualche centinaia di migliaia di vecchi che tutti i giorni ascoltano Lardo De Gasperi credendo sia Radio Londra, poi confondendo tra le palle del David, le palle viola dei Della Valle, e eccitati dall’episodio fiorentino di Paisà, che vedrei bene riproposto nella becerata del calcio in costume, si ritrovano in qualche gargotta a cantare Bella Ciao e La leggenda del Piave, con l’Inno alla gioia per rasserenare gli intervalli. Questa è Firenze, un covo di nostalgici d’ogni tendenza politica, culturale e qualità intellettiva, dagli accademici aeroportuali ai burini calcianti, pur essi aeroportuali ovviamente. E caspita? L’anima mundi non è nata qui, e facciamola allora la pista lunga a Peretola! Un esempio lo hai sotto gli occhi, Nicola ed io ci punzecchiamo continuamente da vecchi dispettosi, più aterosclerotici che senili, accrescendo solo la disperazione della Saccardi per il bilancio dell’assessorato alla sanità regionale, fiore all’occhiello da quando il fallimento della resurrezione si è travasato nella religione sanitaria. No Paolo, la sinistra fiorentina resterà eterna e pietrificata per produrre solo arlecchini da Leopolda, niente più. Poi da ogni continente antropologi e sociologi verranno a studiarci.

    • Paolo Francia

      Quello che dici su Firenze è tragicomicamente vero, l’eterna lotta interna tra Guelfi e Ghibellini non si è mai spenta, purché il vincitor sia fiorentino, nulla cambia alla fin fine. Solo che le migliaia di vecchi son destinati a finire nella fossa, alcuni già avranno il piedino pronto, allora credi tu che tra 20 anni ancora sarà il bastione, ma “ddicché”?
      E poi, anche qualora dovesse restare bastione di una sinistra spocchiosa, falso-borghese e elitaria, questo andrebbe a braccetto con la “città museo”, finirebbe un po’ come la casa dei barbapapà, un’oasi di palle, pietre, palle di gelato gonfiato e turisti.
      Ma il distacco tra la sinistra e la gente che vota è ormai incolmabile, non populisti, ma popolari, parola invisa agli snob con gli occhi rivolti alle palle. Né la sinistra potrà ripartire con tentativi abortiti già sul nascere. E’ proprio un mondo che è cambiato, e se Firenze resterà tale, sarà ancora piu flagrante il cambiamento già in atto.

  2. Paolo Francia

    Mentre Nicola fa le pulci alla Raggi e , all’indomani della vittoria elettorale dei 5 stelle e della Lega era già critico a priori, lo tsunami che ha devastato la sinistra italiana ha avuto ieri il suo apice, a mio avviso, ancora piu’ aspro di 4 mesi fa. La Toscana, roccaforte rossa e del PD, è diventata blu, con del giallo, resta Firenze, che cadrà quando si renderanno conto che una pagina è girata in Italia e anche in Toscana.
    La perdita secca di Pisa, Massa, Siena è cocente, e meno male che la coalizione “pappagallo” sarebbe stata destinata a fallire! Non male neanche i 5 stelle che conquistano la rossa Imola, vincono ad Avellino feudo dei democristiani di sinistra e dimostrano di essere ancorati sul territorio. Una dura lezione per coloro che vorrebbero far ripartire la “sinistra”, che come confermano i risultati, di sinistra ha solo il nome, essendo cosi lontana dalle vicende attuali e dal sentire della gente. In un Paese normale, Renzi e Martina dovrebbero evaporare, occupandosi di altre attività socialmente utili.

  3. Parlare di divieti in un giornale che consente commenti senza filtri è quanto meno originale. Se questi sono gli argomenti…

  4. marzio siracusa

    In parole povere sarebbe vietato trarre argomenti da un articolo, quindi vietato uscire dal suo seminato, e la discussione sarebbe ridotta a un sì o a un no. Quando poi l’articolista è abile ad aggirare i temi fondamentali, dimenticando le cose urgenti e inventando d’aver scoperto altri fondamentali, come andare da Firenze a Roma passando da Catania, allora perché non eliminare l’intervento dei lettori?

    • Paolo Francia

      si in effetti, pur musicista, non me la canto ne me la suono, Nicola potresti anche direttamente indirizzarti al sottoscritto, invece di essere generico, no? Come Marzio spiega benissimo, in un articolo c’é tanto per creare spunti, se vuoi che tutto si risolva con un”I like” e collezionare le faccine, beh, colleziona anche quelle che non ti piacciono “I dont like”. Molto “renziano e macroniano”, ma contento te!
      Oltretutto, rileggendo il pezzo e la mia risposta, niente è fuori posto, quindi anche in questo caso, rinvio al mittente, io il pezzo l’ho capito, ma non te la o le risposte.

  5. C’è qualcuno che prosegue nella vecchia abitudine di cantarsela e suonarsela, addossandosi il compito di contrapporsi a tesi di comodo che non trovano riscontro negli articoli. Se si divertono, continuino pure a ballare da soli.

  6. marzio siracusa

    ” E’ però certo che per i 5Stelle è del tutto normale ignorare il principio di responsabilità che grava su chi occupa posizioni di governo nella pubblica amministrazione. Ed è normale adeguarsi a procedure opache, interne al movimento e, nel caso della Casaleggio, addirittura esterne. Altre volte, in occasione dei primi “incidenti di percorso” che avevano caratterizzato l’inizio della sindacatura Raggi, avevamo censurato l’abitudine della prima cittadina di Roma, di fronte ai grossi problemi che scuotevano l’amministrazione capitolina, di rifugiarsi tra le braccia di Grillo per ricevere conforto, saltando a pie’ pari ogni confronto con la sede istituzionalmente appropriata “.

    Caro Nicola Cariglia, se del M5S critichi il vecchio ” sono tutti corrotti ” in nome del fatto che pur essi sono corrotti, mi sembra che tu non esca dal circolo vizioso del ” sono tutti corrotti “, e che quindi ci gongoli, con moderazione ma ci gongoli perché in realtà nel democraticume imperante da distinguersi dalla democrazia, sono davvero tutti corrotti.

    • Paolo Francia

      La linea editoriale, caro Marzio, è contraria sin dal primo secondo di insediamento di Virginia Raggi a Roma, la sua colpa, non essere democristiana, piddina, forzista. Altro che “gongolare”, dalla sindaca, il gongolamento passa per mettere in cattiva luce il governo nato dopo il voto, il primo in decenni che sta dicendo all’Europa qualcosa che non sia genuflessione e accondiscendenza. Piu i democristiani & c. criticano, piu c’é da essere certi che questo governo fa cose nella giusta direzione.

  7. Caro Marzio Siracusa,

    è sorprendente che un efficace censore dei difetti nazionali come te, scivoli sulla buccia di banana di uno dei peggiori difetti italiani: la faziosità. Questo mio articolo, come molti altri, si sforza, al contrario di quanto affermi, di negare il luogo comune dei forcaioli, secondo il quale tutti sarebbero corrotti. Al contrario, anche in questo caso, prendo in esame i comportamenti politici della Raggi, non quelli di eventuale interesse della magistratura. Non mi sogno nemmeno di adombrare responsabilità penali della sindaca. Ma chiedo a buon diritto a 5Stelle e Leghisti, se alla sindaca neghino il diritto alla non colpevolezza come hanno fatto incessantemente per i loro avversari politici, tutti ladri e affaristi. Anche quelli che non avevano mai visto un giudice, in vita loro, nemmeno da lontano. Per cui “gongolare per la banalissima scoperta che nella politica obbligata a maneggiare miliardi sono tutti uguali ” non mi appartiene. Mentre, chissà perchè, appartiene a molti essere imbarazzati in seguito alla banalissima scoperta da te richiamata.

  8. marzio siracusa

    Giova gongolare per la banalissima scoperta che nella politica obbligata a maneggiare miliardi sono tutti uguali e che è doveroso generalizzare?

  9. noto in diversi luoghi virtuali la stessa osservazione da parte dei pentastelluti:
    – prima la corruzione era il problema e il sndaco era responsabile morale per cui la sua testa doveva cadere
    – ora che il sindaco è loro la corruzione è purtroppo normale e il sindaco non ha nessuna responsabilità morale e non deve dimettersi

    • Paolo Francia

      primo, stiamo parlando di Roma, il discorso generale resta validissimo, ma non per Roma, Giachetti sarebbe finito invischiato in questa rete piu della Raggi, che attualmente non avrebbe nessuna ragione di dimettersi. Secondo, i pentastellati non sono nati per nulla, ma il risultato della mala politica decennale dei partiti tradizionali, in primis il PD. Fate quindi un mea culpa e analizzate le ragioni delle vostre disfatte politiche, sociali, economiche, invece di cavalcare l’onda degli scoop giornalistici da 4 soldi e di rianimare uno zombie politico che non servirebbe la causa di alcuno, tranne se stesso.

  10. Non è quello indicato da Francia l’argomento dell’articolo ma chi è come decide. La sindaca afferma che molte decisioni non le ha prese lei. Mettere in discussione l’onestà non è abitudine nostra ma di altri.

  11. Paolo Francia

    Roma cosi vive dai tempi degli imperatori, e cosi vivrà. La Raggi ha cominciato a metter mano a tante cose importanti per la città, come le perdite delle rete dell’acquedotto, che prima venivano cosiderate normali e lasciate andare in malora. Loschi figuri, di qualsiasi parte politica, metteranno sempre il loro naso, ma la Raggi fino ad oggi non ha avuto problemi con la magistratura, vedremo, ma credo nella sua onestà e penso che altri non avrebbero fatto meglio di lei, tranne lasciare le cose come stavano per non avere grane.

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