PERCHE‘ LIVORNO?

Sabato 24 marzo, a Livorno, nella città che vide la nascita del PCI subito dopo il drammatico svolgimento del XVII congresso del PSI, si riuniranno, provenienti da tutta Italia, donne e uomini che hanno in comune la condivisione dei principi e della prassi del riformismo di Filippo Turati. E che ritengono che su tali principi possa basarsi il progetto di una forza laica, democratica e riformista che superi, una volta per tutte, le troppe divisioni che hanno impedito alla sinistra di diventare un solo grande, stabile e autorevole partito di governo. L’assemblea si terrà alle ore 10 e i lavori si protrarranno nel pomeriggio. L’indirizzo è in via delle Corallaie, 10. Al riguardo pubblichiamo questo intervento della associazione Rinascita Socialista di Terni.

di Redazione Pensalibero.it | 12 marzo 2018

Verso Livorno: 1921-2018 Turati aveva ragione?
Il 15 gennaio del 1921 si iniziò a Livorno presso il Teatro Goldoni, il congresso socialista. Esso, nel corso dei sei giorni in cui si articolò, presentò il partito diviso in tre correnti: una moderata, capeggiata da Turati e Prampolini; la seconda, dei cosiddetti unitari, che ritenevano possibile la convivenza tra moderati e massimalisti di estrema sinistra; ed infine una terza corrente di massimalisti intransigenti, della quale facevano parte uomini quali Bordiga, Bombacci, Gramsci, che chiedeva l’espulsione dal partito dei moderati, detti revisionisti, l’adozione del nome comunista per il partito, l’adesione totale al programma rivoluzionario bolscevico di stampo prettamente russo.
Il 20 gennaio si chiuse il congresso socialista, senza che fosse stata trovata una soluzione accettabile da parte delle tre correnti del partito. Il giorno 21 gennaio venne fondato il Partito Comunista Italiano, del quale fecero subito parte uomini di grande ingegno, quali Gramsci, Bordiga, Terracini, Togliatti e Bombacci; quest’ultimo poi passerà al fascismo.
Il Partito Socialista venne quindi senz’altro indebolito dalla scissione; nè riuscì, essendosi liberato dell’ala più estrema, a trovare nel suo interno quella concordia d’intenti che avrebbe potuto allora salvare l’Italia.
19 GENNAIO 1921 LA BURRASCOSA SCISSIONE DI LIVORNO
Noi Socialisti e Socialiste, di diverso orientamento e provenienza, ma uniti dalla volontà di un comune destino, riteniamo sia giunta l’ora di superare una scissione che al di là delle ragioni storiche che l’hanno generata, oggi di sicuro non ha più ragione di esistere: la scissione di Livorno del1921.
Oggi occorre ripartire da qui, dagli errori storici, e da quelli più recenti che hanno massacrato l’Idea Socialista in Italia. Nel XXI secolo il socialismo, come idea di società retta da valori diversi e alternativi da quelli oggi dominanti, è più che mai attuale, soprattutto in un mondo dove non regnano la pace, la giustizia e la libertà e crescono le diseguaglianze
L’involuzione neoliberista, il ritorno di fenomeni fascisti, le migrazioni epocali, lo sfaldarsi delle altre culture politiche storiche della sinistra italiana, europea e mondiale richiedono la ricostruzione, qui ed oggi, di una forza Socialista nel Paese e per paese italia nel ventunesimo secolo, per far fronte alle sfide nuove che si prospettano, e con un’organizzazione che sia adatta a sostenere queste sfide.
Noi Socialiste e Socialisti, di diverso orientamento e provenienza, ma uniti dalla volontà di un comune sentire e di destino, riteniamo sia giunta l’ora di superare una scissione che, al di là delle ragioni storiche che l’hanno generata, oggi di sicuro non ha più ragione di esistere: la scissione di Livorno del 1921.
Sono sfide epocali, a cominciare dal cambiamento climatico e dal diniego di accesso di milioni e milioni di esseri umani, anche i tenera età, a beni primari, dall’acqua potabile, ai beni per nutrirsi, alla cura della propria salute, all’istruzione, e che lo possiamo fare solo partendo dall’unica cultura politica che tutt’ora è viva, quella socialista, che deve però essere alimentata da nuovi apporti.
1° Occorre riunire le sensibilità di chi si riconosce nel socialismo democratico e nell’azionismo di Giustizia e Libertà,
2° Occorre ridare piena dignità politica a tutte quelle aggregazioni di compagni e compagne che in questi anni nel paese hanno tenuto alta, con orgoglio, la “rossa bandiera su cui splende il sol dell’avvenir”, il vero valore di fraternità e sussidiarietà
3° Occorre sostenere chi sta lottando per il lavoro, i diritti umani, sociali e civili, per l’uguaglianza, la libertà e la democrazia.
Per questi motivi chiediamo a tutti i socialisti, ovunque essi siano, e a tutti coloro che vorranno condividere con noi le battaglie per la democrazia, Per ricostruire un’Italia nuova democratica e solidale è necessario ripartire dalle origini del pensiero socialista, dalle sue parole d’ordine che erano e debbono tornare ad essere dirimenti: per le Libertà civili, Giustizia sociale, voto proporzionale, imposte progressive e assegno di apprendimento in funzione al lavoro.

Maggiori informazioni e indicazioni per partecipare, cliccando su questo link: https://www.facebook.com/groups/1909816286013089/

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