Pittura e scultura a Firenze dal XV al XIX secolo. Il passaggio dalla Signoria al Granducato nell’arte

di Redazione Pensalibero.it | 26 dicembre 2017

Serena Bedini

 


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È il 1572, il Bronzino muore e l’arte accusa il colpo: la perdita di un artista di rilievo, con una forte personalità e una raffinatezza formale indimenticabili. Quale eredità lascia nella Firenze di quel periodo? È con questa domanda che si apre l’interessante saggio di Sandro Bellesi, “Pittura e scultura a Firenze (Secoli XV-XIX)” edito da Polistampa. Il volume inizia infatti affrontando il tema del Barocco, uno dei momenti artistici più intensi e paradossalmente spesso lasciato in penombra a causa o per colpa della grandiosità del Rinascimento che nel capoluogo toscano, come ben sappiamo, trovò il suo centro di irradiazione.

E così Alessandro AlloriAntonio TempestaSanti di TitoDonato MascagniJacopo da Empoli e molti altri nomi prendono vita in queste pagine e riacquisiscono la propria posizione giustamente preminente all’interno del panorama artistico toscano e cinque-secentesco, tra immagini a colori, di grandi dimensioni che consentono una visualizzazione non sforzata e un apprezzamento pieno del valore e del talento di questi artisti. Leggi tutto:

http://www.toscanalibri.it/it/scritti/pittura-e-scultura-a-firenze-dal-xv-al-xix-secolo-il-passaggio-dalla-signoria-al-granducato-nell-arte_2622.html

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