Politiche 2018: nostalgia di Saragat?

di Redazione Pensalibero.it | 12 Marzo 2018

Esce per Rubbettino la “Storia dei socialisti democratici italiani” di Michele Donno

L’editore Rubbettino pubblica la Storia dei socialisti democratici italiani (1945-1968), un cofanetto che racchiude due interessanti saggi di Michele Donno.
«La storia ha dato loro ragione», si potrebbe affermare, leggendo questi due volumi, dedicati alla vicenda politica dei socialisti democratici di Giuseppe Saragat nel primo ventennio di costruzione della Repubblica. Ed infatti, i motivi allora al centro della visione di Saragat e dei socialisti democratici (europeismo e atlantismo, riformismo socialista e alleanza con i cattolici, americanismo e anticomunismo, economia sociale di mercato per la tutela delle fasce meno abbienti, sostegno ai ceti medi, unità e autonomia dei socialisti), a lungo negletti e criticati dalle maggiori forze politiche, soprattutto di sinistra, hanno mostrato nel tempo validità e fondatezza, a tal punto che oggi, a distanza di un quarto di secolo dalla caduta del comunismo e dalla scomparsa del Partito socialista italiano, si possono riproporre come tematiche centrali nella discussione politica in Italia e per un rinnovamento radicale della visione culturale di una sinistra divisa e in cerca di radici.
Il tema del socialismo democratico italiano ed internazionale è riapparso in questi giorni, in piena campagna elettorale, richiamato dai due maggiori esponenti politici italiani, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.
Renzi, nel tentativo di rilanciare l’unità europea, ha tenuto un convegno dal titolo Il futuro di chiama Stati Uniti d’Europa, tema che già i socialisti riformisti Turati e Treves, alla fine dell’800, e poi Saragat, nel 1947 – agli albori della Repubblica e del processo di integrazione europea –, avevano presentato nelle loro proposte politiche.
A ciò si può aggiungere, dopo il varo della grande coalizione in Germania fra cattolici e socialdemocratici, l’invito di Berlusconi a che il segretario del PD, Renzi, che «ha avuto il merito di avere reciso i legami con gli ex comunisti», voglia cambiare l’intitolazione del Partito democratico in Partito socialdemocratico.
Conoscere la vicenda dei socialisti democratici di Saragat è utile, quindi, per la riscoperta di una pagina della storia italiana per decenni trascurata dagli studiosi e per comprendere la viva attualità del tema di un socialismo democratico europeista nell’evoluzione politica di una sinistra ormai priva di identità e nel rinnovamento della politica italiana.

MICHELE DONNO (Lecce, 1977) è docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Ha pubblicato studi sulla storia d’Italia dal secondo dopoguerra fino agli anni Ottanta.  Fa parte del comitato scientifico dell’Istituto storico per il pensiero liberale (ISPLI), presieduto da Fabio Grassi Orsini.

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