Povera America….dove stiamo andando? (Ogni riferimento all’Italia non è casuale)

di Oscar Bartoli | 6 agosto 2018

Il presidente Donald Trump in piena campagna elettorale partecipa almeno due volte la settimana a mega comizi tenuti negli stadi dove migliaia di fanatici accorrono, pazientando in lunghe file anche sotto la pioggia

Ma c’è un aspetto in queste manifestazioni che non solo incuriosisce ma anche crea perplessità e disagio tra coloro che hanno nei confronti del presidente una sana e consapevole antipatia.

Le televisioni generaliste e via cavo si soffermano sui cartelli e sulle magliette inalberati e portate da centinaia di supporters orgogliosi nel mostrarsi alle telecamere.

Cartelli e magliette portano la scritta “We are Q” e ci siamo domandati per qualche giorno cosa diavolo significasse quella maledettissima Q.

Poi conoscenti che militano nell’estrema destra ci hanno illuminato: Q deve leggersi come Qanon, una fonte anonima che sta cercando di dire al mondo che è in corso una battaglia ingaggiata da Donald Trump contro una accozzaglia di pedofili tra i quali sostengono essere presenti celebrità e politici di alto livello.

Si tratta di una delle tante teorie di cospirazione che circolano nei bassifondi della popolazione americana sempre pronta a ipotizzare storie incredibili che affascinano, purtroppo, milioni di persone pronte a credere a tutto quello che proviene solo da una fonte in perfetta sintonia con la loro perenne confusione mentale.

Sono proprio i fanatici del movimento Qanon quelli che durante i mega comizi di Trump minacciano i giornalisti della Cnn e della MSNBC aizzati dall’inquilino della Casa Bianca che li sottopone al pubblico ludibrio accusandoli di essere il vero nemico del popolo americano.

Se uno volesse ci sarebbe materiale per fare un paio di belle risate. Purtroppo l’atmosfera sociopolitica degli Stati Uniti nella sua radicale scomposizione non consente di prendere sottogamba anche il movimento marcato con la lettera ‘Q’.

 

Oscar  Bartoli  (letter from Washington)

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell'IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche' gli piaceva, ha lavorato come chitarrista - cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d'Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

2 commenti

  1. Quelli a favore di Trump sono “fanatici”, quelli contro hanno una “sana e consepevole antipatia”. Questo evidente pregiudizio mi porta a considerare l’articolo assolutamente non credibile e il caro Oscar un giornalista per niente attendibile.

  2. Dario Seglie

    Caro Oscar,

    le tue preoccupazioni per gli USA sono condivisibili e paragonabili ad altre similari in Europa ed in Italia.

    Il movimento Q evoca analoghi gruppi che in Italia, Francia, Germania, etc. stanno ripescando immagini, simboli, comportamenti e slogan nazi-fascisti. In Italia il ministro della Famiglia, il leghista Lorenzo Fontana ha esternato contro la legge Mancino, approvata nel 1993, contro chi diffonde l’odio razziale e l’ideologia nazifascista, chiedendone l’abolizione. Però altri del Governo giallo-verde ed il Premier attualmente in carica Prof. Giuseppe Conte hanno commentato: “La legge Mancino rimanga dov’è”. Bravi, approviamo il Presidente del Consiglio, ma la proposta altolocata di abolizione è sicuramente preoccupante e indica il clima di estremismo che percorre il Vecchio Mondo.

    Ma l’Europa non possiede arsenali atomici, gli States sì, e la ripresa di esercitazioni missilistiche a lungo raggio della Corea del Nord mostrano inquietanti panorami a livello globale. Per i cultori di dottrine indù, scritte in sanscrito, siamo nell’epoca del Kali Yuga, era finale estremamente tecnologica, ma senza più valori spirituali. L’illuministico trinomio Liberté-Egalité-Fraternité sopravviverà e si diffonderà ? Io penso di sì.

    Dario Seglie, Italy

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