Più che le loro idee, fanno paura le loro facce

Siamo destinati ad essere amministrati da persone deputate a legiferare, che non hanno alcuna preparazione economica e giuridica.

di Roberto Fronzuti | 16 Apr 2018

I nuovi parlamentari eletti a seguito delle elezioni del 4 marzo si sono presentati al Senato e alla Camera dei deputati per il cosiddetto accreditamento. L’impressione che abbiamo avuto guardando le facce incredule e scorrendo i curriculum dei nuovi componenti delle due Camere è di trovarci di fronte a persone che sono lì, quasi per caso. Mi è venuta in mente una celebre frase, che prendo a prestito: “Più che le loro idee, mi fanno paura le loro facce”. Di fronte a persone improvvisate nel ruolo e spaurite per il contesto è legittimo esprimere preoccupazione. Siamo destinati ad essere amministrati da persone deputate a legiferare, che non hanno alcuna preparazione economica e giuridica.

Due terzi degli eletti sono di prima nomina e non hanno alcuna formazione; non hanno mai amministrato qualcosa. Sono stati scelti dai partiti ed eletti in base a liste bloccate.

Hanno il solo merito di essersi iscritti a un blog e di aver fatto cliccare qualche decina di volte il proprio nome, da parte di amici e parenti. O peggio ancora, essersi messi al seguito di “un guascone”  che ha sempre predicato da prima l’odio antimeridionale ed ora contro gli immigrati.

Recentemente abbiamo citato il caso (non unico) di Giovanni Mosca, l’operaio di Casalpusterlengo, formatosi nel sindacato, ed eletto vice segretario nazionale del partito Socialista e deputato. Non occorre una laurea per aspirare alle massime cariche, ma una preparazione di base come consigliere, assessore del Comune o della propria Regione.

La situazione che si prospetta è quella di deputati e senatori che andranno a votare a comando, in base alle direttive ricevute dal partito o movimento di turno.

Recentemente ho ascoltato a “Che tempo che fa” intervistato da Fazio, l’ex segretario della Democrazia cristiana e presidente del Consiglio Ciriaco De Mita. Strano a dirsi, ma per subire ancora il fascino della politica bisogna ascoltare un anziano statista come De Mita o Macaluso. L’attuale panorama politico è a dir poco desolante. Ma così come si è avviata al declino Forza Italia (ha preso un quarto dei voti dei tempi migliori), nata sul nulla senza idee, ma solo su un pragmatismo di maniera, penso che i movimenti che hanno tanto promesso – e che non potranno mantenere per una questione di bilancio – faranno la stessa fine. I cittadini che hanno votato per grillini e leghisti, si attendono un cambiamento che non potrà esserci a causa del debito pubblico che supera i 2.300 miliardi.

I partiti della sinistra, che hanno deluso quando hanno amministrato, dovranno solo attendere e rigenerarsi all’opposizione. Del resto, l’alternanza alla guida del governo è una prerogativa delle democrazie.

 

Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”. Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1 gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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