Povera Merlin: l’hanno fregata, adesso fanno i casini con le bambole

Dopo la scoperta a Torino di un bordello non di umani ma di bambole, tutte le femministe avrebbero dovuto scattare come una sola donna. E, invece, nessuna reazione, nemmeno dalla Chiesa.

di Giacomo Properzj | 17 Settembre 2018

Ultimamente, tra le molte notizie più o meno politiche che si sono accavallate sulle pagine dei giornali, ne è apparsa una, curiosa e grottesca, che, secondo me, non ha avuto il risalto socio-politico che avrebbe dovuto avere: la scoperta a Torino di un bordello non di umani ma di bambole.

Le femministe avrebbero dovuto scattare come una sola donna perchè si tratta dell’insulto peggiore che si possa fare al genere femminile quello di trasformare la donna in oggetto di pura ricreazione sessuale di tipo onanistico, anche il papa e la Chiesa avrebbero dovuto protestare con forza per i contenuti di questa operazione che ci fanno ritornare a prima del Concilio di Nicea dove la donna, senza anima, era puramente uno strumento di riproduzione.

Alte grida e cortei, che in altre occasioni erano stati prontamente organizzati, non si sono visti e l’episodio è passato rapidamente nella cronaca, sempre un po’ morbosa, della città di Torino non a caso amministrata dai grillini.

La polizia è intervenuta soprattutto per ragioni igieniche e capisco anche questo perchè il tipo di frequentazioni del bordello e i meccanismi bamboleschi certamente non davano alcuna garanzia di pulizia ma il problema non è questo: si tratta di un segnale fortemente degenerativo della nostra società che si accompagna, non a caso, alla degenerazione rousseauiana del sistema democratico.

Molti anni fa in un piccolo panphlet intitolato “Tommaso Scalfari” (dove Eugenio Scalfari però non c’entrava per nulla) svolgendosi il racconto tra cento anni avevo già previsto la presenza delle bambole sessuali programmate variamente secondo i gusti e le tendenze e fornite con sconto ai bancari. Il mio protagonista, chiamato al telefono durante la pratica, aveva lasciato la bambola sul letto la quale nel frattempo seguiva il programma previsto lanciando piccole grida di soddisfazione e anche brevi frasi molto intime. Tutto questo si svolgeva in una società sentimentalmente asettica e rituale dove evidentemente erano scomparse l’arte e la poesia come nell’Unione Sovietica dell’epoca staliniana.

Il piccolo segnale di Torino si connette con una serie di segnali assai più diffusi come la riforma dei Codici e l’istituzione ufficiale degli spioni, il tramonto della idealità del progresso scientifico e, anzi, la diffidenza nei confronti della scienza tra il proliferare di santoni, guaritori, miracolisti e veggenti.

Tutto questo, naturalmente, non è solo italiano ma trova le sue origini altrove: sia nel profondo cambiamento dell’economia americana sia, per essere chiari, con quanto dice Monsignor Viganò in contrapposizione con Padre Spadaro direttore di “La Civiltà Cattolica” organo dei gesuiti. Avremo altre occasioni più importanti per parlarne perchè è intorno a queste valutazioni, oltre che a quelle economiche, che si deve lottare per salvare l’Europa dal degrado populista e volgare in cui sta rapidamente cadendo.

Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E' stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell'avvento del quartiere residenziale realizzato dall'Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l'azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l'azienda dei trasporti pubblici del milanese).

9 commenti

  1. Il capitalismo ha messo in vendita tutto da tempo, persino l’amore, ormai ridotto – simbolicamente ma a quanto pare nemmeno troppo – a pratica onanistico-eiaculatoria su un non-corpo fatto di plastica o di gomma o che so io.
    Direi che Pasolini e Clouscard l’avevano previsto negli Anni ’60 – ’70.
    Sbeffeggiati e inascoltati dal culturame liberale e dal Potere costituito. Che sono poi anche quelli di oggi.

    • Il degrado è dunque non populista (rileggiti Herzen, caro Giacomo), ma capitalista. E non da oggi.

      • Giacomo Properzj

        Sarebbe meglio, caro Bagatin, che su questo argomento leggessi qualche cosa di Freud, più aggiornato di Aleksandr Ivanovič Herzen, che spiega come il disprezzo per la donna sia originato dall’impotenza e dalla paura del rapporto sessuale. Una bambola di silicone non ispira paura, si ritiene, ovviamente, di essere superiori a lei e di averla in completa soggezione: quindi avanti su questa strada senza tante preoccupazioni igieniche. Questa non è la società capitalistica, che ha altri difetti, ma è la società populista dei bar e delle 5 Stelle.

        • Freud lo leggevo quando avevo 15 anni, poi ho preferito Jung.
          Freud era un po’ fissato con il sesso e poco spirituale.
          Ci sarebbe da chiedersi perché la donna ispira paura nell uomo odierno. Nel mio secondo saggio “Ritratti di Donna” parlo anche di questo e così in qualche articolo.
          Sono aspetti ancestrali. Le religioni monoteiste, non a caso, hanno sempre mantenute sottomesse le forze sessuali e scatologiche e l universo femminile in generale.
          La mercificazione, sorta con l avanzare della società industriale e capitalista, ha fatto il resto. Rendendo le donne degli oggetti e, più in generale, mercificando le stesse persone, i loro corpi e le loro anime.
          Forse chi ha una estrazione sociale borghese o alto borghese non se ne rende conto.
          Il fenomeno Delle bambole prostitute esiste nel mondo capitalista da ben prima della nascita dei tuoi tanto odiati 5 Stelle (che io ignoro, al punto che ho saputo chi fosse Di Maio un mese prima Delle elezioni).
          Ed esiste nel mondo capitalista, non nel mondo arcaico né in quello socialista, ove la prostituzione è fenomeno condannato peraltro.
          Ad ogni modo è a parer mio un simbolo di una società mercificata, dove non si scopa più. Una società che già negli anni della post liberazione sessuale ha sostituito i rapporti affettivi e sessuali con il porno (aspetto che ho avuto modo di approfondire, avendo avuto fra le mie amicizie anche ex pornodive conosciute).
          Porno che, se ne era di Schicchi era funzionale anche a scandalizzare i benpensanti e a far cadere il resto sul comune senso del pudore, è via via diventato fenomeno mercificatorio e onanistico di massa.
          Non ne parliamo con la diffusione di internet e con la nascita di mode quali il sadomaso (un tempo molto meno diffuso e riservato solo a cultori del genere), il bondage, il fetish…
          Analizzo questi aspetti per molti versi anche nel mio terzo saggio, che spero potrà uscire anche in forma cartacea aggiornata prossimamente.
          Sul populismo , ripeto, per chi ha dimenticato Mazzini, è assai difficile amare Herzen.

          • Giacomo Properzj

            Purtroppo, data l’età, sono sempre più disinteressato alla materia in cui ti vedo avido e competente. Il capitalismo mi sembra non c’entrare troppo ma non voglio suscitare in te bagliori marxisti ormai fuori moda. Mazzini poi su questi argomenti non ha scritto neanche una parola e non credo che avrebbe granchè apprezzato le bambole sessuali.
            Leggi meglio il mio piccolo pezzo e troverai altre ispirazioni diverse da quelle che tu hai creduto di capire.

        • La materia mi interessa sotto il profilo sociologico.
          Se uno ne scrivere deve documentarsi.
          Per il resto non ci incontreremo mai. Benché di formazione simile, siamo di estrazione sociale troppo diversa penso.
          Il che conta molto.

          • Certe “mode” (e quella marxista non è tale, come non lo è quella mazzinana) non passeranno mai sin tanto che vi sarà qualcuno che sfrutta un altro.
            A ogni livello: dal lavoro al sesso…ormai considerato ahimè un lavoro anche quello. E non lo è, anche se il capitalismo assoluto lo assimila come tale.

          • Giacomo Properzj

            Caro Bagatin, non possiamo annoiare all’infinito i lettori del “Pensalibero” quindi chiudiamo questa conversazione anche perchè vedo che più si avanza e più scrivi sciocchezze. Tieni conto che anch’io sono un modesto pensionato.

          • Caro Properzj, grazie per il tuo denigrarmi.
            È sempre un piacere essere denigrato da chi non sa argomentare.
            Ti farà piacere sapere allora che questa è l’ultima settimana nella quale collaboro con Pensalibero.
            Pensavo di scriverlo fra qualche giorno in un commento a un mio articolo, per salutare i miei (forse pochi) lettori.
            Grazie per avermi permesso di anticiparlo.

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*