Piccole donne in difesa costante

di Carla Ceretelli | 6 Agosto 2018

Siamo sull’orlo dell’orrido. Fra poco le ragazze dovranno uscire in tenuta anti sommossa. Di giorno e di notte. Da sempre  penso che più si parla nei talk sui media sui social delle molestie, per dirla con eufemismo, sulle donne, più maschi in cui l’istinto prevale sulla ragione si attivano per molestarle. Il mondo è pieno di pazzi pazzerelli soggiogati da emulazione folle.
Ma il dramma indicibile e incredibile, anche se non unico purtroppo,  è l’abbandono di un neonato nella busta del supermercato. Chiusa talmente stretta che lo ha soffocato. Nonostante leggi e diritti   che dovrebbero proteggere e sostenere  maternità e infanzia. Ma che forse, ancora  qualcuno non conosce. O teme ancora il giudizio. Se dietro a questa tragedia esistono altre motivazioni, non è dato sapere.
E mentre fior di sociologi  e psicologi cercano motivazioni a questi comportamenti efferati,  il caos morale e materiale in cui siamo immersi fa da sfondo al dramma epocale che sfila davanti agli occhi. Ai nostri occhi stanchi over anta anta  ormai,  dalle membra vecchie e stanche che riescono con difficoltà a comprendere le news, fake o meno,  questa tecnologia eccessiva che sta diventando perversa e che deteriora in qualche modo  l’umanità a scapito della pietas. I nostri nonni e i nostri genitori hanno passato periodi ben peggiori. Pre bellici, bellici, e post bellici, che li hanno fortificati  tanto da superare la miseria  verso un’ evoluzione che ha regalato  alla nostra generazione  benessere e serenità, spruzzata da momenti difficili , come il terrorismo interno, ma ormai superati e metabolizzati nonostante eventi drammatici spesso insoluti. Ma noi, questa generazione di mezzo, cresciuta e vissuta nella bambagia,  che è riuscita senza eccessiva fatica a lavorare e mantenere se stessa ,  forse  non si  è preparata a  crescere la prole    prevedendo e mettendo in computo  che nulla è per sempre.   E non ha saputo  gestire il futuro di figli e nipoti in modo tale da prepararli a questo dramma epocale che ci sta distruggendo. Moralmnte e psicologicamente. Ci troviamo dunque schiacciati fra la forza dei valori  che i nostri avi ci hanno trasmesso, e la fragilità che, inaspettata, non riesce a rendere i nostri giovani sufficientemente vigorosi per affrontare questi momenti particolarmente infausti.
Il fenomeno migratorio  e il conseguente sfaldamento di un vecchio continente che perde pezzi da tutte le parti, hanno fatto il resto.
Tanto da  costringerci a rimpiangere le ideologie di una volta, la destra e la sinistra che a nostro avviso non esistono  più ma che  molti stentano a riconoscere e a  convincersene.
Eppure il governo che ci guida, si fa per dire, è emblema di confusione totale. Non che i passati fossero migliori, ma offrivano, quanto meno, punti di riferimento. Ora si assite a tutto e il suo contrario. Trppo spesso. Se è esecrabile l’uomo solo al comando , lo è altrettando la triade che oggi guida il Paese. E che si scontra a ogni piè sospinto. E non con l’opposizione.
Per non parlare di uso e abuso di sostanze e alcool che rendono i nostri giovani, autoctoni e stranieri, ancora più fragili di noi   e  trovano davvero tanta difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro e, dunque,  nella società.  Tanto da essere costretti a bighellonare per le strade da nulla facenti. E, come si sa, l’ozio è il padre dei vizi.
E, per un giovane maschio, la preda a portata di mano,  la più appetibile  attraente e intrigante, ma anche  la  più debole, è una rappresentante dell’altro sesso. Verso la quale, anziche rivogersi con delicatezza, dolcezza e amore, si approccia con violenze di ogni tipo. C’è chi, spinto dalla noia gioca al lancio dell’uovo in una notte afosa, secondo, si dice, un rito goliardico. O molesta e, peggio,  cerca di abusare di una giovane in metro. Che fortunatamente,   dotata di  spray al peperoncino, si è difesa e ha denunciato.
 Ma il dramma indicibile e incredibile è l’abbandono di un neonato nella busta del supermercato. Chiusa talmente stretta che lo ha soffocato. Nonostante leggi e diritti che dovrebbero proteggere e sostenere  maternità e infanzia.
Ultim’ora fuorisacco
Il ministro della salute, con un cognome che è tutto un programma, per uscire dell’empasse procurata dalla sua decisione  sul rinvio di un anno  dell’obbligo  vaccinale ha la bella pensata di  ghettizzare a scuola bambini  vaccinati e immunodepressi di qua,  novax di là.
E in giardino i cavalli di frisia.
In collaborazione, dice lei, con il ministro dell’ istruzione. Immagino già la reazione di dirigenti scolastici con le mani fra i capelli.
Ma la scienza non è democratica.
Intanto, per farsi perdonare,  spedisce i militari ai pronto soccorso dove medici  e operatori sanitari, donne in grande prevalenza,    vengono spesso molestati. Troppo spesso.
Carla Ceretelli
Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l'insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de' Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro "Accademia del Diletto" di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l'opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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