Povera Italia che scimmiotta l’America di Trump e strizza l’occhio a Putin

L’obbiettivo è trasformare l’Unione Europea in un Europa delle nazioni. E sara’ un pollaio di nazioni che si beccano a vicenda, diventando stati-clienti delle varie potenze mondiali.

di Zara Trust | 1 luglio 2018

L’Italia e’ al centro dell’attenzione politica mondiale perche’ e’ il primo grande Paese europeo con un governo populista-nazionalista.

L’incapacita’ dei governi passati di uscire dalla crisi economica e di gestire l’emergenza immigrazione ha portato alla sconfitta dei partiti moderati. Per disperazione si sono votati partiti populisti che offrivano facili risposte a complessi problemi. Di norma questi governi hanno vita breve, cioe’ il tempo in cui la realta’ ha il sopravvento sulle demagogiche promesse elettorali. Oggi pero’ il contesto internazionale sta cambiando e questo processo sostiene ed alimenta i governi populisti-nazionalisti. Dopo i tragici eventi dell’ultima guerra mondiale, furono create tutta una serie di istituzioni internazionali (ONU, FMI, WTO etc.) per regolare pacificamente i rapporti tra gli Stati. L’esempio piu’ positivo e concreto e’ ovviamente l’Unione Europea. Per definizione il multilateralismo prevede che gli Stati cedono parte dei loro poteri e competenze a entita’, istituti o trattati, internazionali. La rivendicazione e riappropriazione di questi poteri e competenze ha dato vita al sovranismo, una declinazione del nazionalismo che, come ci insegnano Mussolini e Hitler, e’ un formidabile arma per vincere elezioni in tempi di crisi come dimostrato recentemente da Brexit e Trump. Per vincere le elezioni i populisti creano una narrativa molto semplice: il mondo e’ diviso tra globalisti e nazionalisti. I primi, i globalisti, sono una elite rappresentata dalla finanza alleata alle istituzioni internazionali e i grandi media che per aumentare i profitti favoriscono la delocalizzazione delle imprese e l’immigrazione incontrollata per deprimere i salari. I nazionalisti, invece sono quelli che difendono i poteri e le prerogative dello Stato, ma soprattutto gli interessi del Little Guy, l’uomo della strada. Come corollario, gli interessi nazionali sono assoluti e prioritari e le relazioni internazionali si basano su accordi bilaterali, secondo convenienze economiche e senza interferenze politiche o distinzioni (democrazie o dittature pari sono). Questa, in sintesi e’ la politica di Trump. Naturalmente questo nuovo ordine internazionale, basato sulla legge della jungla, quella del piu’ forte, favorisce le superpotenze economiche e militari che impongono le loro condizioni. Quando Trump ha minacciato di porre dazi sulle auto americane costruite in Messico, Marchionne ha trasferito la produzione delle Jeep in una nuova fabbrica in Texas. E’ la  logica dello slogan America First. In Italia Marchionne ha annunciato il trasferimento della produzione delle Panda all’estero e nessuno ha detto niente. In compenso Salvini in omaggio al suo slogan Prima gli Italiani si e’ impegnato a difendere il Parmigiano-Reggiano dal contraffatto parmesan cheese.

Questo populismo nazionalista corrode i valori delle democrazie liberali, attaccando le sue istituzioni che vengono additate con disprezzo come espressioni delle Elite. Il presidente del consiglio si e’ definito l’avvocato difensore degli italiani, cioe’ ci difende dalle elite. Con il termine elite, nemico del popolo si identificano istituzioni come la Commissione europea (burocrati), le banche centrali, la finanza (le Borse), i sindacati nazionali, la stampa nazionale (i giornaloni), ma anche chi difende i valori delle democrazie liberali (intellettuali, politici, opinionisti, la societa’civile). In Italia non si e’ ancora capito che Salvini sta seguendo una strategia dettata dall’ideologo Steve Bannon, l’ispiratore di Trump, che prevede la trasformazione dell’Europa in una societa’ piu’ chiusa ed intollerante, un baluardo a difesa dei valori cristiani. L’obbiettivo e’ quello di impadronirsi del Partito Popolare Europeo, dove sono gia’ presenti l’ungherese Orban ed altri populisti dell’est Europa. E poi, con i bavaresi gli austriaci e Salvini, tramite Forza Italia, vincere le elezioni europee del prossimo anno e poi trasformare l’Unione Europea in un Europa delle nazioni. A quel punto muore il progetto europeo perche’ l’Europa sara’ un pollaio di nazioni che si beccano a vicenda, diventando stati-clienti delle varie potenze mondiali.

 

Zara Trust

8 commenti

  1. Michele Scarlino

    Concordo con gli altri commenti, articolo confuso nei concetti e non veritiero nei fatti. C’e’ ancora una parte di buonisti e illuminati, di idee ma non nei fatti, che si crede superiore intellettualmente a quelli che loro stessi chiamano populisti. Ed e’ per colpa di questi buonisti di concetto, che si autoproclamano piu’ intelligenti degli altri, che ci troviamo nelle condizioni in cui siamo, con un’Europa in sottofondo che da grandissima idea che era, e’ diventata un’entita’ amena, senza ne capo ne coda. E allora parte il terrorismo psicologico, spesso dai giornali storici, pieni in tutte le loro cariche di quegli stessi buonisti di cui sopra, e pieni nelle loro prime pagine e nei loro editoriali di quelle stesse bufale e fake news di cui vengono accusati i populisti.

  2. marzio siracusa

    Paolo, rassegnati, nascesti quando la seconda guerra mondiale era finita da un pezzo, eppure morirai in piena seconda guerra mondiali, come tutte le generazioni a venire moriranno da qui all’eternità in piena seconda guerra mondiale. Io ogni mattina scambio due parole con Hitler e Mussolini, due scornacchiati che incontro sempre al bar e poi vanno alla mensa della Caritas, ma se chiedo loro chi sono veramente, in una folgore m’appare dal nulla Paolo Mieli a urlare: ” Se alla tua età non riconosci nemmeno Hitler e Mussolini allora bisogna incrementare l’attualità della seconda guerra mondiale su Rai Storia! ” Ricordi il Potemkin di Fantozzi? Ecco, il livello è lo stesso e purtroppo anche il fine, terrorizzarci per rimbecillirci.

  3. Paolo Francia

    Pezzo semplicista che non dice la verità, ma continua col lavaggio del cervello tra buoni e cattivi, senza specificare che il diffiondersi dei populsimi dipende proprio dal fatto che i “buoni” non lo son stati per niente, e che i “populsimi” sono semplicemente popolari, e gli altri, assolutamente impopolari. Continuare col la solfa di Hitler e Mussolni fa cadere le braccia, tanto piu che la dittatura imposta con questi aggeggi che hanno ormai reso i popoli degli automi, è ben piu pericolosa degli esiti delle urne che fanno vincere i Salvini, la May o i Trump….
    Non ci siamo proprio!
    Bisognerebbe poi anche sfatare questo “democrazia/dittatura” che appunto per quel che ho detto, non ha piu senso! Crede veramente l’autore del pezzi che quella imposta e gia in atto della globalizzazione e di questi governi di automi, o peggio di governi dei GURU, come Macron, siano un esempio di democrazie?!?!?! Ahiaihaiahai!
    Condivido i post di Siracusa e Bagatin.

  4. marzio siracusa

    In questo articolo c’è la solita confusione o malafede tra diritto alla libertà difeso dalla politica che fu e diritti alle libertà difesi dal mercato, aizzando il surplus tecnologico occorrente all’organizzazione della società, tanto da ledere in modo palese e intollerabile il diritto alla libertà. Le libertà eccitate e accumulate dalla tecnologia e dal tecnomercato saranno sempre contro la libertà. Chi ancora crede che le libertà realizzino la libertà, chi ancora crede che la libertà si misuri in un quantitativo da pesare, dopo aver ottenuto la migliore quantità di tutte le libertà possibili, poserà la bilancia e diventerà un oppressore persuasivo e senza nemici.

  5. Sul populismo, che nulla ha a che vedere con i totalitarismi novecenteschi, conseguenza del capitalismo, ho recensito per Pensalibero diversi saggi.
    Il più importante è certamente “La rivolta delle élite ” del sociologo statunitense socialista e populista Christopher Lasch.
    Saggio scritto negli Anni 90 e ripubblicato da Neri Pozza qualche mese fa.

  6. Il populismo ha origini ben più antiche, che affondano nella Russia di fine 800 e negli USA del primo 900 a tutela dei ceti meno abbienti, contadini e popolari.
    Non ha nulla a che vedere con ciò che i media mainstream vogliono far credere.
    Che il FMI abbia contribuito a rendere più pacifici i rapporti fra Stati è curioso. Esso ha impoverito il Terzo Mondo (e indebitando tutti gli Stati, che stanno così perdendo la loro autonomia è sovranità) e sta continuando a farlo.
    Si vedano in proposito i dati, oltre che i discorsi di Thomas Sankara.
    Democrazia e liberalismo in realtà sono concetti diversi e spesso avversi. La prima attiene alla volontà popolare, il secondo a quella di piccoli gruppi economici.
    È normale che i popoli e i poveri si siano stancati e iniziano a scegliarsi, come un tempo fecero i populismo russi e statunitensi.
    Oggi manca un progetto. L unici possibile è uscire da questa follia chiamata Unione Europea e dalla anacronistica Nato.

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